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Archivio della Categoria 'curiosita''

Italian style chatini

venerdì 5 marzo 2010

Sarà capitato anche a voi, centinaia di volte: inviti amici a cena e vuoi stupirli con qualcosa di esotico, originale e… buono! Ora, vero è che io amo la cucina mauriziana, indiana, thai, etc etc ma non sono esattamente un’apprendista chef, e i miei amici lo sanno bene. Sanno anche che ogni volta che vado a Mauritius imparo qualcosa di semplice e goloso che poi li stupirà e stavolta non volevo davvero deluderli. Vi svelo dunque come ieri sera ho brillantemente risolto l’incognita “cosa preparo stasera per cena” aprendo il frigo e scoprendo con orrore che conteneva solo 6 pomodori maturi …

La mia dispensa non manca mai di peperoncini verdi (ne bastano 2 in questo caso), coriandolo (un cucchiaino va benissimo), una cipolla (finemente affettata), ½ cucchiaino di olio, sale. Ho rimosso i piccioli dai pomodori e li ho tritati con un coltello affilato – così ho fatto anche con i peperoncini e li ho poi messi in una terrina insieme ai pomodori tritati. Ho affettato la cipolla cercando di non piangere troppo  e ho poi aggiunto il coriandolo. Mescolo il tutto amalgamando bene con l’olio e lascio a riposare. Poco prima di servire in tavola, ho aggiunto il sale e mescolato nuovamente. A Mauritius il chatini  si prepara con il pomme d’amour e non con il pomodoro, e si serve come accompagnamento al riso e a piatti con il curry. Ma a me, che invito la gente a cena senza aver fatto la spesa, è andato benissimo farlo con il pomodoro e servirlo sulla bruschetta!!

Un boccale di birra… da mangiare!

venerdì 18 dicembre 2009

Una bella casa coloniale in centro a Port Louis, tutta bianca. Intorno, nel grazioso giardino, alcuni tavoli in legno tra alberi centenari. Sembrerebbe un posto davvero piacevole dove rilassarsi per qualche ora. Ma quanto speciale sia questa villetta bianca nei pressi dell’ambasciata francese lo rivela il suo interno.
Nell’accogliente sala d’ingresso, le pareti sono interamente rivestite di scaffali e gli scaffali sono letteralmente stipati di bottiglie di birra! Bionda, rossa, scura, alla cioccolata, alla ciliegia, al cocco… Con etichette colorate che recitano: Belgio (il paese che produce la birra migliore, giurano Gaël e Oscar), Germania, Gran Bretagna, Olanda, Giappone, Italia, Messico, Irlanda, America, Australia e, naturalmente, Mauritius. lambic2
Questo posticino speciale è il Lambic, il locale di cui da qualche mese parla tutta l’île. Raffinatissimo negozio che vi propone più di 140 etichette di birre provenienti da tutto il mondo, ristorante con un originale menù ispirato alla bevanda che qui regna sovrana e lounge bar per rilassarsi con sottofondo di morbido jazz. Potete gustarvi anche deliziosi e rinfrescanti succhi di frutta fresca ma vi consiglio di approfittare della loro illimitata sapienza nel settore e farvi consigliare la spumeggiante e profumata bevanda che più incontra il vostro gusto, o l’umore della serata.
Un consiglio ve lo do anche io: don’t drink & drive ;-)

Christmas shopping sull’ile

martedì 15 dicembre 2009

100_5454

Così, per curiosità, vi posto una foto che ho scattato anni fa a Port Louis
durante una passeggiata sul Waterfront…

era dicembre, lo shopping natalizio si fa anche qui a i Tropici, sapete,
et voilà: una vetrina con gli immancabili solari…
circondati da tanti piccoli Santa Claus!! :-)

Riappare il dodo!

lunedì 26 ottobre 2009

Certo, non si può proprio dire che sia in gran forma… diciamo che dell’espressione “in carne e ossa”, in questo caso si può applicare solo la parte delle ossa… Comunque, si, riappare il dodo! dodo_bonesA Liverpool, Regno Unito, per la precisione.

Aprendo alcune casse di oggetti protetti in occasione dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, i dipendenti del World museum hanno trovato anche un raro scheletro di dodo. La struttura è praticamente intatta, con un dettaglio curioso: le zampe sono state rifatte in legno durante l’epoca vittoriana. La copia è talmente perfetta che nel museo non se n’era accorto nessuno fino ad oggi.

Così, trecentosedici anni dopo l’avvistamento dell’ultimo esemplare vivo e vegeto, e a sessantacinque dall’inscatolamento, l’animale simbolo di Mauritius ricomparirà a Liverpool, in occasione della mostra “I secreti del World museum”. In maggio un altro esemplare era stato esposto in Ontario, in un’esposizione sulla bio-diversità.
Il poveretto ha fatto una gran brutta fine ma, a quanto pare, continua a suscitare parecchia simpatia.

Salari e prezzi sull’île

giovedì 1 ottobre 2009

Magari a qualcuno di voi è venuta voglia di trasferirsi sull’île?
Io ogni tanto un pensierino ce lo faccio… Beh, se anche qualcuno tra di voi ci ha pensato, gli interesserà sapere che il Pay Research Bureau, che si occupa di tenere sotto osservazione i salari e le condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici mauriziani, ha da poco rivisto verso l’alto tutti gli stipendi. Attualmente un manager statale al più alto livello guadagna 82.500 rupie, cioè circa 1841 euro al mese. Scendendo un po’, abbiamo salari tra i 752 e i 1149 euro per i chirurghi dentisti e tra i 490 e i 1004 per un ingegnere meccanico. Gli insegnanti guadagnano tra i 233 e i 577 euro al mese, mentre gli autisti possono variare, a seconda dell’incarico, dai 200 ai 325. La paga di un commesso oscilla tra i 165 e i 261 euro e un operaio non specializzato porta a casa tra i 143 e i 227 euro. Per farvi un’idea del costo della vita, un pasto economico costa più o meno l’equivalente di 3 euro, salendo ai 7/8 euro per un’ottima cena a base di pesce. Mettete mano alla calcolatrice e fate i vostri conti ;-)

Spiaggia e noodles: un lunedì alla mauriziana

lunedì 28 settembre 2009

La spiaggia di Mont Choisy è la spiaggia più lunga di Mauritius. Curva morbida e scende, altrettanto morbida, nelle acque turchesi. La sabbia, di origine corallina,mount choisy hotel è bordata da alberi di casuarina (e quindi fate attenzione alle spine, quando ci passate sotto!) che fanno un’ombra deliziosa.

Valore aggiunto di questa spiaggia: il Sundeck beach food, minefrireuno dei mitici camioncini-ristorante che sono una delle caratteristiche di Mauritius. Per poche rupie prepara dei piatti di noodles davvero strepitosi. I miei amici giurano che l’Especiale, noodles conditi con carne e pesce, è il massimo. Suona strano ma, del resto, anche in Portogallo cucinano il maiale con le vongole… Io, di solito, comunque, preferisco quelli alle verdure. A cui faccio seguire della frutta freschissima comprata sulla bancarella proprio di fronte.
Tenete solo presente che nei fine settimana questa spiaggia, proprio per la sua facilissima accessibilità, tende a riempirsi di locali e turisti. Quindi, se avete in mente di finire quel libro che vi sta tanto appassionando, rimandatela al lunedì!

Viaggiare nel tempo e nello spazio, sull’île

lunedì 14 settembre 2009

La storia è troppo carina. L’ho trovata viaggiando in rete sulle tracce dell’île e credo che Jean Yves non se ne avrà a male se ve la racconto. Alcuni anni fa trascorse qualche settimana a Mauritius con la figlia.

Passeggiando nei dintorni di Poudre d’or, verso Cap Malhereux, nel luogo in cui nel 1744 naufragò il famosissimo Saint Géran (si, tutta quella storia di quei due giovinetti pudibondi, Paul e Virginie), trovano frammenti di porcellana bianca e blu con motivi cinesi.
Le ipotesi si moltiplicano: piatti rotti del negozio dietro l’angolo? Resti di un recente naufragio? O addirittura tracce del mitico naufragio ricordato dal monumento qui a Cap Malhereux? St_Geran_Monument-Mauritius

Pochi giorni dopo, in visita al Museo di storia di Mahébourg, nella sala francese scoprono con sorpresa in una teca frammenti di porcellana straordinariamente simili a quelli trovati da loro. La febbre della scoperta sale. Da dove vengono quei cocci? Interrogano il guardiano della sala, tornati in Francia scrivono al museo… niente da fare… Però non demordono. E come nelle migliori tradizioni, la costanza viene premiata.
Per una serie di più o meno fortunate coincidenze, entrano finalmente in contatto con un esperto del Mauritius Museum Council e della Mauritius Marine Conservation Society che svela il mistero.
Va beh… niente Saint Géran, porcellana ottocentesca di fabbricazione inglese assai comune. Va beh… niente naufragio, i pezzi sono stati trovati troppo lontano dal reef.

Però, tutto sommato, che importa? Inseguire pezzetti di storia, conoscere gente nuova, scoprire mille piccole cose, crearsi un percorso tutto proprio nel posto che si sceglie di visitare.
Ecco, viaggiare… c’est ça!

La piccola Irlanda

giovedì 30 luglio 2009

Uno dei motivi per cui amo tanto proprio quest’isola nell’Oceano Indiano, non mi stanco di ripeterlo, è per lo straordinario mix di culture che offre. Alcune balzano agli occhi anche del viaggiatore più distratto, per altre bisogna fare un po’ più di attenzione ma hanno concorso a fare dell’île quella meraviglia unica che è.
Antichi e costanti, ad esempio, sono i contatti tra Mauritius e l’Irlanda. Se siete andati un pochino a spasso per l’isola non potete esservi persi una delle decine di Pope Hennessy street che stanno in ogni città o paesino, per quanto piccoli. Sir John Pope Hennessy, irlandesissimo primo governatore cattolico dell’isola, che proclamò “Mauritius ai mauriziani” e organizzò le prime storiche elezioni del 1885.
Magari avete anche dormito al lussuoso Le Telfair Spa Resort, a Bel Ombre. tan1947Charles Telfair, di Belfast. Botanico e fondatore della Società di storia naturale di Mauritius.  Sul sito in cui sorge ora il complesso alberghiero a cinque stelle aveva impiantato una fattoria modello con un parco ricchissimo di specie botaniche, che si possono ancora ammirare nei giardini del resort.
Diversi collegi sono stati fondati, soprattutto nell’ottocento, da religiosi provenienti dall’isola verde e numerosi medici mauriziani hanno studiato al Royal College of Surgeons di Dublino. Dall’Irlanda, nei secoli, sono arrivati coloni, lavoratori, militari che spesso hanno lasciato definitivamente il mare del nord per queste coste al largo dell’Africa.
Tracce più delicate di altre ma persistenti, tanto che per un periodo, nell’ottocento, alcuni giornalisti usavano definire addirittura Mauritius “la piccola Irlanda”.

Tempio centenario

domenica 26 luglio 2009

Il tempio ha decorazioni ricche ed elaborate. kovilDa lontano, sembra costruito di guglie fatte di sabbia mescolata ad acqua lasciata cadere quasi goccia a goccia. La luce di mille e otto lampade, accese con il ghee, il burro chiarificato, mescola ombre e riccioli in pietra e dà un’aura di sogno all’architettura, che sembra sul punto di dissolversi nell’aria. All’interno una statua di Kali Amman, la dea madre, unita in eterno amplesso a Shiva per dare vita a tutti gli esseri che popolano la terra. E’ una delle dieci Mahavidhyas, all’origine delle antiche regole delle pratiche tantriche. Il kovil di Roche Fond, che la ospita, costruito in paglia nel 1869, fu riedificato in pietra nel 1909, grazie agli sforzi di tale Pather, lavoratore della canna da zucchero. Giusto il mese scorso, quindi, è stato festeggiato, in questo modo estremamente suggestivo, il centenario della sua costruzione.Se passate da quelle parti, vi consiglio comunque di farci un salto, anche per vedere una delle più antiche statue della potente Kali Amman.

Università, cascate e prati verdi

giovedì 23 luglio 2009

Ho sempre pensato che non ci fosse posto migliore per ospitare l’università di Mauritius. La zona intorno a Moka è una delle più pittoresche dell’interno dell’isola, ricca di ruscelli, cascate, montagne e verdi valli. Moka ospita l’università di Mauritius e il Mahatma Gandhi Istitute. Nei pressi di Moka si trova Le Réduit, antica dimora del Governatore. Il famoso centro di Domain les Pailles si trova a soli 10 minuti da Port Louis ed è una riserva naturale di 1.500 ettari, ai piedi di una catena montuosa. All’interno diversi ristoranti (compreso l’italiano “La Dolce Vita”), una grande Casino, una pizzeria, una piscina, un mini-golf ed un maneggio. Da visitare un bel mulino d’epoca, inserito in una replica fedele di un zuccherificio e di una distilleria di rhum. moka-220E poi, vallate verdissime in cui passeggiare accompagnati dal rumore dei ruscelli alla scoperta di cascate e altri angolini deliziosi. Il posto ideale, insomma, da prendere come scusa. Si prepara un bel pacchetto dei libri per l’esame, una coperta, un cestino da pic nic, il cervello ha bisogno di zuccheri, si sa, matita rossa e blu e via! L’aria aperta fa tanto bene. E il rumore della città disturba la concentrazione. Poi a casa suona il telefono, gli amici sono sempre pronti a distrarti pur sapendo che per il tuo bene dovresti immergerti nei libri. Vatti a fidare! Anche gli orari fissi del pranzo possono essere di disturbo, mica mi interrompo per il pranzo di famiglia proprio adesso che sono così concentrato nello studio che è un peccato che la gravità, la relatività e tutta quella roba lì siano già state scoperte, che se no ci penserei io!
Vi vedo dubbiosi. Quasi come se ci foste passati anche voi… anche se magari non proprio nei dintorni di Moka!