Archivio di ottobre 2008

Sarà che piove da due giorni, sarà che il cielo è troppo grigio, sarà che fa buio prestissimo, sarà per un sacco di ragioni, ma trovare questa foto sul blog di Tui, navigando a zonzo sulla rete, è stato davvero bello.
Poi però ho pensato che l’avevo già vista, perché un’immagine così è difficile che si dimentichi, vi pare?, e con uno sforzo di concentrazione che mi costerà sicuramente la salute di un discreto numero di neuroni, ci sono arrivata.
Flickr! Ecco dov’era!
Ricerca velocissima e voila ritrovata.
Il bravissimo fotografo, professionista, è Miguel Valle de Figueiredo e la foto in questione potete trovarla qui in tutto il suo cristallino splendore!
Tags: Flickr, foto, ile-Plate, immagini, internet, mare, Mauritius, Miguel-Valle-de-Figueiredo, spiaggia, Tui.it, vacanza
La mia carissima amica Alessandra è tornata da pochi giorni da Mauritius.
Le avevo consigliato un paio di posti e le avevo raccomandato, tra l’altro, di non perdersi l’esperienza di una cena al ristorante diretto da Stefano Fontanesi.
Mi piace fare incontrare tra loro le persone che mi piacciono.
Se poi ci aggiungete la fama di Fontanesi e della sua cucina “mediterranea fusion”, come dicono quelli che ne sanno, immaginerete che non è stato difficile convincere Alessandra a portargli i miei saluti.
Appena rientrata è passata a trovarmi.
Oltre a raccontarmi del suo incontro con l’ile, ha pensato bene di raccontarmi per filo e per segno la sua cena al {{post id=”basta-capirsi%e2%80%a6″ text=”Dinarobin” target=”_blank”}}, con tanto di documentazione fotografica dei piatti. Per il mio bene ho parzialmente rimosso il menù ma mi ricordo distintamente una tartare di dentice alla frutta e peperoncino tropicale e un tonno marinato scottato in prosciutto di Parma con purè di patate dolci allo zenzero.
Ora, io ad Ale voglio bene, e l’invidia è un brutto sentimento, però… santo cielo! Il mio pranzo è stato un cappuccino con brioche al bar qui sotto!
Tags: cucina, Dinarobin, Fontanesi, Fontanesi-chef-Dinarobin, gusto, Mauritius, mediterranea-fusion, menu, patate-dolci, piscina, profumi, prosciutto-di-Parma, ristorante, sapori, spezie, Stefano-Fontanesi, tartare-di-dentice, tonno-marinato, vacanze, zenzero
Il Corriere Viaggi online propone oggi la sintesi del reportage su Mauritius pubblicato su Dove di ottobre, L’eleganza del reef.
Non fa venire subito in mente anche a voi il titolo del fortunato romanzo di Muriel Barbery? 
L’articolo online è solo un assaggio, naturalmente, dell’intero speciale e però ho trovato una cosa che secondo me interesserà anche voi.
La classifica dei Top Resort, i migliori resort per le spiagge, i migliori per le SPA, tutti selezionati e scelti da Dove, tutti in formato .pdf da poter comodamente scaricare.
Buona visione!
Tags: Corriere-online, Corriere-Viaggi, Dove, Leleganza-del-reef, Mauritius, reportage, Spa, speciale, spiagge, spiagge-Mauritius, Top-Resorts-Mauritius
Julienne di cuori di palma alle bacche rosa; insalata di frutti di mare profumata con zenzero candito servita in un mezzo cocco; leggero curry di pollo con gamberetti del Madagascar con chutney di pomodori, riso basmati e achard di verdure; crème brulée al profumo di fiori d’arancia con sorbetto al mango e spiedino di ananas flambèe con rum dell’île.
Alle pareti dipinti di Maniglier, che forse non vi dirà niente, ma è stata l’ultima allieva di Matisse, che insomma… In una delle sale, una biblioteca con un ricchissimo fondo sull’artista parigina e un’interessante raccolta di volumi sull’arte contemporanea.
Il tutto raccolto nella strepitosa cornice di un autentico mulino della prima metà dell’Ottocento. Interamente costruito in pietra lavica e legno mauriziano. Ristrutturato, arredato e fatto vivere con grazia e buon gusto da artista da Jocelyn Gonzalez.
Ristorante? Fondazione d’arte? Dimora-museo? Centro di studi e ricerche?
Si, si, si e ancora si.
Cercate di arrivarci verso sera, quando le luci rendono ancora più mosso il profilo del bellissimo edificio nei dintorni di Trou d’Eau Douce, e fanno brillare la piscina, che si incunea tra le rovine di una parte dell’edificio graziosamente decadente.
Se decidete di concedervi una serata al Cafè des arts, preparatevi a qualcosa di veramente speciale, in cui tutto ma proprio tutto concorrerà a ricordarvi che i sensi sono cinque.
O erano sei?
p. s. Per i più precisini, che non si accontentano della suggestione delle parole e hanno perso qualche puntata precedente: l’achard è un condimento piccante a base di pezzetti di frutta e verdura lasciati marinare in una salsa speziata mentre il chutney è una salsa, che si accompagna a piatti di carne o pesce o si consuma con il pane, a base di spezie e frutta. Entrambi provenienti dalla cucina indiana, sono diffusissimi a Mauritius.
Tags: achard-di-verdure, ananas, aromi, bacche-rosa, Cafè-des-Arts, chutney-di-pomodori, cocco, cucina-indiana, cucina-indiana-a-Mauritius, cuori-di-palma, curry-di-pollo, frutta, frutti-di-mare, Jocelyn-Gonzalez, Madagascar, Maniglier, Mauritius, mulino, pittura, riso-basmati, ristorante, rum.-Matisse, spezie, Trou-d’Eau-Douce, volumi-darte, zenzero
E’ l’argomento dell’ultima newsletter di Mauritius, ricchissima come sempre di informazioni, foto, e indirizzi. Ritrovo anche {{post id=”quando-reinventarsi-e-unarte” text=”Josette” target=”_blank”}}, ricordate?
E siccome in questi mesi molte persone mi hanno scritto chiedendomi di suggerire una piccola pensione, un posto ‘speciale’ per trascorrere la vacanza all’ile, allora fate un clic qui.
Per ogni costa dell’isola troverete strutture veramente deliziose e accoglienti tra cui scegliere.
Tags: alberghi, Blue-Penny, bungalow, chambre-d’hote, indirizzi, Le newsletter di Mauritius, Mauritius, pensioni, sistemazione-Mauritius, ville
La goletta si avvicina alla costa. Le vele, sugli alberi alti fino al sole, schioccano al vento. Il veliero ha lasciato l’India da giorni. A bordo non ci sono solo i lavoratori indiani che vengono a rovinarsi la salute sgobbando nelle piantagioni di canna da zucchero di Mauritius, nuovi schiavi dopo l’abolizione della schiavitù, ma inglesi, francesi, marinai dalle nazionalità improbabili. E mille sono le lingue che si sentono: hindi, urdu, inglese, francese e, soprattutto, nei richiami e nelle grida dell’equipaggio, il lascari, la lingua franca dei marinai che solcavano le acque dell’Oceano indiano.
Per tutti la stessa meta, l’ile, in cerca di fortuna. O almeno per non morire di fame.
Amitav Ghosh, nel suo nuovo romanzo, Mare di papaveri, per raccontare la nascita dell’India moderna, parla anche di Mauritius. E di Trinidad, e della Cina… Ci ricorda, con la sua affascinante prosa, che vivevamo in un mondo globale anche prima di essercelo detto.
Che anche prima che ce lo dicessimo le persone lasciavano la sicurezza delle proprie case per un lavoro purchessia. E la Cina era la potenza economica che riversava sul mondo i suoi prodotti senza consentire in cambio che la merce europea entrasse nei propri porti. Finché Warren Hastings, governatore delle Indie britanniche, trovò un prodotto davvero speciale, che creò, nelle tasche di chi non si faceva grossi scrupoli, fortune enormi. Tanto grandi che, secondo alcuni, permisero addirittura l’industrializzazione del nostro continente. Questo incredibile prodotto, tanto ambito da costringere i cinesi alla capitolazione, era l’oppio.
Un libro prezioso, per scoprire qualcosa di più su Mauritius tra sette e ottocento e, soprattutto, sul mondo nel 2008.
Tags: Amitav-Ghosh, canna-da-zucchero, Cina, colonizzazione, economia, editore-Neri-Pozza, globalizzazione, hindu, India, Indie-britanniche, industrializzazione, lascari, lavoro, Mare-di-papaveri, Mauritius, Neri-Pozza, oceano-indiano, oppio, papaveri, papaveri-da-oppio, romanzo, schiavitù, sfruttamento, Trinidad, urdu, Warren-Hastings
Sono belle queste giornate d’autunno. I colori degli alberi, le mattine fredde e poi il sole che esce a scaldare l’aria, giusto quel tanto per far venire voglia di stiracchiarsi un po’…
Però non mi fregano! Lo so che è tutto un trucco. Che tra poco le giornate diventeranno cortissime, e il cappotto imprescindibile. Del resto, un perfido assaggio l’abbiamo già avuto a settembre. Roba che mi sono dovuta rassegnare a mettere le calze prima del solito. E come si sa, una volta messe le calze, non si torna indietro. Per una lucertola come la sottoscritta, è l’inizio della fine.
Allora chiudo gli occhi, seduta su una panchina al parco. Sento i raggi tiepidi del sole sulla pelle. E la magia si ripete ogni volta. Allungando la mano sento i granelli di una sabbia che ricordo di un bianco luminoso e scintillante. E se aprissi gli occhi vedrei l’ombra che le palme proiettano alle mie spalle e, davanti a me, un mare dalle tonalità infinite di blu. La chiara e trasparente acquamarina, il tono vivo dei lapislazzuli e quello profondo degli zaffiri più puri. E’ una specie di esercizio di meditazione. Ripenso a quella tranquilla, tiepida giornata a Blue bay, in cui non c’era altro da fare se non godersi il tepore del sole e il colore del mare, e mi pare di dimenticare che sta per arrivare l’inverno.
Disgraziatamente prima o poi arriva il momento di riaprire gli occhi e tornare sul pianeta terra, latitudine 45° nord, longitudine 9° est ahimè! Sarà meglio rassegnarsi all’autunno da queste parti…
Tags: autunno, blu, Blue-bay, mare, Mauritius, sabbia, sole, spiagge, spiaggia, vacanze
Commenti recenti