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    Mauritius: L’isola dell’armonia
    per il giorno venerdì, 6 luglio 2007.

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Archivio del 6 luglio 2007

Un’isola di zucchero

venerdì 6 luglio 2007

Me ne ricordo perfettamente, era il mio primo viaggio all’isola Mauritius. Stavo facendo una passeggiata nell’interno, con una preparatissima guida indiana. A una sosta, il mio accompagnatore estrasse da una specie di zaino un grosso coltello, tagliò un pezzo di canna da zucchero e mi mostrò come masticare e poi sputare la deliziosa polpa. Avete presente quei meloni invernali, con quella polpa bianca e zuccherina? Ecco, così ma più buona.

E’ difficile immaginare Mauritius senza la canna da zucchero. La sua storia, la sua cultura, Fiori di canna da zucchero, thanks to: http://www.ecoblog.it/ la sua economia, il suo paesaggio, la memoria stessa degli abitanti, tutto è stato plasmato da questa pianta. Dal 1639, quando gli olandesi la portarono sull’isola, la coltivazione della saccharum officinarum, a voler fare i sapienti il nome sarebbe questo, non ha mai conosciuto un calo. Così come la produzione di zucchero.

Che poi, si fa presto a dire zucchero: a Mauritius se ne producono più di quindici varietà diverse, dal bianco al marrone scuro, quasi nero, passando per tutta una tavolozza di bruni dorati. Cambiano anche la granulosità e persino il sapore! E guai a sbagliare zucchero: ce neZucchero, thanks to http://www.rccr.cremona.it/ sono di perfetti per il tè e il caffé, altri utilizzati nella preparazione di salse agrodolci o torte e budini o esclusivamente nell’alta pasticceria per la confezione di fantasiose decorazioni. A Port Louis c’è un piccolo negozietto delizioso da cui esco sempre carica di sacchettini di diversi tipi di zucchero… salvo poi dimenticare a cosa serviva ognuno di essi e fare dei gran pasticci!

Ma canna da zucchero vuol dire anche prodotti chimici come l’etanolo (da cui si ricava, tra l’altro, l’acetone), vuol dire sapone e soprattutto vuol dire rum. Il distillato principe di Mauritius. Nonché il mio preferito, tra parentesi.

E soprattutto, la canna da zucchero è un’ottima fonte di energia pulita e rinnovabile. Pensate che grazie a delle speciali centrali termiche ad alta pressione le industrie zuccheriere forniscono il 45% totale dell’energia elettrica dell’isola, metà della quale prodotta a partire dalle bagasse, residuo della lavorazione della canna. E si stanno sperimentando addirittura carburanti per le nostre auto prodotti a partire dalla canna da zucchero. Una biomassa interamente rinnovabile e che addirittura brucia anidride carbonica. Sorprendente!

Il Festival della canna da zucchero, che si terrà a Mauritius per il terzo anno consecutivo, dal 2 al 5 agosto è la migliore occasione per scoprire tutti gli aspetti di questo vero e proprio universo, dalla coltivazione e lavorazione della canna e dello zucchero fino al suo utilizzo in pasticceria, dove artigiani provetti danno vita a delle splendide sculture e a vere e proprie opere d’arte in zucchero soffiato. Ci vediamo lì?