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    Mauritius: L’isola dell’armonia
    per il mese di novembre, 2008.

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Archivio di novembre 2008

Senza parole.

venerdì 28 novembre 2008

Meravigliosa foto di Mauritius di Jody Sticca

Non accontentarti dell’orizzonte. Cerca l’infinito.

Così dice Jody Sticca su Flickr descrivendo la sua meravigliosa foto scattata a Mauritius.

Mauritius e Guccini

giovedì 27 novembre 2008

La copertina del libro Strana accoppiata, penserete voi.
E l’ho pensato anche io, in effetti, leggendo l’intervista a Francesco Guccini in occasione dell’uscita di Icaro avvenuta qualche mese fa.
Io lo conosco come cantautore, molto meno come scrittore, ma in questo caso la curiosità si è fatta più forte perché uno dei sette racconti di Icaro, La scimmia, è ambientato a Mauritius.
Naturalmente, una volta scoperto l’intento dell’autore, si capisce che la scelta di Mauritius è solo un pretesto… un posto esotico nell’immaginario condiviso per poter parlare ironicamente degli italiani in vacanza, o meglio, di alcuni italiani in vacanza che vengono gabbati da uno scaltro isolano.
E nella loro tragicomica e grottesca avventura non è difficile riconoscere alcuni comportamenti che, credo, è capitato a tutti di osservare quando siamo in viaggio :)

Pronti a rilassarvi?

mercoledì 26 novembre 2008

Ho trovato questo bellissimo video di Mauritius, girato da Lorenzo Battaglioli, su YouTube.
E sapete cosa vi dico? Che Lorenzo è davvero bravo.
Rende con le sue inquadrature e il montaggio un’atmosfera sognante e morbida che si addice bene all’ile che qui si mostra in tutta la sua bellezza.
Vi consiglio di staccare telefono e cellulare, mettervi seduti comodi e godervelo in santa pace.

Quando si dice eleganza innata…

martedì 25 novembre 2008

Avete presente una bella donna indiana, capelli e occhi neri, lunghi orecchini d’argento e il sari che scivola morbidamente a segnare appena le curve del suo corpo mentre cammina, sottolineando l’eleganza dei movimenti e mandando bagliori di seta cangiante?
E avete presente un pacchetto di quelli incartati male?
Ecco, nel tentativo, temo velleitario, di passare da una condizione all’altra, ho sequestrato per un intero pomeriggio Varsha.
Eravamo entrambe invitate al matrimonio di una cara amica di origine indiana, a Mauritius. La sposa aveva deciso che sarebbe stato carino se tutte le invitate avessero indossato l’abito tradizionale indiano. “Si! Bellissimo!” avevo pensato, prima di realizzare con terrore che tra le invitate c’ero anche io. E che questo avrebbe quindi significato una lotta impari tra me e una striscia di stoffa alta un metro e lunga oltre sei.
Magnifico sari proveniente da Mauritius, thanks to: http://www.diwalistore.it/blog/?s=choliVarsha mi aveva prima accompagnata a comprare uno dei famosi e preziosissimi sari mauriziani. Un incanto! Un’organza di seta piuttosto pesante di un bell’ocra dorato con ricami e decori delicati di perline ocra, verde e blu oltremare, con corpetto e sottogonna abbinati.
Con sottogonna e choli, il corpetto a mezze maniche che lascia scoperta una fascia intorno alla vita, me l’ero cavata alla grande. Si, beh, avete ragione, fin lì non è che ci voglia molto.
Poi, con pazienza, Varsha mi aveva mostrato come si gira una volta il tessuto intorno alla vita e lo si appunta con una spilla alla sottogonna. Poi, al secondo giro, quasi all’altezza del fianco si formano sette pieghe che si infilano nella sottogonna e si continua a drappeggiare la seta intorno alla vita per poi far passare l’ultimo, lungo, lembo sopra una spalla, in modo che ricada sulla schiena come uno strascico o si posi sul capo come una sorta di velo, ad incorniciare il viso.
Varsha mi aveva fatto provare e riprovare più volte, fino ad essere moderatamente soddisfatta del risultato. Prima di uscire mi aveva dato l’ultimo consiglio: “Se temi che non stia su, metti un paio di spille da balia”.
Un paio!?! Il giorno del matrimonio la mia mise era perfetta, ma dubito fortemente che sarei potuta passare attraverso un qualsiasi metal detector.

Un’isola che è un mondo

sabato 22 novembre 2008

Il frangipane“… e stupirsi di trovare tutto questo in una sola isola, Mauritius.
La meravigliosa ospitalità degli isolani, il profumo dei frangipane, l’eleganza degli hotel, la raffinatezza della cucina locale e internazionale, gli splendidi colori dell’isola dai molti toni di azzurro del mare, al verde delle montagne alle tinte sfumate del deserto di Chamarel.”

Parola di Elisabetta :)

Vecchi e nuovi campioni sui pedali

venerdì 21 novembre 2008

Raphael Geminiani, thanks to: http://www.cyclinghalloffame.com/riders/rider_bio.asp?rider_id=511Raphael Geminiani forse non è un nome che dice molto a chi non è appassionato di ciclismo.
Eppure è una vera leggenda. Vincitore, in più di un’occasione, di Tour de France e Giro d’Italia, pedalatore di sostanza, un gran fisico che faceva la differenza nelle corse particolarmente dure e sulle lunghe distanze. Un lottatore della pista. Ma capace anche di contribuire a distruggere quello stereotipo che vuole il ciclista capace di formulare al massimo un pittoresco “Sono contento di essere arrivato uno”.
Chiusa la carriera sui pedali, infatti, è diventato giornalista sportivo e manager di grandi campioni quali Eddie Merckx e, questo sono sicura che lo conoscete tutti, Fausto Coppi.
Di Coppi, Geminiani era grande amico, al suo fianco persino nella fatale trasferta africana.
Di questo e molto altro ha raccontato “le grand fusil”, come lo hanno soprannominato i suoi compatrioti, durante la sua permanenza al Sugar beach di Mauritius, ospite della Raphael Geminiani al Tour de France del 1951, thanks to: http://www.dailypeloton.com/displayarticle.asp?pk=7274Federation Mauricienne de Cyclisme in occasione del Tour de l’ile 2008.
Sull’isola, Rapahel Geminiani c’è arrivato per la sua passione per il ciclismo, sport che, tra parentesi, sta prendendo sempre più piede da quelle parti, ma anche per il suo “cuore di nonno”.
Tra i partecipanti al tour, infatti, anche suo nipote Frédéric. Staremo a vedere se buon sangue non mente.

Sognando Mauritius, due secoli fa

mercoledì 19 novembre 2008

Paul et Virginie, thanks to: http://en.easyart.com/content/E’ il dicembre del 1799. La Gazzetta ufficiale annuncia l’uscita a Firenze di un nuovo periodico femminile al prezzo di un paolo, 2 paoli con legatura più elegante. Il magazine di fine Settecento si chiama “Almanacco del buon gusto” e si fa pubblicità così: “elegantissimo, con poesie, Figurini di Moda, con la traduzione del più bello e grazioso fra i Romanzi di cui va superba la Lingua Francese intitolato “Paolo, Virginia” distribuito in Sei capitoli a cui corrispondono altrettante figure incise in rame allegoriche alle peripezie de’ due Protagonisti”.
Il romanzo ormai lo conoscerete, è “Paul et Virginie”, dell’allora illustre assai Bernardin de Saint Pierre, e l’isola in cui è ambientato pure.
Riuscite a immaginarla anche voi la dama in crinoline che, più di due secoli fa, nel suo salotto fiorentino sfoglia l’Almanacco sospirando sulle avventure dei due giovani innamorati e sognando Mauritius?

La pozione magica

lunedì 17 novembre 2008

Port Louis Central Market, thanks to: Ale de VriesMi aggiravo tra le bancarelle del Mercato centrale a Port Louis. Frutta, verdura, carne, magliette, tè, pesce, strani aggeggi di cui faticavo a immaginare l’uso… Il mercato è vivace, pieno di curiosità e colori quanto si può desiderare da un mercato. Quanto agli odori, quel giorno per me restavano insondabili. Mi ero trascinata un brutto raffreddore dall’Italia che il viaggio in aereo non aveva fatto che amplificare e me ne andavo in giro tossicchiando e starnutendo, con gli occhi arrossati e lacrimosi. Insomma, una cosa proprio brutta da vedere.
A un certo punto, da dietro un banco coperto di foglie e tuberi, una signora anziana e magrissima, contorta come una delle radici che vende, pronuncia delle parole misteriose: “Patte poule piquant”. Rivolgo lo sguardo intorno, ma no, ce l’ha proprio con me. La guardo perplessa. Il sorriso è troppo gentile, non sta prendendo in giro la povera turista malconcia, decido. Ricambio il sorriso e inarco quanto possibile le sopracciglia per rendere ben chiaro, ci fosse qualche dubbio, che non ho capito di cosa stiamo parlando.
Lei mi fa cenno col capo di avvicinarmi e mi porge una manciata di foglie. Continuo a guardarla perplessa. Rovista un po’ tra i sacchi di tela e mi ficca in mano altre foglie, citronella, questa è più facile, e un pezzetto di zenzero. A gesti, devo avere l’aria talmente stordita che non le passa nemmeno per la testa che io possa arrangiarmi con il creolo, mi spiega di farne un decotto e berlo.
Sorrido, ringrazio, infilo tutto nella borsa e me ne dimentico.
L’episodio mi torna in mente la notte, mentre mi aggiro per la stanza incapace di prendere sonno a causa della tosse, a cui si sono aggiunte alcune linee di febbre. Sia quel che sia, facciamola finita!, penso.
Toddalia Asiatica, thanks to: http://www.plantzafrica.com/Faccio bollire l’acqua, ci aggiungo le piante della mia signora e, senza pensarci troppo, ingollo la pozione. Mal che vada si rivelerà una pianta velenosissima e morirò tra atroci spasmi.
Invece, a parte il sapore davvero gradevole della tisana, la gola inizia subito a pizzicare di meno. E anche il respiro si fa più facile. Finalmente riesco a prendere sonno.
La mattina dopo, sentendomi un po’, nel mio piccolo, una miracolata, passo a trovare Claude, fa il botanico e l’erborista a tempo perso, proprio qui a Mauritius ed è la persona più adatta a svelarmi il mistero delle foglioline.
“Toddalia asiatica”, mi spiega infatti senza esitazione. E mi snocciola informazioni su informazioni su questa magnifica pianta, che cresce sull’ile, nelle isole dell’Oceano indiano e in altre zone dell’Africa. Si tratta di un rampicante dalle foglie lucide che produce bellissime infiorescenze e delle piccole bacche che, mature, sono di un arancione caldo e hanno il sapore della scorza d’arancia. La lista delle sue virtù non si limita alla banale cura della tosse ma in alcune zone è usata addirittura come anti-malarico. Chi non si fida delle virtù Vendeur de tisanes, thanks to: Patrick Guyennonmedicinali delle piante può sempre impiegarla come siepe, ha un aspetto davvero gradevole ed è fornita di robuste spine che aiutano a tenere lontani i visitatori poco graditi.
Uscita dalla casa di Claude, torno subito al mercato per ringraziare la mia benefattrice. Giro e rigiro per lo spiazzo, le bancarelle di erbe medicinali sono numerose qui, cerco e ricerco, torno più volte sui miei passi, eppure, della mia vecchina, neanche l’ombra. Dopo quel giorno sono tornata spesso in quel mercato, ma non c’è stato niente da fare, non l’ho mai più rivista.

Thanks to Ale de Vries for the first photo of this post, Port Louis Central Market
Thanks to Patrick Guyennon for the third photo of this post, Vendeur de tisanes

Note blu targate anche Mauritius

venerdì 14 novembre 2008

Gli IncognitoIo nel mio iPod ho un paio dei loro dischi e, lo giuro, da prima ancora di sapere che il leader, vocalist e chitarrista degli Incognito Jean Paul Maunick, detto “Bluey” , è un inglese originario di Mauritius.
Stasera il Blue Note, a Milano, li ospita per la seconda serata, ieri sera tutto esaurito!
Se passate da via Borsieri fate un salto, io ci sarò! ;-)

Dal sito del Blue Note:
Quasi un ventennio di attività durante il quale gli Incognito hanno mantenuto fede alla loro idea musicale, ovvero quella di un sound non solo da ballare ma anche da ascoltare, che potesse conciliare la raffinatezza del jazz con il calore e la sensualità sonora del soul-funk. Musica coinvolgente, arrangiamenti ineccepibili ricchi di fiati e percussioni e un groove irresistibile sempre più orientato al contemporany R&B.

E qui, uno dei pezzi che amo di più!

[p.s. avrei volentieri embeddato il video, ma su YouTube la casa discografica non lo consente]

I colori di Mauritius

giovedì 13 novembre 2008

colori.jpgChiacchierare con gli amici è una delle mie abitudini preferite, magari a cena, o scegliendo di dedicarsi un intero pomeriggio: caffè e chiacchiere, musica, magari due passi se Milano decide di essere clemente e non piove.
E’ stato proprio durante una di queste passeggiate che Marta mi ha raccontato del suo viaggio all’ile.
La ascoltavo sorridendo, lo stato d’animo di chi conosce bene un luogo e lo ritrova nelle parole di un’amica. Ho sempre pensato che il blog dovrebbe ospitare altri sguardi oltre al mio e così ho chiesto a Marta di scrivere, senza star troppo a riflettere e pensare, quello che più di tutto l’ha colpita.

Ecco lo sguardo di Marta:
Se mi chiedessero qual è il colore di Mauritius potrei dire che è l’azzurro.
L’azzurro del cielo che si confonde con quello del mare, oppure il verde, quello delle vallate popolate dai cervi o magari il bianco, della sabbia e dei profumatissimi fiori di frangipane, oppure l’ambra dei tramonti e delle terre di Chamarel…
In realtà Mauritius è tutti questi colori, tanti quanti le culture dei suoi abitanti, le essenze che profumano gli ambienti, le stelle che brillano nel suo cielo.