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Archivio della Categoria 'danza'

Tipica serata intorno al fuoco…

lunedì 19 gennaio 2009

Bene, anno nuovo, vita nuova… e invece no: continuo sulla scia del festival creolo a farvi ammaliare dai racconti, dalle foto e dai video di Sara. Non temete che io sia spodestata ;-) le lascio la parola ancora per qualche post, e come potrei fare diversamente: parla con così tanto entusiasmo della mia isola!!

Swaré Tipik - ovvero, serata di musica, leggende creole e danze intorno al fuoco, sulla spiaggia di Le Morne. Che meraviglia, ragazzi! E ho potuto vedere dal vivo una leggenda vivente del séga: Serge Lebrasse, allegro vecchietto (avrà una settantina d’anni) il cui nome per i mauriziani è ormai sinonimo di séga. Vedeste che meraviglia come balla! :-) Vi posto un video che ho girato durante il mio viaggio, se trema un po’ è perchè il ritmo caldo del séga contagia e non si puo’ fare a mano di ballare, anche filmando…

Sara

Musica, danze e creolité

venerdì 19 dicembre 2008

Festival Creolo 2008Il pretesto di solito è futile.
Ma nel nostro caso non lo era. Era una missione. Un credo.
E perché no, una prova che cercavamo tutti, scettici.
Prova che Mauritius è davvero l’isola dell’armonia, dove tante razze, lingue, musiche, religioni, etnie, cucine, mode e danze convivono pacificamente. Ecco, direi che abbiamo trovato la prova che è davvero così, e anzi… l’abbiamo celebrata!
Festival Creolo 2008Sì, insieme agli abitanti dell’isola c’eravamo noi privilegiati che abbiamo potuto davvero percepire come questa gente viva fiera di essere una società multietnica e celebri questo suo allegro metis, un allegro guazzabuglio di culture e modi di vivere che è incarnato dalla creolità. Ogni anno, infatti, dal 2006 ad oggi, la creolité a Mauritius si celebra agli inizi di dicembre durante il Festival Kreol, rassegna di moda, musica, jazz, danza, cucina che raccoglie artisti creoli da ogni dove.
La parte del leone la fanno i mauriziani, come è logico, e i loro ballerini di séga, i loro stilisti, i loro cantautori e sì, anche i loro bimbi dai grandi occhi fiammeggianti che fin da piccoli sono abituati ad accogliere l’altro, ad essere gentili, ospitali, a contagiarlo con la loro cultura e i loro usi, ad insegnargli la loro lingua.
E questo davvero mi fa sperare in un futuro migliore!

Sara

Ritmo e danze

giovedì 18 dicembre 2008

Un piccolissimo [purtroppo] assaggio delle danze durante il Festival kreol.
E grazie ancora a Sara che ci regala anche il video insieme ai suoi racconti :)

Linguisti e ballerini

mercoledì 10 dicembre 2008

Una sfilata di moda dell’edizione 2007 del festival, thanks to: http://www.festivalkreol.com/Un convegno sulla cultura creola nella diaspora o una sfilata di moda? Una attivissima giornata di immersioni e parasailing o una serata intorno al fuoco, a danzare il séga e ascoltare i racconti dei cantastorie?
Tra i tanti buoni momenti per andare a Mauritius, da un paio di anni a questa parte consiglio volentieri l’inizio di dicembre. Dal 2006, infatti, tra la prima e la seconda settimana del mese si tiene, in varie località dell’isola, il Festival kreol.
Un’ottima occasione, certo, per scoprire l’anima più profonda dell’ile ma soprattutto il luogo in cui cantanti, poeti, intellettuali, artisti e artigiani di tutta l’area di cultura creola si trovano per condividere e intrecciare i propri percorsi. Non tanto un recupero di tradizioni affascinanti ma un po’ polverose quanto piuttosto un vero laboratorio pieno di vita, arte, passione e conoscenza.
Ah, certo, e proprio tanto divertimento! A proposito, il concerto che il 13 dicembre chiuderà la settimana, con tutti i gruppi più popolari della zona, è fissato alle 18. L’ora di chiusura? Il programma dice: “alba”.
E, se le passate edizioni non ingannano, non è un modo di dire.

Otto minuti e diciassette secondi

mercoledì 12 marzo 2008

Li avete?
Se la risposta è sì, utilizzateli bene e date un’occhiata a questo video.
L’incipit recita: Mauritius
More than a holiday… A personal discovery
Buona visione :-)

No Rodrigues, no party!

lunedì 11 febbraio 2008

La pesca a Rodrigues, thanks to: http://www.mysterra.org/Si fa in fretta a farsi viziare. Così, da quando considero Mauritius un pochino casa mia, quando riesco a starci per dei periodi abbastanza lunghi ogni tanto mi sento proprio di passare un week-end lungo “fuori”. E allora… Rodrigues!

Mi ricordo perfettamente la prima volta che ci sono stata. Un amico di Port Louis, la cui famiglia per parte materna è di lì, ci tornava per il matrimonio di una cugina. Qualcuno mi ha vista mai rifiutare di fare le valigie e partire? Non sia mai detto! ;-)
E siccome la fortuna aiuta gli audaci, quella volta atterrai giusto il primo giorno di marzo, giornata gloriosa in cui l’intera isola festeggia la riapertura della pesca. Un’attività che è davvero nella storia e, vorrei quasi dire, nel sangue degli isolani, rimasti tra i pochi pescatori dell’intero pianeta a pescare ancora con le barche a vela.
La pesca a Rodrigues, thanks to: http://www.mysterra.org/ Il rientro dei pescherecci dal largo è sempre emozionante. Bellissimo vedere le reti argentate stese ad asciugare mentre, in riva al mare, si allestiscono enormi griglie da cui in breve tempo sale l’aroma profumato di mare e di legno bruciato. I pescatori e le loro famiglie, gli anziani e i giovani dei villaggi, i bambini… è la festa di tutti. Risa, grida allegre, canti tradizionali e il ritmo trascinante del Segà rodriguennes, una contaminazione difficilmente immaginabile di musica africana e celtica. Si si, avete letto bene, africana eLa pesca a Rodrigues, thanks to: http://www.mysterra.org/ celtica.
Non la farò lunga, anche perché, come per ogni festa che si rispetti, da un certo punto in poi i miei ricordi si fanno meno precisi, ma, dovessi stilare una top ten delle dieci feste migliori della mia vita, la mia prima festa della pesca a Rodrigues ci starebbe di diritto. E sarebbe anche in ottima posizione.

Vengo anch’io! Perché no?

venerdì 21 dicembre 2007

Un momento del festival creolo, thanks to: http://www.festivalkreol.comIn una bella giornata di sole, la lunga striscia di sabbia bianca di Grand Gaube si popola di mauriziani festanti. Beach volley, gare a chi si arrampica più velocemente in cima a una palma di altezza vertiginosa, gare sportive e giochi sulla spiaggia e in mare, e per finire un grande concerto. Dai 2 ai 92 anni, c’erano proprio tutti a divertirsi e guardarsi intorno. Festa popolare doveva essere e davvero festa popolare è stata, alla grande.

Un momento del festival creolo, thanks to: http://www.festivalkreol.comLa sera dopo, tra le antiche pietre piene di storie della citadelle di Port Louis, bellezze creole sfilano indossando originali capi disegnati da stilisti mauriziani. In sottofondo, musica rigorosamente dal vivo. Sabato, invece, la serata è dedicata alla poesia.
Notissimi poeti mauriziani, e non solo, danno una voce, e un emozionante accento, alla ricchezza piena di vita della lingua creola.
Domenica, jazz sotto le stelle. Dopo un’introduzione di alcuni noti jazzisti dell’isola, tocca a Jacques Schwarz Bart coprire con la talentuosa musica del suo gwoka-project lo sciabordio delle onde che si infrangono contro la fortezza.
Lunedì sera ci si rilassa. Un falò sulla spiaggia del villaggio di Morne e, a occhi chiusi, sispettatori, thanks to: http://www.festivalkreol.com resta seduti sulla sabbia, incantati, ad ascoltare i cantastorie di Mauritius e delle Seychelles raccontare favole senza tempo.
Giusto il tempo di riprendere le energie per la seratona finale: gruppi delle Antille, diUn momento del festival creolo, thanks to: http://www.festivalkreol.com Réunion, Rodriguez, Mauritius e delle Seychelles suonano tutta la notte all’aperto nel bellissimo Domaine Les Pailles. All’alba ci sono ancora centomila persone a cantare e ballare aspettando il sorgere del sole.

Ecco, a Mauritius dicembre è iniziato così, col Festival International Kreol.
thanks to: http://www.festivalkreol.com E io a Milano, disposta a cedere un rene per un parcheggio in seconda fila nel consueto delirio delle spese di Natale!

Let’s get together and feel all right

giovedì 15 novembre 2007

Nelle pagine degli spettacoli dei giornali mauriziani non si parla di altro da settimane. I ragazzi dell’isola sono in fibrillazione, così come tutti gli appassionati di musica che, a Mauritius, sono parecchi.
I Wailers, mitico gruppo di Bob Marley, o almeno quello che ne resta, chiuderanno la lunghissima tournée che da due anni li porta in giro per il mondo proprio a Mauritius.

La locandina del concerto, thanks to: http://www.osbcrew.com/

Suoneranno sabato primo dicembre allo stadio sir Gaetan Duval di Rose-Hill, davanti a un pubblico di quindicimila spettatori, preceduti dalla popolarissima band locale degli OtentikkOtentikk Street Brothers, thanks to: http://www.lexpress.mu/ Street Brothers.

Un’occasione davvero straordinaria per l’isola e infatti gli organizzatori stanno lavorando sodo, promettendo tecnologie musicali e scenografiche assolutamente innovative per Mauritius. Il concerto, poi, cade proprio nel giorno della lotta mondiale all’Aids, sarà quindi anche l’occasione per sensibilizzare i giovani mauriziani alla prevenzione.

Sarà una festa strepitosa, ne sono certa. Come sono certa che saranno in molti a sentire la mancanza del più grande fan di Marley sull’isola: Joseph Réginald Topize, detto Kaya.
Musicista, inventore del seggae, un mix tra il reggae e la tipica musica mauriziana, il séga.
Kaya, thanks to: http://www.jahmusik.net Un vero eroe per la popolazione creola dell’isola dopo la tragica conclusione della sua esistenza.
Kaya aveva iniziato a suonare proprio rifacendo il repertorio di Marley, prima di creare questo genere musicale, nuovo e originale.
Anzi, indovinate un po’ da dove viene il suo nome d’arte?
Esatto, proprio da un disco del musicista giamaicano.
Del 1978, per i patiti dell’approccio Trivial al mondo.

E allora, big up respé a tou!

Il ritmo di Mauritius

giovedì 13 settembre 2007

Sabbia soffice sotto i piedi, la Croce del sud e una miriade di stelle brillanti sopra la testa e gente sorridente che suona e balla tutto intorno. Assomiglia in modo imbarazzante a uno spot pubblicitario, penso sorseggiando il mio rum bianco con ghiaccio e latte di cocco. Se non fosse quest’aria così rilassata e il fatto che qui ci si sta divertendo davvero.

Ballerini di sega - thanks to: Ente del Turismo Isola di MauritiusMi era capitato di vedere degli spettacoli di séga, si pronuncia ‘saygah’, nei resort o in qualche festa in giro per l’isola. Molto bello, ma stasera qui è un’altra cosa. Stasera è più facile ritornare alle origini di questa musica e di questa danza, unico spazio di espressione e di libertà che riuscirono a inventarsi gli schiavi africani portati anticamente sull’isola.

Sega drummer - thanks to: http://www.edwebproject.org/mauritius/sega.htmlIl grande falò, i piedi che strisciano sulla sabbia, le lunghe e ampie gonne morbide sollevate dalle braccia flessuose delle donne e i movimenti del bacino, sempre più veloci e concitati, che seguono il ritmo della ravanne, una sorta di tamburo, il più tipico strumento mauriziano. E’ uno spettacolo ipnotico. Anche chi non balla non riesce a stare fermo, molti battono le mani, alcuni si sono procurati chissà dove dei cucchiai che percuotono ritmicamente creando un piacevole accompagnamento. Dei bambini agitano bottiglie di plastica riempite di sabbia e sassolini.

Nessuno si stupisce se una sconosciuta con tristi e inadatti blue jeans si infila nel gruppo lasciandosi trascinare dal ritmo e dall’atmosfera di festa.
E pensare che ero solo uscita per una tranquilla passeggiata in riva al mare prima di andare a dormire…