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    Mauritius: L’isola dell’armonia
    per il mese di luglio, 2008.

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Archivio di luglio 2008

Di che spiaggia sei stamattina?

giovedì 31 luglio 2008

Ile aux Cerfs, thanks to: www.travelblog.itNormalmente lo faccio, come tutti, con gli abiti. Mauritius mi concede il gran lusso di farlo con le spiagge.
Non sarete di quelli che le spiagge si dividono in belle e brutte e punto, no?
Eh no! Ci sono spiagge dove si va per stare tranquilli, con un libro, che richiedono una zona ombreggiata quando la lettura si fa troppo impegnativa per una testa arrostita dai raggi La spiaggia di Belle Mare, thanks to: www.tropiland.itsolari. Spiagge dove, invece, si va proprio a prendere il sole e si vuole poter restare sdraiati a occhi chiusi tutto il giorno, magari sonnecchiando, certi di non essere colpiti da un frisbee. Ci sono spiagge dove si va per ammirare a bocca aperta lo splendore del paesaggio. Spiagge dove si va per chiacchierare e conoscere gente, magari fare un pic-nic, sentendo in sottofondo le grida allegre dei bambini che giocano. Spiagge dove si va per ammirare le evoluzioni dei kite surfer. O per bere un aperitivo in un Flic en Flac, thanks to: www.corriere.itchioschetto, coi piedi nella sabbia e lo scintillio del mare all’orizzonte. Spiagge dove si vanno a fare lunghe passeggiate con i piedi carezzati dall’acqua. Dove si va ad assistere al rientro dei pescatori. O a godersi il tramonto. Spiagge dove si va a ballare il séga di notte, alla luce dei falò…
Flic en Flac, Bel Ombre, Le Morne, Belle Mare…
Datemi retta, come gli abiti, anche le spiagge vanno scelte in tono con l’umore della giornata!

Gnam!

martedì 29 luglio 2008

CioccolatoMauritius è una fonte di ispirazione per scrittori, fotografi e grandi chef, e lo sappiamo…
Lo è per chi decide di cambiar vita, dando un passo diverso al suo tempo, e orizzonti fatti di mare e natura. E’ un’isola fatta per chi ha voglia di volare tra cielo e mare, per chi vuole incrociare culture diverse, o semplicemente per chi ha voglia di staccare un po’.

Zucchero di cannaMa non solo… c’è chi, di ritorno da una vacanza all’ile, entusiasta di sapori e profumi, ha deciso di combinarli insieme per vedere cosa ne sarebbe venuto fuori.
Che è poi quello che faccio io di tanto in tanto quando la nostalgia della mia isola diventa più forte.
Beh… nel mio consueto gioco di percorsi sul web, da un link all’altro, questa volta ho ‘incontrato’ la ricetta di una torta dedicata a Mauritius che mi ha fatto Banana a fettinevenire una gran voglia di merenda.

Ecco gli ingredienti e le indicazioni:

150 g di cioccolato fondente
100 g di zucchero bianco
100 g di zucchero di canna per l’impasto + 50 g extra
3 banane non troppo mature
230 g di farina tipo 00
70 g di fecola di patate
1 bustina di lievito per dolci
100 g di burro
1 vasetto di yogurt naturale (io uso quello greco)
80 g di latte
3 uova
1 bicchierino di rhum scuro
un pizzico di sale

RumTritare il cioccolato e lavorarlo con il burro morbido, gli zuccheri, le uova, lo yogurt, il latte e il rhum.
Aggiungere la farina, la fecola, il sale e il lievito.
In una tortiera imburrata adagiare sul fondo un po’ di fette di banane e ricoprirle con un po’ di zucchero di canna extra.
Versarvi metà impasto, disporre il resto delle banane e ricoprire col restante impasto.
Cospargere con lo zucchero di canna extra rimasto e infornare a 180° per 40 minuti

E adesso ditemi… non fa venire una gran voglia di merenda anche a voi? ;-)

“Qui comincia l’avventura…”

lunedì 28 luglio 2008

Logo della testata online SedimodaQuesto è il titolo del diario di viaggio di Isabella Elena Avanzini, giornalista, la cui prima puntata va online oggi su Sei di Moda.
Riuscite a indovinare la meta del viaggio? :-)
Mauritius, naturalmente.
Sarà interessante scoprire un altro punto di vista sull’ile e, a giudicare dalle prime battute, sembrerebbe un punto di vista entusiastico.
Buona lettura a tutti!

La spia che venne dall’isola

giovedì 24 luglio 2008

La terra si avvicina tanto velocemente da tagliare il respiro in gola. Per un momento Amédée immagina che quella porzione di pianeta illuminata dalla luna, laggiù, sia la sua isola, Mauritius, dove è nato e dove ha trascorso gli anni spensierati dell’infanzia. Dove tornerà, se tutto andrà per il verso giusto. E’ solo un istante, poi arriva il momento. Tira la leva, il paracadute si apre e frena bruscamente la caduta. Adesso scende dolcemente, ripetendo tra sé la storia di copertura.
Il libro dedicato alla straordinaria avventura di Maingard durante la guerraSicuro di sé, colto, un sangue freddo e un’eleganza innata fuori dal comune, sembra fatto apposta per i servizi segreti. E infatti, nel 1942, viene reclutato nello Special Operations Executive, un corpo speciale segretissimo, voluto direttamente da Churchill per fomentare la resistenza nei territori in mano ai tedeschi. Ed è questo il motivo per cui, nella notte tra il 12 e il 13 aprile del 1943, sta rischiando la vita per scendere nella Francia occupata.
Amédée Maingard, “major Sam”, o “Dédé” come è conosciuto sull’isola, tornerà a Mauritius per un congedo premio nel 1944 e di nuovo, definitivamente, dopo la fine della guerra, nel 1946. Con un obiettivo: far conoscere al mondo le bellezze della sua terra tanto amata. Determinato, intelligente, coraggioso, si muove con sicurezza nel mondo degli affari come dietro le linee nemiche.
Il primo insediamento Beachcomber a Le Morne, thanks to: Ente del Turismo Isola di MauritiusE’ lui a fondare, all’inizio degli anni cinquanta, la Mauritius Hotels, poi New Mauritius Hotels, antenata della prestigiosa catena Beachcomber. In parallelo incomincia a realizzare le altre infrastrutture necessarie al turismo che verrà: biglietterie, noleggio vetture, tour organizzati… Un vero pioniere in un settore, allora, ancora tutto da creare.
Il progetto che più gli sta a cuore, però, è quello che unisce le sue due passioni più forti: l’isola e il volo. E si chiama Air Mauritius.
Ma, come direbbe Sherazade, questa è un’altra storia…

Bella e intelligente

venerdì 18 luglio 2008

Bellissimo tramonto su Le Morne, thanks to: http://vtom.voyages.free.fr/Allora? Adesso mi volete credere o no?
Io ve lo dico e ripeto da… beh, ormai da un bel po’ di tempo… che Mauritius è un posto speciale!
E se non vi fidate di me, crederete all’Unesco, voglio sperare. Che lo dice e ripete anche lei. Infatti dopo l’Aapravasi Ghat (del quale tra l’altro stavo proprio pensando di raccontarvi un paio di cose), anche la penisola di Le Morne Brabant è entrata tra i siti protetti come patrimonio mondiale dell’umanità.
Le Morne Brabant, thanks to: http://www.telegraph.co.uk/Un imponente sperone roccioso coperto da una vegetazione esuberante e, sotto, un mare trasparente, di una sfumatura chiara di verde smeraldo. Una spiaggia di sabbia bianca, formata da minuscole particelle coralline, che corre per quattro chilometri lungo la costa occidentale dell’isola. Una meraviglia. Ma non è per la sua bellezza che la trentaduesima sessione del World Heritage Committe ha deciso che Le Morne debba essere preservato e tutelato con ogni cura.
Una bellissima foto della spiaggia di Le Morne di Christian Bossu-Picat: http://cbpphotos.blogspot.com/E’ per il suo valore culturale. Su questo promontorio, infatti, nel Settecento e all’inizio dell’Ottocento, venivano a nascondersi gli schiavi in fuga dalle piantagioni. Protetti da una natura quasi impenetrabile e da grotte accoglienti, cercavano di costruirsi qui una vita al riparo dalle violenze e dai soprusi dei loro “padroni”. Le Morne è diventato, così, il simbolo della sacrosanta lotta per la libertà, inalienabile diritto di ogni essere umano, e della nascita del popolo creolo.
E bravo Committe! Ottima scelta, secondo me, che ha, tra gli altri meriti, quello di tenere perfettamente insieme le due anime dell’isola: la sua bellezza naturale e la sua ricchezza culturale.
Come dire, bella e intelligente! ;-)

Un, due, tre: si cambia!

martedì 15 luglio 2008

Un mio ritratto di AlessandroAlessandro Nodari, sorriso aperto e energia da vendere, decide un giorno di lasciare la pianura padana e la terra degli avi e di trasferirsi a Mauritius. Gli si può forse dare torto? E poi ormai sono abituata: quasi ad ogni viaggio incontro un italiano che si mette in gioco e sceglie l’ile per vivere!
Qui ha trovato il suo paradiso, a nord della grande Isola del Sorriso, e dalla scorsa estate gestisce il Calodyne Sur Mer.
Un resort che si affaccia sull’oceano con magnifica vista su Ilot Gabriel e Ile Plat e che dispone di una isoletta relax “angel escapade” per i soli ospiti dell’albergo.
Una vera sciccheria, ne converrete!
Alessandro è un ragazzo che non si risparmia e con la sua voglia di fare ha anche fondato una squadra di calcio. Ecco perché lo vedo sorridere da una foto sul giornale locale appeso alla parete. A Mauritius si è ritagliato un pezzetto di mondo tutto suo e sarà difficile farlo spostare da qui. L’angolo della sua nuova casa di cui va più fiero e che mi mostra prima di uscire è la fontana all’entrata con i pesci rossi.
Naturalmente Alessandro ha pensato proprio a tutto per il “suo” resort, anche alla cucina italiana. Ai fornelli c’è un cuoco mauriziano che ha vissuto in Italia ed ora è “ritornato” a Mauritius, precisa, per lavorare.
Chissà tra Alessandro e lo chef chi si tratterrà di più sull’isola?

Logo, thanks to: http://www.calodynesurmer.com/L’opinione e alcune foto della comunità di Trivago sul Resort Calodyne sur Mer

Quando reinventarsi è un’arte

sabato 12 luglio 2008

Un mio ritratto di Josette e del suo magnifico sorrisoAlla festa di addio al nubilato di Christine faccio amicizia con Josette.
Bella, elegante e con un sorriso di chi la sa lunga.
Scopre che vivo vicino casa sua e scatta l’invito per il mattino seguente. Ci vediamo da lei per un tè, alla vaniglia of course.
Non so… spesso quando sto qui a Mauritius ho la sensazione di non avere barriere, chiacchiero con le persone come se fossero state sempre nella mia vita.
Josette? Ecco che mi racconta la sua storia che ascolto con grande attenzione. Sento che questa donna mi trasferisce grande energia.
Uno degli elegantissimi tè di Fauchon, thanks to: http://www.fauchon.com/Intraprendente esportatrice di prodotti tropicali in Europa (il mitico Fauchon a Parigi era uno dei suoi clienti) si trova ad affrontare d’improvviso un imprevisto che scompagina le carte di una vita che pareva già tracciata: un ciclone, l’Hollanda, si avventa sull’Oceano Indiano e devasta le piantagioni da cui traeva lavoro.
Josette ha investito tutto in questo affare e non può permettersi di perdere.
Cosa fare quindi?
Inventare un nuovo business: il pink pepper.
E’ il pepe rosa che commercializzerà in Europa e che riceverà anche un premio al Salone Internazionale dell’Alimentazione di Parigi.
Ma… c’è sempre un ma… il pink pepper non è vero pepe ma fa parte della famiglia delle orchidee, è un arbusto, e qui a Mauritius è considerato con sospetto.
Il bee rose, la bacca incriminata, viene usata anche dagli hindù durante i riti religiosi. Quando la si brucia sprigiona un incenso molto forte ed è ritenuta nociva per l’uomo.
Il nuovo affare dopo il grande successo si arena.
Ma Josette non è donna da perdersi d’animo e, ancora una volta, si rimbocca le maniche.
La nuova idea nasce dai suoi continui viaggi in Francia fatti come commerciante di spezie alla ricerca di nuovi raffinati clienti.
Perché non riproporre a Mauritius la deliziosa ospitalità delle chambre d’hote francesi?
Ed ecco che casa di Josette inizia ad accogliere i primi ospiti, quasi per caso con un passaparola. I primi clienti sono persone che si trattengono all’ile per lavoro, magari per diversi mesi, che cercano sì una sistemazione temporanea, ma che sia in qualche modo anche un po’ “casa”.
Josette non esita ad aprire le porte della sua, ma con la passione e la serietà che la contraddistinguono, decide di formarsi alla scuola alberghiera di Rose Hill.
La facciata principale della casa di JosetteDa lì a diventare albergatrice il passo è breve. Josette inizierà a costruire piccole stanze e alcune ville nel suo giardino vicino alla casetta dove ancora oggi vive con il marito.
Ora Les Lataniers Bleus è un piacevolissimo ritrovo per viaggiatori indipendenti sulla spiaggia di Rivière Noire vicino ad un fornitissimo supermercato.
Per chi volesse invece farsi coccolare dalla cucina locale basta chiedere… il pranzo è servito in veranda. Ovviamente Josette non è una donna qualunque, adesso è la Presidentessa della sezione Small Hotels dell’AHRIM (l’associazione mauriziana che raggruppa hotel e ristoranti dell’isola) e chissà cosa ci riserverà per il futuro!
Per amore di cronaca, Josette è anche la signora che sorride a pagina V della nuova edizione italiana “Mauritius e Réunion” della Lonely Planet.
Intervista n.1, naturalmente :)

Festa!

giovedì 10 luglio 2008

Tra gente rilassata che aspetta amici e parenti in arrivo dall’Italia, oggi c’è Christine che è venuta ad accogliere me in aeroporto.
Il suo sorriso è normalmente contagioso e adesso lo è ancora più del solito, se possibile. I suoi occhi brillano e parlano da soli…  è innamorata e si sposerà tra qualche giorno. Ah giusto, dimenticavo! Ecco perché sono di nuovo a Mauritius: per il matrimonio di Christine e Marc.
Christine indossa il maglioncino che le avevo regalato a Natale. E’ infreddolita, mah, a me pare che si stia così bene, 24 gradi e una brezza da fare invidia.
Il mare dalla spiaggia del mio bungalow :)E dove andiamo? le chiedo
E’ una sorpresa, è la misteriosa risposta.
La strada è costeggiata dai pennacchi bianchi della canna da zucchero che sventolano come se fosse il saluto di un amico che non vedo da un po’, e poi… ma certo! siamo in inverno e il mitico flamboyant non è rosso fuoco in questo periodo.
Adesso svoltiamo a sinistra verso Flic en Flac,  e siamo arrivate.
Christine ha radunato qui tutti i suoi amici, ognuno di noi avrà il suo bungalow affacciato sul Il bungalow e l’amaca!giardino di palme e gli altri arriveranno più tardi.
Con un po’ di sfacciataggine saluto veloce veloce Christine, che deve anche andare al lavoro, ed io che faccio?
Infradito, pareo, e alle 9 ora locale affondo i miei piedi nella sabbia.
Tutto il resto di colpo sparisce: svanito il lavoro delle giornate scorse, evaporato il chiasso di casa, dileguata Milano rovente.
Penso a quanto mi è mancato questo posto, questi amici che sento così vicini.
Mi sdraio e sto zitta e ascolto.
Il cinguettio degli uccellini che mi faranno compagnia anche a colazione, tentando di rubare qualche briciola del mio croissant e il fruscìo del mare quieto.
Sono a Mauritius, finalmente.

La prima volta di Rodrigues

venerdì 4 luglio 2008

La copertina del libro, thanks to: http://www.africultures.com/Allia è una piccola e sfortunata mauriziana. Rimasta orfana a soli dieci anni viene spedita a Rodrigues presso i nonni. Quando anche loro scompaiono, ormai sola al mondo, la giovanissima Allia si trasforma in una specie di Cenerentola, passata senza riguardo da una famiglia a un’altra, costretta a fare i lavori più umili, inutilmente maltrattata e, a colmare la misura delle disgrazie, violentata da un lontano parente. Finché il ruolo della fata buona viene assunto da una ricca anziana signora che finirà per adottare Allia e dare una qualche parvenza di serenità e amore alla sua vita.
Janat Collet, la talentuosa insegnante rodriguese autrice del libro, nega che si tratti di un romanzo pessimista, ma, a dire il vero, la sfilza delle sciagure della piccola Allia è tale da far impallidire d’invidia gli autori di Incompreso, Cuore e Love Story messi insieme…
Collet afferma che si tratta semplicemente di un modo per far riflettere sulla condizione della donna nel mondo, ma anche questa notazione non mi pare granché consolante rispetto alla faccenda del pessimismo cosmico, anzi…
Comunque, una nota di ottimismo c’è: Allia è il primo romanzo rodriguese pubblicato al mondo!
La piccola isola delle Mascarene ne ha di strada di fare per recuperare il gap davvero importante che la separa dalla ben più vivace culturalmente Mauritius. La sua sorella maggiore, infatti, è stato addirittura il primo paese dell’emisfero sud a pubblicare un romanzo (1803) e addirittura la prima isola dell’Oceano indiano a ospitare una stamperia, nel terzo quarto del Settecento (1774, per i precisini). Ed è tuttora il primo paese della regione per volume di pubblicazioni editoriali nonché grande serbatoio di autori molto conosciuti in Francia e nel mondo.
Non resta che sperare, dunque, che Allia smentisca se stessa e porti fortuna non solo alla sua autrice ma al futuro della letteratura rodriguese.
Sperare addirittura in una traduzione italiana mi pare persino eccessivo, però io intanto la butto lì…

Viva l’inverno!

martedì 1 luglio 2008

Parlare del tempo è un po’ lo stereotipo dell’ultima spiaggia nella conversazione da ascensore. Però so che mi potete capire, almeno se vivete a Milano o nei dintorni.
Piove e piove e piove letteralmente per mesi. Il cielo resta grigio per giorni che sembrano interminabili. I vestiti estivi se ne rimangono tristi nell’armadio e sembrano grigi anche loro. Le scarpe non parliamone. Mi rifiutavo di mettere le polacchine invernali a giugno, ma saltare sui marciapiedi con i sandali ai piedi per evitare le pozzanghere non mi faceva proprio sentire particolarmente astuta.
L’umore si adeguava, poveretto anche lui.
Poi… un due tre! finalmente esce il sole. E brucia tutto.
Uscire per scaldare sotto i 35° non si spreca, quindi, quando si decide a comparire, bolle l’asfalto, bolle il cervello e la pressione precipita.
L’umore continua ad adeguarsi.
Lo splendido mare di Mauritius, thanks to: http://magazine.voiaganto.itE mi metto a rimpiangere l’inverno. Non quello milanese, chiaro. C’è un limite a tutto! L’inverno mauriziano, ça va sans dire, che è giusto appena iniziato.
In cui le temperature scendono un po’, con le massime intorno ai 28° e le notti con quel clima perfetto che richiede un lenzuolo o una copertina leggera per dormire come angioletti. Di giorno si fa il bagno e di sera, in riva al mare, ci si infila un maglioncino di cotone per coprire le spalle. Le piogge sono rare, soprattutto sulla costa. Le piantagioni di canna da zucchero sono fiorite, i campi coperti di ciuffi bianchi che sembrano sospesi nel vuoto. E gli alisei portano il profumo dell’oceano e dei fiori.
Si, sto proprio sospirando…