Archivio di giorno 10 marzo 2008

Ma una cartina? pare brutto?

10 marzo 2008 | armonia, curiosita' | Nessun Commento

Istanbul, thanks to: http://www.erik-nehring.de/Il sole rosso che tramonta dietro i sei minareti e le morbide cupole della moschea blu. La carezza del vapore delicato e delle pietre calde del bagno turco. La magia della cisterna sotterranea romana con l’acqua a lambire le colonne tornite. I profumi intensi delle spezie al bazar. La dolcezza arrendevole dei lokum in cui si nasconde la resistenza croccante della frutta secca. Le sale da tè con i divani coperti di tappeti e cuscini e le enormi vetrate con vista sul mar di Marmara e, di là, sulle luci dell’Asia.
Istanbul è decisamente un altro posto speciale.
Ma quello che davvero non dimenticherò mai di quella città sono i tassisti.

Istanbul life, thanks to: http://questacasanoneunalbergo.wordpress.com/

La prima sera, andando a cena, ci capita un signore molto gentile ma manifestamente ubriaco. Cambia canale alla radio ogni dieci secondi e umore ogni sette, passando da cortesi tentativi di conversazione con noi ad aggressive imprecazioni contro i restanti automobilisti colpevoli di stare nella parte di strada loro assegnata e di non zigzagare da una corsia all’altra in modo isterico ma, per lui, evidentemente, efficace e creativo. Al ritorno ci tocca uno che è senza alcun dubbio appena arrivato dalle steppe anatoliche e sta guidando il taxi per fare un favore al cugino. Non è possibile che altrimenti non riesca a trovare il nostro albergo, carinissimo!, che è praticamente accanto all’ingresso del Topkapi! Così, giusto uno dei musei più visitati al mondo… Fatto sta che, dopo avere invano chiesto indicazioni per ben tre volte al medesimo gruppo di persone davanti cui continuiamo a passare e ripassare, mi ritrovo, in una città pressoché sconosciuta, a dare IO indicazioni stradali a questo improbabile taxista che parla una lingua che non conosco.
Quando mi tocca rifarlo la sera successiva sono più preparata. O forse rassegnata direi.
L’ultimo giorno prendiamo il taxi, cosa che ormai facciamo con un discreto timore, per raggiungere l’aeroporto. L’autista non parla una parola di inglese quindi, prima di salire, chiediamo al gentilissimo ragazzo di turno alla reception di domandargli se possiamo pagarlo in euro. Nessun problema. Bene, e allora com’è che quando cerchiamo di mettergli in mano il suo compenso guarda i soldi come fossero pietruzze provenienti da un pianeta al di fuori del sistema solare?
Istanbul è meravigliosa ma la prossima volta… un monopattino!

E dopo questa straordinaria esperienza metropolitana, è bellissimo rimmergersi nell’atmosfera rilassante di Mauritius!