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    Mauritius: L’isola dell’armonia
    per il mese di maggio, 2008.

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Archivio di maggio 2008

Giulietta e Romeo non abitano più qui

venerdì 30 maggio 2008

Romeo e Giulietta, Hayez 1823, thanks to: http://blog.libero.it/ilpeloedilvizio/Prima o poi mi dovrò interrogare sul perché riscuoto tanto successo con i signori dai 70 in su. Intanto, sperando che la faccenda continui, che se non altro a novant’anni, con le amiche, potrò giocare a fare la demimoore della quarta età, mi godo delle sagge chiacchierate sulle panchine nei parchi, la mattina presto in riva al mare o in coda al supermercato.
Jean Claude mi incuriosisce perché passeggia lungo il molo vestito di tutto punto ma a piedi scalzi. Abbronzato ed elegante, dall’incedere appena un po’ zoppicante, giusto quanto basta per dare un senso al bastone cui si appoggia con grazia.
Ogni tanto sosta ad osservare i primi pescatori che tornano in porto poi, con il giornale sotto il braccio, si avvicina al muretto su cui sono seduta e, dopo avermi fatto un cenno garbato, si ferma accanto a me.
Non fa nemmeno finta di mettersi a leggere, forse si è accorto che lo osservavo, forse segue semplicemente la legge degli over 70 ed è il momento della chiacchierata mattutina con la fanciulla ricciolina dall’aria gentile.
Si incomincia dal tempo, un classico in tutto il mondo, e si passa alla mia origine, altro classico, turista o no? Ci possiamo fidare di te? Supero l’esame e Jean Claude mi racconta di sé.
E’ nato qui, il padre lavorava nella piantagione di zucchero di Saint-Félix, la fabbrica in attività più antica di Mauritius, ma mi racconta, con finto distacco, che nella sua famiglia si favoleggia addirittura di discendere dal visconte di Souillac. Il nobile francese che, nel 1787, decise di creare in questa località, il punto più meridionale dell’isola, uno scalo per i vascelli che dalla madrepatria si recavano in India.
Le storie di famiglia mi piacciono, e Jean Claude, a dirla tutta, ha bisogno di pochissimo incoraggiamento. Ad un certo punto, dal portafoglio, tira fuori la fotografia di un bel ragazzo. Lui con cinquant’anni in meno! Mi deve aver letto nel pensiero, mi sorride con orgoglio e mi spiega: “Mio nipote. Jean-Claude anche lui, come me – il sorriso non accenna a spegnersi. “Si sposa domani”.
“Che bello! La aspetta una grande festa allora”.
Dalla tasca spunta un’altra foto. Una ragazza con occhi neri e lucentissimi capelli corvini lunghi fino alla vita, sottile sottile. “Zi Lin – mi spiega Jean Claude – la mia nuova nipote. Non è bellissima?”.
Sorrido anche io.
Mi torna in mente un’interessantissima inchiesta comparsa in occasione dei quarant’anni della Repubblica su L’express. Quasi il 70% dei mauriziani non è contrario all’idea che un figlio o una figlia sposi una persona appartenente a un’altra comunità. Non era così all’epoca in cui Jean-Claude si è sposato e men che meno nell’epoca in cui suo padre ha scelto la sua compagna di vita.
Guardo il mare e penso che, forse, possiamo dare un po’ di fiducia a questo mondo.
E che si, Jean Claude e Zi Lin sono proprio bellissimi.

Mauritius a nord-est

lunedì 26 maggio 2008

Uno scorcio di Prato della Valle a Padova, thanks to: http://www.pratodellavalle.it/Grazie a Cristina e Andrea! Era da parecchio che mi invitavano a vedere la loro nuova casa, a Padova, ma tra una cosa e l’altra ho sempre dovuto rinviare. Ultimamente, per convincermi, mi prospettavano anche un sorpresa che mi avrebbe senz’altro fatta felice. Finalmente ho potuto verificare che avevano proprio ragione!
E infatti ecco lì, in pieno insospettabile nord-est, i colori e il calore di Mauritius in un ristorante davvero fantastico. Quel cibo meraviglioso, ricco di spezie, pieno di sapori e profumi e cucinato proprio come sull’isola. Una vera rarità in Italia!
A moderare l’uso delle spezie, perché non turbino troppo i nostri palati occidentali, i proprietari, quanto al resto più che disponibili, non ci pensano proprio. Se qualcuno dovesse essere di papille debolucce come il mio amico Andrea, nessun problema, sono pronti a creare un itinerario gastronomico su misura tra i piatti più delicati della cucina creola. Lo stesso vale per chi, come la super-animalista Cristina non tocca carne: un menù vegetariano commovente.
E io, beh, il cibo piccante mi piace da impazzire ma non ho niente contro i piatti delicati, mangio la carne ma non disdegno le verdure… insomma, ho mangiato quello che avevo ordinato e spiluzzicato allegramente e maleducatamente dai piatti altrui. Diciamo che le signorine bene dell’ottocento alla Rossella O’Hara, che mangiavano prima di andare a cena e si strizzavano lo stomaco con busti impossibili per evitare di abbuffarsi a tavola, non mi avrebbero eletta a modello di bon ton. In compenso il cuoco, commosso dalla mia dedizione, schifato dal mio approccio un po’ selvaggio o desideroso di salvare i miei amici dall’assalto della mia forchetta rovente, ancora non mi è ben chiaro, mi ha offerto, in aggiunta a tutto ciò, un assaggio di un paio di sue rielaborazioni della cucina mauriziana.
Inutile dire che ho spazzato via con entusiasmo pure quelle!
Consigliatissimo. Parola di Disik :-)

Le Flamboyant
Viale Cavallotti, 28
Padova
Qui trovate una recensione

Mauritius Il Tropico dell’Armonia

venerdì 23 maggio 2008

La copertina di questo bellissimo libro fotograficoTutte le volte che vado in libreria a gironzolare in cerca di nuovi romanzi, vengo attratta come una calamita dalla sezione libri fotografici e di viaggio.
Chissà cos’altro è stato pubblicato che non sia ancora stato scritto o fotografato.
E una di queste volte, nel mio girovagare tra scaffali e pagine, mi sono imbattuta in un libro che non avevo ancora sfogliato, dedicato a Mauritius.
Come è stato possibile che un’amante dell’isola come me se lo sia lasciato sfuggire?
Sinceramente non saprei, forse perché vago sempre un po’ distratta da pensieri e ricordi…
Si tratta di “Mauritius Il tropico dell’armonia”, un libro fotografico perfetto per un regalo, magari da fare a se stessi :-) , ma perfetto anche per partire, visto che include una guida tascabile.
La sezione che mi è piaciuta di più è quella dedicata alle case coloniali e alle decorazioni architettoniche. Bellissime entrambe.
Lo so, sono un po’ donna dell’Ottocento, ma tant’è…

I dati del libro:
Mauro Parmesani – Daniel Rey
MAURITIUS Il Tropico dell’Armonia
Idea Books

Gentlemen only

martedì 20 maggio 2008

Non sono mai stata una vera patita di golf. Ci ho provato ma devo dire che anche lui si è dimostrato abbastanza tiepido nei miei riguardi e non siamo andati oltre i primi convenevoli. Peccato, perché invece mi piacciono moltissimo i campi su cui si gioca, pieni di verde e di tranquillità, dove le persone si muovono con calma assoluta, come se nella vita non avessero altro da fare se non quelle 18 buche.
Sulle origini del golf non mi esprimo, scozzesi e olandesi se ne contendono la paternità da più di seicento anni e non mi ci intrometto. Di certo, però, sono stati gli inglesi a portarlo a uno scorcio del campo da golf del Belle MareMauritius, in tempi molto remoti. Alcuni membri della Royal Navy aprirono già nel 1844 il Mauritius Naval and Military Gymkhana Club! Ben prima che venissero fondati i primi club in Australia, Nuova Zelanda e Europa. Detto tra parentesi, e senza farci sentire dagli scozzesi, il primo club in Olanda fu fondato solo alla fine del secolo. Loro dicono perché lo giocavano già dal ‘200 e se ne erano stancati. Mah…
A proposito, lo sapevate che una tradizione diffusa, ma infondata, vuole che il nome derivi dall’acronimo di “Gentlemen Only Ladies Forbidden”?
Comunque, il club mauriziano, che nel frattempo ha accorciato un po’ il nome, è sempre lì a Vacoas. Sicuramente non è il più spettacolare né quello con il tracciato più tecnico dei dieci esistenti sull’isola, alcuni dei quali, peraltro, veramente leggendari e difficili da superare. Ma la storia antica del Gymkhana, mantenuto, tra l’altro, sempre perfettamente curato, gli regala un fascino speciale davvero unico.
E poi il club ospita volentieri anche giocatori non soci. A patto, però, che gli uomini indossino magliette rigorosamente dotate di colletto e le signore gonne sotto al ginocchio!

Amare con rabbia

sabato 17 maggio 2008

L’autriceI capelli neri, lunghissimi, lucenti. Gli orecchini d’argento che ondeggiano morbidamente scendendo fino alle spalle su cui è drappeggiato un sari rosa con delicati disegni gialli e arancioni. Toni caldi come è calda la voce che, tranquilla, legge. E pare incredibile che da tanta grazia e dolcezza possano uscire quelle parole dure, quelle storie di vite violente e aggredite.
Eppure, la ragazzina nata a Trois-Boutiques nel 1957, un villaggio nel sud dell’isola sperduto in mezzo ai campi di canna da zucchero, è ormai una delle scrittrici più famose di Mauritius, e non ha certo paura di raccontare.
Una lunga strada dal primo premio vinto a soli quindici anni a un concorso di Radio France International che portò Ananda Devi a tradurre e pubblicare i suoi testi in tutto il mondo. Ha studiato antropologia all’Università di Londra e per alcuni anni è vissuta in Africa, ora da alcuni anni si è trasferita in Francia dove si dedica quasi esclusivamente di scrittura. Ha pubblicato tre volumi di racconti, una raccolta di testi poetici e sette romanzi, di cui gli ultimi pubblicati da Gallimard. Proprio suo è addirittura il primo romanzo mauriziano tradotto in Italia, nel 2004, “Il velo di Drapaudi”.
La copertina del libro Un’ottima scelta, peraltro, considerato che la sua scrittura è decisamente rappresentativa della letteratura mauriziana. Una narrativa e una poesia che hanno saputo con forza prendere le distanze dall’eredità coloniale per costruirsi una voce autonoma, in cui si fondono trasmissioni di memorie provenienti da ogni angolo del mondo, che qui si sono incontrate e mescolate per secoli.
Nelle sue storie di donne, in bilico tra una tradizione che appare soffocante e una dolorosa ricerca di una propria strada verso la modernità e la libertà, c’è molto di Mauritius.
Una Mauritius molto vera, lontana anni luce dalla sua immagine turistica, osservata e descritta con quella crudeltà che solo l’amore vero si può concedere.

A passeggio in fondo al mare

mercoledì 14 maggio 2008

Passeggiate in scafandro a Mauritius, thanks to http://www.dosomethingdifferent.com/Una bella passeggiatina sott’acqua a fare dispetti ai pesci colorati. Non serve saper nuotare e nemmeno mettersi in costume da bagno. Come as you are!
Una cintura di pesi in vita per non fare la boa, una specie di casco in cui un tubo immette ossigeno e via a spasso sul fondo sabbioso tra i pesci.
E’ un’esperienza davvero curiosa.
Confesso di essere stata abbastanza riluttante, per essere più precisa “snob” è stato il termine usato dagli amici che hanno fatto di tutto per convincermi a fare questa cosa. E adesso che finalmente l’ho provato, devo ammettere che passeggiare sott’acqua con lo scafandro ha un suo fascino un po’ surreale ma molto piacevole.

E poi, effettivamente, non tutti sanno nuotare e con questo sistema, dagli otto anni in poi, chiunque può provare l’emozione di sentirsi circondato dal blu del mare. Ti cali sott’acqua, respiri normalmente, puoi persino tenerti gli occhiali se ti serve, e i pesci colorati accorrono tutto intorno a te…
Anche se devo confessare che la cosa più divertente è vedere le facce di chi scende con te spiare il mare da dietro quei buffissimi scafandri che sembrano usciti da un racconto di Jules Verne!

Guardate da voi se non è divertente! :-)

Qui potete informarvi e avere un’idea dei costi

Risvegli

lunedì 12 maggio 2008

La spiaggia di Flic en Flac, thanks to: http://www.tropicscope.comFlic en Flac è incantevole, come sempre.
La giornata è di quelle che preferisco per stare in spiaggia: calda ma con delle nuvolette all’orizzonte che so porteranno prima o poi un rinfrescante acquazzone che lascerà il cielo più azzurro e il mare più turchese di prima.
E infatti, puntuale, la pioggia, colore dell’argento, arriva.
Ne approfitto per trasferirmi in uno snack bar a due passi per uno spuntino. Mentre sgranocchio una piccola montagna di fumanti gatò piment annaffiandoli con della birra fresca, si siede al tavolo accanto un ragazzo dall’aria simpatica. Ragazzo… temo di aver preso l’abitudine di mio nonno che chiama “ragazzo” chiunque abbia un’età anche di pochi mesi inferiore alla sua che, per la cronaca, è 93 anni. Comunque… scopro che questo giovin signore è italiano e iniziamo a chiacchierare.
Mi racconta una storia che, almeno a tratti, conosco molto bene. La prima vacanza a Mauritius, poi un’altra e un’altra ancora, a distanza sempre più ravvicinata, con l’isola che gli è entrata sotto la pelle senza che lui quasi se ne accorgesse. E poi la vita in Italia che comincia a stare stretta, il grigio della città, l’ufficio, sempre uguale, tutti i giorni, la gente arrabbiata già di prima mattina, il traffico, la vita sempre più cara e il tran tran che appare sempre più insensato.
“Una mattina – mi racconta – mi sono svegliato e la giornata che mi aspettava mi si è parata davanti in ogni minimo, noioso dettaglio ancora prima che aprissi gli occhi. Avrei voluto restare sotto le coperte con gli occhi chiusi finché non fosse passata, ma sapevo che il giorno successivo sarebbe stato uguale. Allora mi sono detto che così non poteva proprio andare avanti.” Si ferma un istante poi riprende: “Ho chiesto un’aspettativa sul lavoro e sono venuto qui, all’inizio con il classico visto turistico di sei mesi. Non sarebbe stato male avere 500mila dollari per comprarsi una di quelle famose ville che il governo costruisce e ti vende insieme al permesso di residenza di dieci anni rinnovabile ma purtroppo sono uno di quelli che devono vivere per lavorare…” Mi guarda sorridendo e capisco che, in realtà, lavorare per vivere non gli dispiace affatto, per lo meno qui a Mauritius.
“A dire il vero non avevo ancora deciso – continua, spostando birra e samosa sul mio tavolo –, volevo guardarmi un po’ intorno, capire se davvero la vita qui facesse per me. Mauritius è meravigliosa ma un conto è una vacanza, anche se lunga. Altra cosa vivere in un paese nuovo… è comunque una bella svolta, volevo essere sicuro di quello che facevo…”.
Flic en Flac, thanks to: http://www.threebestbeaches.com/africa/mauritius/ Paolo, così si chiama il giovin signore, ha una certa abilità a guardarsi intorno, non c’è che dire. Nel giro di poco tempo fa un mucchio di conoscenze, sente il vento che tira e, alla fine, presenta al governo mauriziano un progetto per aprire una nuova attività. Il governo, qui, guarda con un certo favore agli stranieri che decidano di fondare sull’isola società che aiutino il paese a percorrere nuove strade in settori industriali o artigianali ancora non sfruttati, e concede loro un permesso di tre anni rinnovabile. Certo, il progetto deve essere molto solido e non è cosa che si improvvisi ma si può fare, e questa storia ne è un bell’esempio.
“Siamo partiti da poco più di un anno – conclude – e le cose vanno davvero bene. Ma soprattutto – mi dice mentre con la mano indica la baia che risplende sotto i raggi del sole riapparso – quando mi sveglio la mattina mi affretto ad aprire gli occhi: dalla mia stanza vedo questo…”.

Storie

venerdì 9 maggio 2008

La copertina del romanzoDa troppo tempo avevo sulla scrivania un libro che mi aveva suggerito Vianna, la mia amica di Mauritius. Lo guardavo, una copertina grigia con una segnaletica che riportava Cité Taule, che è poi il titolo del libro che rimandavo da tempo.
Proprio non mi ispirava, sembrava così noioso.
E invece, complice un viaggio in treno, mi sono detta: è giunta l’ora.
Ora vorrei che la storia mi accompagnasse per qualche giorno, ma è già terminata e con lei le tracce di Felicia.
La storia parla di questa bimba, poi ragazzina, che lascia l’isoletta di Rodrigues in cerca di fortuna per approdare con la nave a Port Louis… smarrita e già coinvolta in un viaggio agli inferi.
Lei leggiadra con la sua t-shirt mi è rimasta impressa e la vedo ancora girovagare nei sobborghi della capitale o forse, forse, sarà ritornata a Rodrigues.
A casa.
Riprendendosi la “sua” infanzia.
O forse no. Già che non aveva nostalgia per la sua terra, forse si sarà persa o chissà, magari avrà ritrovato la voglia di diventare grande risalendo però dagli inferi.
Curioso leggere questo libro in francese con i dialoghi in creolo… sembra di stare a Mauritius, per strada.
Se chiudo gli occhi sono là.
Il libro è tra l’altro scritto da un noto giornalista locale, Thierry Château, che ho conosciuto sull’isola lo scorso dicembre.
Quando lo incontrerò sono certa che gli farò i complimenti perché la sua storia mi ha reso partecipe di una Mauritius – quella dei sobborghi della capitale – che non conoscevo, e mi ha fatto venire al tempo stesso la voglia di tornare a Rodrigues sulle tracce di Felicia.

Un altro punto di vista su Mauritius

martedì 6 maggio 2008

Una veduta di Mauritius dall’alto, thanks to: Ente del Turismo Isola di MauritiusIl mare è di un verde chiaro, brillante, come l’acqua ricoprisse fino a schiarirli innumerevoli ciottoli di smeraldo. Poi si arriccia a formare una spuma bianca che quando si scioglie, magicamente, diventa di un intenso turchese e poi cobalto.
La curva morbida del reef si intravede appena.
La linea di costa, prima di un tono chiaro e caldo, candido e bagnato di sole, lascia il posto a una traccia di rocce scure dalle forme magiche. Più dentro, sempre, il verde smeraldo dei prati e degli alberi. Qua e là, i tetti ordinati di un villaggio o di un resort.
Il litorale sud di Mauritius visto dall’elicottero.
Ci sono andata per accompagnare degli amici, turisti ;-) , ed è un vero spettacolo!
Cambiare punto di vista, anche in senso letterale, è sempre un’esperienza interessante.
Ci metto la D di Disik, consigliatissimo!

p.s. QUI potete informarvi per prenotare un giro in elicottero a Mauritius :-)

Vince la uno

lunedì 5 maggio 2008

Io avevo votato la tre… ma erano tutte talmente belle, estive e piene di gioia, allegria e colori che non posso dire di essere veramente rammaricata :-)
Rullo di tamburi. Ecco la vincitrice:

Mauritius. Il posto migliore per vivere la tua estate

Vedremo prestissimo la campagna online su corriere.it e gazzetta.it