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Archivio della Categoria 'fauna'

Hemingway? Chi era costui?

giovedì 12 febbraio 2009

Mi lascio alle spalle l’oceano e attraverso la veranda. La penombra all’interno è gradevole e l’arredamento ha quella piacevolezza rassicurante delle cose che sono esattamente come uno se le è immaginate. Il bar in legno, le sedie di canna di bambù, i quadri di soggetto marino e le fotografie in bianco e nero alle pareti, la grande bilancia e, soprattutto, il grande, enorme marlin che domina la sala dall’alto della parete a lui riservata.
“La pesca d’altura è una sfida con la natura, ti entra nel sangue”, cercava di convincermi Henri. “Un filo leggero e combatti da pari a pari con le creature più affascinanti del mondo”. Nonostante la mia perplessità su questo approccio al mondo, le sue parole mi tornano in mente anni dopo, quando mi ritrovo, un po’ per caso, a curiosare nelle sale del glorioso Le Morne Anglers club, a Rivière noire. Se siete appassionati del “big game”, questo è il posto da cui iniziare l’esplorazione di Mauritius. La costa ovest è una delle zone migliori e più attrezzate per la pesca d’altura. E’ il regno di famiglie come gli Henry, i Moonsamy e i de Baize, che da anni mettono la loro attrezzata flotta e la loro grandissima esperienza a disposizione dei professionisti del settore ma anche dei novellini che vogliano provare l’esperienza.
Hervè de Baize è forse il più famoso di tutti, essendosi aggiudicato l’ultima edizione della Marlin World Cup. Nella sua vita ha preso cinquantasei marlin e ancora adesso si entusiasma a parlarne: “Ogni volta è un sogno! Il marlin è magnifico, si batte come un diavolo e spesso riesce a rompere il filo. Quando salta fuori dall’acqua è uno spettacolo strordinario”.marlin_world_cup.jpg
L’ile è un punto particolarmente privilegiato, “unico al mondo” secondo Hervè, perché il fondale degrada dolcemente fino a 220 metri per poi precipitare improvvisamente a 1500. Questo attira in superficie i grossi pesci, che salgono per mangiare i più piccoli. Inoltre, al contrario di quello che si dice, non c’è un’unica stagione per la pesca d’altura. Se è vero che i marlin sono più numerosi d’estate (che qui va da dicembre ad aprile),  il record del marlin più grosso pescato nelle acque mauriziane è stato siglato nel mese di agosto, in pieno inverno quindi. Per la precisione il 25 agosto 1988. Credo ci sia di che incuriosire gli amanti del genere.
Quanto a me… ce l’ho fatta! Sono riuscita a scrivere un intero post sulla pesca del marlin senza menzionare Hemingway! ;-)

Pronti a rilassarvi?

mercoledì 26 novembre 2008

Ho trovato questo bellissimo video di Mauritius, girato da Lorenzo Battaglioli, su YouTube.
E sapete cosa vi dico? Che Lorenzo è davvero bravo.
Rende con le sue inquadrature e il montaggio un’atmosfera sognante e morbida che si addice bene all’ile che qui si mostra in tutta la sua bellezza.
Vi consiglio di staccare telefono e cellulare, mettervi seduti comodi e godervelo in santa pace.

La pozione magica

lunedì 17 novembre 2008

Port Louis Central Market, thanks to: Ale de VriesMi aggiravo tra le bancarelle del Mercato centrale a Port Louis. Frutta, verdura, carne, magliette, tè, pesce, strani aggeggi di cui faticavo a immaginare l’uso… Il mercato è vivace, pieno di curiosità e colori quanto si può desiderare da un mercato. Quanto agli odori, quel giorno per me restavano insondabili. Mi ero trascinata un brutto raffreddore dall’Italia che il viaggio in aereo non aveva fatto che amplificare e me ne andavo in giro tossicchiando e starnutendo, con gli occhi arrossati e lacrimosi. Insomma, una cosa proprio brutta da vedere.
A un certo punto, da dietro un banco coperto di foglie e tuberi, una signora anziana e magrissima, contorta come una delle radici che vende, pronuncia delle parole misteriose: “Patte poule piquant”. Rivolgo lo sguardo intorno, ma no, ce l’ha proprio con me. La guardo perplessa. Il sorriso è troppo gentile, non sta prendendo in giro la povera turista malconcia, decido. Ricambio il sorriso e inarco quanto possibile le sopracciglia per rendere ben chiaro, ci fosse qualche dubbio, che non ho capito di cosa stiamo parlando.
Lei mi fa cenno col capo di avvicinarmi e mi porge una manciata di foglie. Continuo a guardarla perplessa. Rovista un po’ tra i sacchi di tela e mi ficca in mano altre foglie, citronella, questa è più facile, e un pezzetto di zenzero. A gesti, devo avere l’aria talmente stordita che non le passa nemmeno per la testa che io possa arrangiarmi con il creolo, mi spiega di farne un decotto e berlo.
Sorrido, ringrazio, infilo tutto nella borsa e me ne dimentico.
L’episodio mi torna in mente la notte, mentre mi aggiro per la stanza incapace di prendere sonno a causa della tosse, a cui si sono aggiunte alcune linee di febbre. Sia quel che sia, facciamola finita!, penso.
Toddalia Asiatica, thanks to: http://www.plantzafrica.com/Faccio bollire l’acqua, ci aggiungo le piante della mia signora e, senza pensarci troppo, ingollo la pozione. Mal che vada si rivelerà una pianta velenosissima e morirò tra atroci spasmi.
Invece, a parte il sapore davvero gradevole della tisana, la gola inizia subito a pizzicare di meno. E anche il respiro si fa più facile. Finalmente riesco a prendere sonno.
La mattina dopo, sentendomi un po’, nel mio piccolo, una miracolata, passo a trovare Claude, fa il botanico e l’erborista a tempo perso, proprio qui a Mauritius ed è la persona più adatta a svelarmi il mistero delle foglioline.
“Toddalia asiatica”, mi spiega infatti senza esitazione. E mi snocciola informazioni su informazioni su questa magnifica pianta, che cresce sull’ile, nelle isole dell’Oceano indiano e in altre zone dell’Africa. Si tratta di un rampicante dalle foglie lucide che produce bellissime infiorescenze e delle piccole bacche che, mature, sono di un arancione caldo e hanno il sapore della scorza d’arancia. La lista delle sue virtù non si limita alla banale cura della tosse ma in alcune zone è usata addirittura come anti-malarico. Chi non si fida delle virtù Vendeur de tisanes, thanks to: Patrick Guyennonmedicinali delle piante può sempre impiegarla come siepe, ha un aspetto davvero gradevole ed è fornita di robuste spine che aiutano a tenere lontani i visitatori poco graditi.
Uscita dalla casa di Claude, torno subito al mercato per ringraziare la mia benefattrice. Giro e rigiro per lo spiazzo, le bancarelle di erbe medicinali sono numerose qui, cerco e ricerco, torno più volte sui miei passi, eppure, della mia vecchina, neanche l’ombra. Dopo quel giorno sono tornata spesso in quel mercato, ma non c’è stato niente da fare, non l’ho mai più rivista.

Thanks to Ale de Vries for the first photo of this post, Port Louis Central Market
Thanks to Patrick Guyennon for the third photo of this post, Vendeur de tisanes

Il saluto del talipot

lunedì 8 settembre 2008

Ogni volta che torno a Mauritius è speciale.
Lo so, sa un po’ di quelle smancerie che si dicono gli innamorati e che, nel migliore dei casi, fanno sorridere benevolmente chi gli sta intorno, eppure è così. L’ultima volta, per esempio, è stata una vera toccata e fuga, per il {{post id=”festa” text=”matrimonio di Chris” target=”_blank”}}, a cui avevo già pensato di dover rinunciare perché spedita per lavoro in tutt’altro angolo di mondo.
Il talipot fiorito, thanks to wikipediaTrovarmi lì, quando ormai avevo abbandonato l’idea, un po’ frastornata dal fuso orario, dagli aerei che avevo preso per arrivare e da quello che mi pareva mi stesse già aspettando per riportami a Milano dopo quasi un mese lontana da casa, mi ha fatto un po’ l’effetto di una doccia fresca in una giornata afosa. Un attimo di brivido, e poi la sensazione corroborante di essere di nuovo piena di energia.
Anche l’isola doveva essere contenta di vedermi perché mi ha regalato uno spettacolo Una bellissima illustrazione del talipot fiorito, thanks to Wikipediaunico: la fioritura del talipot nei giardini di Pamplemousses.
Il talipot è una palma di grandissime dimensioni che produce una spettacolare infiorescenza, più grande di qualsiasi altra pianta al mondo. Diversi milioni, milioni si, di piccoli fiori bianchi, formano una specie di bellissimo ciuffo vaporoso, lungo fino otto metri. Quello che è davvero emozionante è pensare che questa pianta fiorisce una sola volta, quando è intorno agli ottanta anni di vita, poi produce migliaia di piccoli frutti giallo-verdi che ci mettono un intero anno a maturare. Concluso il suo ciclo, muore. E bisognerà aspettare altri ottant’anni perché i semi chiusi nei piccoli frutti tondeggianti diano vita a un altro talipot e alla sua magica infiorescenza.
Per questo i mauriziani lo chiamano “l’albero che fiorisce ogni cento anni”.
Guardatemi con un sorriso benevolo e lasciatemi credere che quel giorno l’isola mi abbia riservato un gran bel benvenuto…

Fate posto su quell’arca!

giovedì 19 giugno 2008

Vicki mi segnala con grande entusiasmo un pesciolino che sta passando accanto a me. Io sono impegnata ad ammirare uno spettacolare pesce imperatore e non ci faccio molto caso. Vicki mi fa nuovamente cenno, insiste perché guardi quel pesciolino che pare coperto da una specie di rete a maglie larghe grigia e blu con la pancia e gli occhi di un bel giallo luminoso. Carino, va bene, ma vuoi mettere il mio pesce imperatore?
Thanks to: Ufficio del turismo di Rodrigues Niente da fare. Non mi posso proprio distrarre. Vicki richiama nuovamente la mia attenzione sul piccolo pesciolino anonimo. Inizio a sospettare che tra loro ci sia un legame affettivo. Intorno a noi la barriera corallina popolata di pesci pagliaccio, pesci pappagallo, pesci angelo, pesci farfalla e lei perde la testa per quel cosino?
Thanks to: Ufficio del turismo di Rodrigues Quando torniamo sulla barca, la guardo dubbiosa. Lei mi guarda schifata. “Era un pomacentrus rodriguensis!”. A questo punto temo che la mia espressione assomigli a quella del pesciolino di cui sopra. Un che?
Così scopro che quel pescetto meritava davvero tutta l’attenzione del caso. Si tratta di una specie endemica di Rodrigues, scoperta in queste acque soltanto nove anni fa! Un animaletto nuovo di zecca di cui si ignorava l’esistenza. Il suo scopritore l’ha chiamato “demoiselle de Rodrigues” e gli è stato assegnato temporaneamente un nome latino che deve ancora, però, essere omologato da chi di dovere.
Thanks to: Ufficio del turismo di Rodrigues L’ho trovato emozionante. In questi anni in cui siamo costretti a fare i conti con il progressivo impoverimento della biodiversità scoprire nuove specie mi pare sempre un segno bellissimo.
Sicuramente è un segno di quanto sia ancora inesplorato il mare intorno a Rodrigues. Un amico che lavora per un centro diving della piccola isola mi racconta che almeno ¾ dei fondali non hanno mai visto un subacqueo.
E quindi la leggenda che vuole sepolti nelle profondità al largo della sorellina di Mauritius i tesori di mille pirati… chissà! forse, dopotutto, non è solo una leggenda…

Mauritius Il Tropico dell’Armonia

venerdì 23 maggio 2008

La copertina di questo bellissimo libro fotograficoTutte le volte che vado in libreria a gironzolare in cerca di nuovi romanzi, vengo attratta come una calamita dalla sezione libri fotografici e di viaggio.
Chissà cos’altro è stato pubblicato che non sia ancora stato scritto o fotografato.
E una di queste volte, nel mio girovagare tra scaffali e pagine, mi sono imbattuta in un libro che non avevo ancora sfogliato, dedicato a Mauritius.
Come è stato possibile che un’amante dell’isola come me se lo sia lasciato sfuggire?
Sinceramente non saprei, forse perché vago sempre un po’ distratta da pensieri e ricordi…
Si tratta di “Mauritius Il tropico dell’armonia”, un libro fotografico perfetto per un regalo, magari da fare a se stessi :-) , ma perfetto anche per partire, visto che include una guida tascabile.
La sezione che mi è piaciuta di più è quella dedicata alle case coloniali e alle decorazioni architettoniche. Bellissime entrambe.
Lo so, sono un po’ donna dell’Ottocento, ma tant’è…

I dati del libro:
Mauro Parmesani – Daniel Rey
MAURITIUS Il Tropico dell’Armonia
Idea Books

A passeggio in fondo al mare

mercoledì 14 maggio 2008

Passeggiate in scafandro a Mauritius, thanks to http://www.dosomethingdifferent.com/Una bella passeggiatina sott’acqua a fare dispetti ai pesci colorati. Non serve saper nuotare e nemmeno mettersi in costume da bagno. Come as you are!
Una cintura di pesi in vita per non fare la boa, una specie di casco in cui un tubo immette ossigeno e via a spasso sul fondo sabbioso tra i pesci.
E’ un’esperienza davvero curiosa.
Confesso di essere stata abbastanza riluttante, per essere più precisa “snob” è stato il termine usato dagli amici che hanno fatto di tutto per convincermi a fare questa cosa. E adesso che finalmente l’ho provato, devo ammettere che passeggiare sott’acqua con lo scafandro ha un suo fascino un po’ surreale ma molto piacevole.

E poi, effettivamente, non tutti sanno nuotare e con questo sistema, dagli otto anni in poi, chiunque può provare l’emozione di sentirsi circondato dal blu del mare. Ti cali sott’acqua, respiri normalmente, puoi persino tenerti gli occhiali se ti serve, e i pesci colorati accorrono tutto intorno a te…
Anche se devo confessare che la cosa più divertente è vedere le facce di chi scende con te spiare il mare da dietro quei buffissimi scafandri che sembrano usciti da un racconto di Jules Verne!

Guardate da voi se non è divertente! :-)

Qui potete informarvi e avere un’idea dei costi

Sempre più difficile…

venerdì 28 marzo 2008

Questa volta il video è in olandese, Mauritius en Dolfijnen, girato da LibertyTV, un networkLogo Liberty TV che comprende televisioni e agenzie di viaggi online.

Chi ha la fortuna di conoscere la lingua apprezzerà senz’altro il commento, per tutti gli altri, me compresa, che di olandese conosco a malapena qualche parola, le immagini parlano da sole :-) )

Ourite misère!

domenica 23 marzo 2008

Photo © Fabrice Bettex / MysterraE’ l’alba. La marea si è ritirata e, quasi d’improvviso, decine di figurine dai grandi cappelli di paglia popolano la laguna. Stivali di gomma ai piedi, camminano sulle secche e sui coralli, rischiando di incappare negli aghi dei ricci, nel veleno mortale del pesce pietra o nei morsi delle murene. Hanno in mano una rudimentale fiocina. In alcuni punti l’acqua sfiora appena le caviglie, altre volte raggiunge la vita, incolla addosso gli abiti ePhoto © Fabrice Bettex / Mysterra rende ancora più faticoso quel passare in rassegna ogni centimetro della barriera per individuare la tana del polpo. Del resto, le guardie della pesca controlleranno proprio che i loro abiti siano bagnati prima di registrare la loro giornata lavorativa.
E’ un lavoro duro, questo delle piqueuse d’ourite, le pescatrici di polpi. Faticoso e poco redditizio. Ma, proprio per questo, molto rispettato a Rodrigues.
Photo © Fabrice Bettex / Mysterra Le piqueuse tornano a riva solo alcune ore dopo, stanche. Pesano le loro prede, sempre più piccole e meno numerose, perché ormai La mer inn fatiguée, dicono qui. Il mare è stanco. Tanto che il governo sta cercando di creare opportunità diverse per le pescatrici dell’isola, più compatibili con la salvaguardia dell’ecosistema marino, pesantemente danneggiato dal duro lavoro delle piqueuse.
Raccolte in gruppetti colorati sulla riva dimenticano per un momento la fatica scambiando commenti sulla giornata. Poi vendono il loro “raccolto” agli intermediari e, intascate le poche rupie, tornano a casa.

Qualche esemplare lo tengono per sé. Sui tetti delle case stenderanno, come camiciole, i polpi ad asciugare.

Photo © Fabrice Bettex / Mysterra

Conditi con aglio, zenzero e peperoncino diventeranno un delizioso snack da rivendere ai turisti di passaggio. Aspettando la prossima marea.

Vita da squali

mercoledì 19 marzo 2008

La locandina de Lo Squalo, thanks to: http://www.acquanauta.it/Ma che vita facevano gli squali prima di Steven Spielberg? Di certo, chi è nato dopo il famosissimo film americano, o nei dintorni della sua data di uscita, li associa al terrore puro. Persino chi, come me, il film non l’ha mai visto.
Così quando ho scoperto che l’immersione davvero speciale che Jean Michel aveva in serbo per me – “ormai sei pronta, non avrai difficoltà” – era alla Fosse aux requins ho pensato a uno scherzo di cattivo gusto. Io? Condividere uno spazio di mare con quelle creature dai denti aguzzi e dalle pinne inquietanti che-manco-dario-argento?
Ah no!
Poi, quando siamo arrivati al diving centre, a nord, il mare blu a perdita d’occhio su cui sembravano navigare le tre isole di Coin de Mire, île Plate e île aux Serpents, era uno spettacolo troppo emozionante.
“Ok, salgo con voi ma non mi immergo. No, no, non portare nemmeno il mio equipaggiamento, approfitto solo del passaggio in barca. E’ troppo bello qui”.
Esatto. Le ultime parole famose.
“E va bene, mi immergo, ma faccio solo un giretto e poi me ne torno indietro con Valèrie” (un’altra traumatizzata dal giovane Spielberg, NdA).
Pluff!
Il pesce chirurgo, thanks to: http://www.acquaportal.it Il panorama è indescrivibile: una specie di Colorado sottomarino, con canyon, vallate e speroni rocciosi, popolato da branchi di pesci chirurgo, pesci angelo, pesci scoiattolo e lutjan. Intanto la corrente si è rafforzata e la sensazione di farsi portare da questa specie di vento subacqueo è bellissima.
Il nostro piccolo gruppetto si ritrova in una specie di ansa rocciosa. Nonostante la maschera mi accorgo che Jean Michel ridacchia dietro il respiratore. Ed ecco lì il motivo! Otto carcharhinus wheeleri, otto elasmobranchii di scogliera dalla coda nera, insomma… otto squali!

Un esemplare di carcharhinus nuota indistubato, thanks to: http://picasaweb.google.com/julien.crombe

Li fisso ipnotizzata. Troppo emozionata per essere spaventata. Ma è un attimo, un colpo di coda e uno dopo l’altro, velocissimi, scivolano fuori dalla conca.
Li abbiamo disturbati.
Poveri squali! Si staranno chiedendo cosa devono fare per essere lasciati in pace se nemmeno la pessima pubblicità hollywoodiana è più sufficiente a tenere lontani i curiosi, per quanto palesemente poco coraggiosi come quell’umana dall’aria inebetita…

Due link per voi:
Qui, la pagina dedicata al diving del sito dell’Ente del Turismo, con indirizzi utili

Qui, il .pdf della guida diving Blue Card con le scuole, i centri per l’attrezzatura, gli spot migliori dove immergersi a Mauritius [3.396 kb]