Giulietta e Romeo non abitano più qui
venerdì 30 maggio 2008
Prima o poi mi dovrò interrogare sul perché riscuoto tanto successo con i signori dai 70 in su. Intanto, sperando che la faccenda continui, che se non altro a novant’anni, con le amiche, potrò giocare a fare la demimoore della quarta età, mi godo delle sagge chiacchierate sulle panchine nei parchi, la mattina presto in riva al mare o in coda al supermercato.
Jean Claude mi incuriosisce perché passeggia lungo il molo vestito di tutto punto ma a piedi scalzi. Abbronzato ed elegante, dall’incedere appena un po’ zoppicante, giusto quanto basta per dare un senso al bastone cui si appoggia con grazia.
Ogni tanto sosta ad osservare i primi pescatori che tornano in porto poi, con il giornale sotto il braccio, si avvicina al muretto su cui sono seduta e, dopo avermi fatto un cenno garbato, si ferma accanto a me.
Non fa nemmeno finta di mettersi a leggere, forse si è accorto che lo osservavo, forse segue semplicemente la legge degli over 70 ed è il momento della chiacchierata mattutina con la fanciulla ricciolina dall’aria gentile.
Si incomincia dal tempo, un classico in tutto il mondo, e si passa alla mia origine, altro classico, turista o no? Ci possiamo fidare di te? Supero l’esame e Jean Claude mi racconta di sé.
E’ nato qui, il padre lavorava nella piantagione di zucchero di Saint-Félix, la fabbrica in attività più antica di Mauritius, ma mi racconta, con finto distacco, che nella sua famiglia si favoleggia addirittura di discendere dal visconte di Souillac. Il nobile francese che, nel 1787, decise di creare in questa località, il punto più meridionale dell’isola, uno scalo per i vascelli che dalla madrepatria si recavano in India.
Le storie di famiglia mi piacciono, e Jean Claude, a dirla tutta, ha bisogno di pochissimo incoraggiamento. Ad un certo punto, dal portafoglio, tira fuori la fotografia di un bel ragazzo. Lui con cinquant’anni in meno! Mi deve aver letto nel pensiero, mi sorride con orgoglio e mi spiega: “Mio nipote. Jean-Claude anche lui, come me – il sorriso non accenna a spegnersi. “Si sposa domani”.
“Che bello! La aspetta una grande festa allora”.
Dalla tasca spunta un’altra foto. Una ragazza con occhi neri e lucentissimi capelli corvini lunghi fino alla vita, sottile sottile. “Zi Lin – mi spiega Jean Claude – la mia nuova nipote. Non è bellissima?”.
Sorrido anche io.
Mi torna in mente un’interessantissima inchiesta comparsa in occasione dei quarant’anni della Repubblica su L’express. Quasi il 70% dei mauriziani non è contrario all’idea che un figlio o una figlia sposi una persona appartenente a un’altra comunità. Non era così all’epoca in cui Jean-Claude si è sposato e men che meno nell’epoca in cui suo padre ha scelto la sua compagna di vita.
Guardo il mare e penso che, forse, possiamo dare un po’ di fiducia a questo mondo.
E che si, Jean Claude e Zi Lin sono proprio bellissimi.









