Quel che si dice mescolare le culture
martedì 12 febbraio 2008“Il guanciale, ci va il guanciale!”
“Ma no, la pancetta, va benissimo con la pancetta!”
“Si, come no, e tra un po’ mi dirai che ci vuole anche la panna!”
“Adesso non incominciamo a offendere…”
Forse voi avete amiche più tolleranti delle mie in fatto di cucina, ma a me queste conversazioni capitano. Generalmente a tavola, a dimostrazione dello stereotipo che gli italiani sono gli unici a parlare di cibo anche mentre mangiano. E generalmente finiscono con un computer che viene acceso e google che si arroventa.
Per risolvere la questione guanciale o pancetta nella carbonara ho scoperto la “giornata della cucina italiana”. Il 17 gennaio appena passato cuochi italiani di tutto il mondo hanno offerto nei loro ristoranti una carbonara comme il faut, per festeggiare le gioie della nostra gastronomia.
Nella lista dei grandi chef che hanno partecipato all’evento ho ritrovato con grande piacere il nome di un amico, Stefano Fontanesi.
Ve lo ricordate? Ci avevo fatto quella pessima figura a Tamarin…
Così mentre a tavola il dibattito ferveva, “te l’avevo detto!”, “no, ma guarda che la mia nonna che viene proprio dalla zona dell’Appennino in cui è nata la ricetta…”, la mia mente è tornata al favoloso ristorante in cui per la prima volta ho gustato l’emozionante creatività di Stefano. Il vero genio di mescolare in modo assolutamente naturale profumi e colori dell’Oceano indiano e del Mediterraneo.
Il risotto? Certo, ma mantecato al latte di cocco e con moscardini al curry.
Le penne di Gragnano con il tonno e i pomodorini ma il tutto profumato allo zenzero.
E poi servito, in modo impeccabile, su tavoli perfettamente apparecchiati, sotto le palme, con l’aria dolce di Mauritius che fa tremolare le candele. Qui un bel sospiro ci sta proprio bene.
Ah! e comunque ci va il guanciale, mi raccomando!
