Mauritius 1976
Uno dei più grandi piaceri di viaggio è tenere un diario. Mi piacciono tutti, i miei e quelli altrui.
Quelli più tradizionali, con appunti e disegni, da Grand Tour settecentesco; quelli più sbarazzini con incollati biglietti, menù e cartoline; quelli fotografici o, per i più due-punto-zero, i blog on-line…
Così vi immaginerete il piacere di scoprire che Renato, un caro amico di cui non sospettavo la passione per Mauritius, ha tenuto un diario del suo viaggio di nozze sull’isola: Mauritius nel 1976!
L’ile era appena diventata una meta venduta dai tour operator italiani, Best tours aveva inaugurato la destinazione giusto l’anno prima, se non sbaglio. Così Renato e la moglie Emanuela sono stati tra i primi italiani a metterci piede, cosa che rende ancora più prezioso il grosso quaderno che Renato mi porge un po’ titubante.
E’ pieno di cartoline, biglietti aerei, certificati di vaccinazione (era ancora richiesta, allora, la vaccinazione contro la febbre gialla!), scontrini, cartine, fotografie…
Cerco tracce che mi consentano di sovrapporre la Mauritius di trentatrè anni fa a quella che conosco io.
Le capanne lungo una delle strade principali, che danno al posto un “sapore” così africano, non ci sono più.
La spiaggia di Flic en Flac così deserta non l’ho vista mai.
Eppure, l’ile è sempre la stessa, con le ballerine aggraziate e piene di energia, l’hotel La Pirogue (certo, gli alberelli un po’ stentati di allora sono diventate un giardino rigoglioso…), i mercati, il mare blu e le persone sorridenti.
E mi chiedo che effetto farà rileggere questo blog nel 2042.
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