Viaggiare nel tempo e nello spazio, sull’île

La storia è troppo carina. L’ho trovata viaggiando in rete sulle tracce dell’île e credo che Jean Yves non se ne avrà a male se ve la racconto. Alcuni anni fa trascorse qualche settimana a Mauritius con la figlia.

Passeggiando nei dintorni di Poudre d’or, verso Cap Malhereux, nel luogo in cui nel 1744 naufragò il famosissimo Saint Géran (si, tutta quella storia di quei due giovinetti pudibondi, Paul e Virginie), trovano frammenti di porcellana bianca e blu con motivi cinesi.
Le ipotesi si moltiplicano: piatti rotti del negozio dietro l’angolo? Resti di un recente naufragio? O addirittura tracce del mitico naufragio ricordato dal monumento qui a Cap Malhereux? St_Geran_Monument-Mauritius

Pochi giorni dopo, in visita al Museo di storia di Mahébourg, nella sala francese scoprono con sorpresa in una teca frammenti di porcellana straordinariamente simili a quelli trovati da loro. La febbre della scoperta sale. Da dove vengono quei cocci? Interrogano il guardiano della sala, tornati in Francia scrivono al museo… niente da fare… Però non demordono. E come nelle migliori tradizioni, la costanza viene premiata.
Per una serie di più o meno fortunate coincidenze, entrano finalmente in contatto con un esperto del Mauritius Museum Council e della Mauritius Marine Conservation Society che svela il mistero.
Va beh… niente Saint Géran, porcellana ottocentesca di fabbricazione inglese assai comune. Va beh… niente naufragio, i pezzi sono stati trovati troppo lontano dal reef.

Però, tutto sommato, che importa? Inseguire pezzetti di storia, conoscere gente nuova, scoprire mille piccole cose, crearsi un percorso tutto proprio nel posto che si sceglie di visitare.
Ecco, viaggiare… c’est ça!

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