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Archivio della Categoria 'armonia'

United colours of Mauritius

venerdì 12 febbraio 2010

Eh, lo so: XL800254rubo il pay-off a una nota casa di abbigliamento ma davvero non mi viene in mente altro guardando i colori di questo tempio hindu che ho immortalato un giorno che ero in giro per Mauritius. E voglio contagiarvi con questa ventata di allegria in queste giornate nevose e tristi, per combattere il freddo e il grigiume che popola le nostre citta’ con i colori di un mio scatto :-)

Blu, le mille bolle blu…

mercoledì 11 novembre 2009

Solo un piccolo scatto inviatomi dal mio amico Benoit, titolare e diver master del Bouba Diving Center di Rodrigues :
pesci multicolori, l’acqua dell’Oceano Indiano, il silenzio degli abissi… !cid_BECC734E-1EB1-4E55-8DEA-2AEA934EC3E8
no, non è un sogno: è Ti Colorado (piccolo Colorado – come sapete Ti in creolo vuol dire piccolo).
Come dite? Perchè Colorado? Perchè questo spot diving a largo di Rodrigues è simile.. al Gran Canyon!!

Non avete già voglia di venire a fare un tuffo in compagnia di Benoit e scoprirlo?

Una eco-Miss

domenica 11 ottobre 2009

Ho sempre pensato che le sfilate in costume da bagno delle Miss fossero piuttosto di cattivo gusto. Questo perché non avevo mai visto la sfilata in “costume tradizimissuniverseeeonale” delle aspiranti Miss Universo.
Adesso si, che so veramente che cos’è il cattivo gusto! Ma chi ha disegnato quegli abiti? Stivali viola da drag queen; spalline da generale con copricapo da majorette tutto bianco e oro; una poveretta in bikini e cappello a tuba nero, drappeggiata nella bandiera nazionale; un’altra con in testa una specie di scultura tanto grande da non entrare nemmeno tutta nella fotografia ufficiale; una con una specie di mini tuta da motociclista e stivali neri sado-maso… Fuori i nomi!
Chi è stato? Chi è quel nemico dell’umanità che cerca di distruggere così quelle belle figliole?
Devo dire che ad Anaïs Veerapatren, la candidata mauriziana, è andata davvero bene, invece.
Rivestita in un abito aderente color carne decorato con centinaia di foglioline era davvero deliziosa. Un vestito spiritoso e ispirato alla sensibilità dell’île per la questione ecologica. Una scelta davvero azzeccata! :-)

Il rito dei sette curry

venerdì 18 settembre 2009

Ho approfittato della visita di Vanshika, un’amica mauriziana, per combattere un po’ la malinconia del rientro dopo the seven curries5l’ultima visita all’île. Come spesso faccio, la lotta alla lontananza è stata combattuta in cucina. Questa volta ho pensato a una cosa davvero speciale, talmente speciale che a Mauritius viene preparata soltanto in occasione di particolari feste religiose o per i matrimoni: i “sette Caris”.
Si tratta di una prelibata cena a base di sette diversi tipi di curry: un masala (profumatissima miscela di spezie) di patate; uno di fagioli verdi; banane verdi (quelle piccoline che si mangiano solo cotte) con zafferano e senape; zucca saltata con cipolle, aglio e zenzero; jackfruit (un frutto di sapore vagamente simile all’ananas che qui a Milano trovo solo essiccato) con masala; rasson, zuppa piccante di lenticchie con anice, aglio, zenzero e zafferano e dholl, un’altra zuppa di lenticchie e melanzane.
I due giorni di lavoro e di chiacchiere con Vanshika per preparare il banchetto sono stati piacevoli tanto quanto la cena. Che sull’ île avremmo gustato con le mani, servita su una foglia di banano, all’ombra di un tempio o nella casa piena di fiori di una sposa il giorno prima delle nozze…

Viaggiare nel tempo e nello spazio, sull’île

lunedì 14 settembre 2009

La storia è troppo carina. L’ho trovata viaggiando in rete sulle tracce dell’île e credo che Jean Yves non se ne avrà a male se ve la racconto. Alcuni anni fa trascorse qualche settimana a Mauritius con la figlia.

Passeggiando nei dintorni di Poudre d’or, verso Cap Malhereux, nel luogo in cui nel 1744 naufragò il famosissimo Saint Géran (si, tutta quella storia di quei due giovinetti pudibondi, Paul e Virginie), trovano frammenti di porcellana bianca e blu con motivi cinesi.
Le ipotesi si moltiplicano: piatti rotti del negozio dietro l’angolo? Resti di un recente naufragio? O addirittura tracce del mitico naufragio ricordato dal monumento qui a Cap Malhereux? St_Geran_Monument-Mauritius

Pochi giorni dopo, in visita al Museo di storia di Mahébourg, nella sala francese scoprono con sorpresa in una teca frammenti di porcellana straordinariamente simili a quelli trovati da loro. La febbre della scoperta sale. Da dove vengono quei cocci? Interrogano il guardiano della sala, tornati in Francia scrivono al museo… niente da fare… Però non demordono. E come nelle migliori tradizioni, la costanza viene premiata.
Per una serie di più o meno fortunate coincidenze, entrano finalmente in contatto con un esperto del Mauritius Museum Council e della Mauritius Marine Conservation Society che svela il mistero.
Va beh… niente Saint Géran, porcellana ottocentesca di fabbricazione inglese assai comune. Va beh… niente naufragio, i pezzi sono stati trovati troppo lontano dal reef.

Però, tutto sommato, che importa? Inseguire pezzetti di storia, conoscere gente nuova, scoprire mille piccole cose, crearsi un percorso tutto proprio nel posto che si sceglie di visitare.
Ecco, viaggiare… c’est ça!

Chiese e palme

mercoledì 9 settembre 2009

Il campanile in pietra, le finestre ad arco, le lastre traforate a decorare la cima… Un’antica chiesina in un villaggio francese?
Vi do due altri indizi: tetto in lamiera e fianchi ombreggiati dalle palme. Un mix inatteso e suggestivo che è un po’ la firma dell’île. E’ la chiesa di Marie-Reine, a Poudre d’or, fondata nel 1847.poudre d'or surroundings
All’origine, in realtà, la chiesa era stata dedicata a sainte Philomène, che forse non avrà preso tanto bene la sostituzione, anche se tra santi…
Comunque, passeggiare nel giardino curatissimo, utilizzato anche come cimitero, guardare i campi di canna da zucchero poco oltre questa architettura così europea fa un effetto piuttosto curioso. Alcuni turisti si sono lamentati con me perché la chiesa non è ben segnalata. Hanno ragione. Forse. Per me la bellezza di questo villaggio nel nord dell’isola è proprio l’aria autentica che è riuscito a conservare.
Quindi… ssssh, passeggiate un po’ con gli occhi aperti, e attenti alle sorprese!

Tre… due… uno!!!

lunedì 10 agosto 2009

Direi che proprio ci siamo… spero abbiate iniziato anche voi il conto alla rovescia. Milano e i dintorni non sono proprio vuoti vuoti e si fatica un po’ a sentire aria di vacanze ma se guardo il calendario non ci sono dubbi.
E nemmeno se guardo la valigia sul letto. Mi piace fare le valigie!!! Intanto, vuol dire che il momento è proprio arrivato. Poi, scegliendo scarpe e vestiti, inizio a immaginarmi i giorni che stanno per arrivare. Un bagno al mare, una cena, una passeggiata. Quella roba un po’ romantica di chiedersi che terra calpesteranno le mie suole cittadine.
Quest’anno, vacanze in giro per amici. Prima tappa a Barcellona, non ci posso credere nemmeno io che non ci sono mai stata finora!barcelona, da un’amica che sta facendo lì un dottorato in letteratura. Poi al mare, a Pantelleria, da amici che tornano ogni anno a occupare un piccolo gruppo di dammusi con una vista sul mare da togliere il respiro. E per chiudere col botto… qualche giorno sull’île!
Buone vacanze a tutti, ci risentiamo a settembre. Stay tuned! ;-)

Gli inattesi doni della pioggia a Rodrigues

lunedì 3 agosto 2009

Se pou sa, kan nou guetté même à soir, la mer est bleue disable endoré…
Gli scolari di Batatran, tutti vestiti in verde e con le infradito colorate ai piedi, sono appena usciti dalle loro classi quando scoppia il temporale. rodrigues

Ridendo, un gruppetto corre a ripararsi sotto le grandi foglie di un banano. E inizia a cantare. Se pou sa…

Il mare turchese e la sabbia dorata nel creolo e nelle voci allegre dei giovanissimi di Rodrigues.

Il tempo rallenta.

Quando, dopo poco, il sole fa di nuovo capolino, i ragazzini si disperdono come le gocce di pioggia che scorrono dalle foglie, e io resto lì, ad assaporare un momento minuscolo e magico che non dimenticherò molto facilmente.

La piccola Irlanda

giovedì 30 luglio 2009

Uno dei motivi per cui amo tanto proprio quest’isola nell’Oceano Indiano, non mi stanco di ripeterlo, è per lo straordinario mix di culture che offre. Alcune balzano agli occhi anche del viaggiatore più distratto, per altre bisogna fare un po’ più di attenzione ma hanno concorso a fare dell’île quella meraviglia unica che è.
Antichi e costanti, ad esempio, sono i contatti tra Mauritius e l’Irlanda. Se siete andati un pochino a spasso per l’isola non potete esservi persi una delle decine di Pope Hennessy street che stanno in ogni città o paesino, per quanto piccoli. Sir John Pope Hennessy, irlandesissimo primo governatore cattolico dell’isola, che proclamò “Mauritius ai mauriziani” e organizzò le prime storiche elezioni del 1885.
Magari avete anche dormito al lussuoso Le Telfair Spa Resort, a Bel Ombre. tan1947Charles Telfair, di Belfast. Botanico e fondatore della Società di storia naturale di Mauritius.  Sul sito in cui sorge ora il complesso alberghiero a cinque stelle aveva impiantato una fattoria modello con un parco ricchissimo di specie botaniche, che si possono ancora ammirare nei giardini del resort.
Diversi collegi sono stati fondati, soprattutto nell’ottocento, da religiosi provenienti dall’isola verde e numerosi medici mauriziani hanno studiato al Royal College of Surgeons di Dublino. Dall’Irlanda, nei secoli, sono arrivati coloni, lavoratori, militari che spesso hanno lasciato definitivamente il mare del nord per queste coste al largo dell’Africa.
Tracce più delicate di altre ma persistenti, tanto che per un periodo, nell’ottocento, alcuni giornalisti usavano definire addirittura Mauritius “la piccola Irlanda”.

Tempio centenario

domenica 26 luglio 2009

Il tempio ha decorazioni ricche ed elaborate. kovilDa lontano, sembra costruito di guglie fatte di sabbia mescolata ad acqua lasciata cadere quasi goccia a goccia. La luce di mille e otto lampade, accese con il ghee, il burro chiarificato, mescola ombre e riccioli in pietra e dà un’aura di sogno all’architettura, che sembra sul punto di dissolversi nell’aria. All’interno una statua di Kali Amman, la dea madre, unita in eterno amplesso a Shiva per dare vita a tutti gli esseri che popolano la terra. E’ una delle dieci Mahavidhyas, all’origine delle antiche regole delle pratiche tantriche. Il kovil di Roche Fond, che la ospita, costruito in paglia nel 1869, fu riedificato in pietra nel 1909, grazie agli sforzi di tale Pather, lavoratore della canna da zucchero. Giusto il mese scorso, quindi, è stato festeggiato, in questo modo estremamente suggestivo, il centenario della sua costruzione.Se passate da quelle parti, vi consiglio comunque di farci un salto, anche per vedere una delle più antiche statue della potente Kali Amman.