Francobolli, balli e milioni di dollari
30 luglio 2007 | curiosita' | Nessun Commento
La mia infanzia è stata funestata da un nonno appassionato di filatelia. Chi l’ha provato sa cosa ciò significhi. Vorresti uscire a giocare e correre con i tuoi amici e invece sei inchiodato su una sedia a guardare minuscoli pezzetti di carta colorati che non puoi nemmeno sfiorare con un dito. Finivo sempre per perdermi a fantasticare dietro i nomi di tutti quei paesi lontani e esotici. Chissà, forse, malgrado tutto, la mia passione per i viaggi è nata proprio lì…
Comunque, ricordo perfettamente che uno dei miti di mio nonno erano questi due piccoli 
francobolli, col profilo di una donna, uno rossastro e uno blu. Me li mostrava spesso su un voluminoso catalogo a cui io concedevo uno sguardo distratto, poco convinta che quel profilo anonimo appartenesse davvero a una regina.
A distanza di tanti anni, però, è stata una vera emozione ritrovare quei due francobolli proprio sulla “mia” isola, al Blue Penny Museum di Port Louis, unico luogo al mondo in cui si possano vedere riuniti. A meno, certo, di non essere intimi amici di qualche collezionista disposto a sborsare oltre quattro milioni di dollari per una delle due buste su cui i Mauritius Post office da 1 penny e 2 pence, questo il loro nome ufficiale, sono incollati fianco a fianco.
Dietro questi due mitici francobolli, poi, ho scoperto esserci una lunga bellissima storia. Nel 1847 la moglie del governatore inglese dell’isola, lady Gomm, molto affascinata da questa novità postale e molto annoiata dalla vita nella colonia, decise che sulle buste degli inviti per il suo grande ballo avrebbero dovuto assolutamente far bella mostra di sé dei francobolli. Peccato che a Mauritius non esistessero ancora.
Ma servirà pure a qualcosa essere la moglie del governatore, deve avere pensato la caparbia lady Gomm. E infatti, in men che non si dica, venne scovato un orologiaio di Port Louis a cui furono commissionate le lastre per stampare i primi esemplari. Com’è come non è, il brav’uomo se la prende comoda, tergiversa, e la data del ballo si avvicina. Alla fine, dopo ripetute insistenze della lady, i francobolli sono pronti. Oh meraviglia! Peccato che l’orologiaio, che doveva avere di meglio da fare, avesse sbagliato la dicitura scrivendo “Post office” anziché “Post paid”. I francobolli vennero destinati al macero, non prima però che l’inaffondabile nobildonna ne avesse utilizzato un certo numero per i suoi inviti.
Così, di tutti questi francobolli oggi ne rimangono, a quanto si sa, soltanto 26 esemplari che hanno iniziato a passare di mano in mano tra gli appassionati già nell’Ottocento, raggiungendo cifre sempre più folli e girando il mondo protetti e coccolati come veri tesori anziché appiccicati senza cura sulle buste. Nel 1993 un consorzio di aziende di Mauritius ha
comprato all’asta due esemplari, per la modica cifra di 2.2 milioni di dollari, perché tornassero a casa, sull’isola, dove adesso si possono ammirare.
Magari dopo essersi bevuti uno squisito fresco succo di canna nel chioschetto proprio davanti al museo.

Commenti recenti