Me ne ricordo perfettamente, era il mio primo viaggio all’isola Mauritius. Stavo facendo una passeggiata nell’interno, con una preparatissima guida indiana. A una sosta, il mio accompagnatore estrasse da una specie di zaino un grosso coltello, tagliò un pezzo di canna da zucchero e mi mostrò come masticare e poi sputare la deliziosa polpa. Avete presente quei meloni invernali, con quella polpa bianca e zuccherina? Ecco, così ma più buona.
E’ difficile immaginare Mauritius senza la canna da zucchero. La sua storia, la sua cultura,
la sua economia, il suo paesaggio, la memoria stessa degli abitanti, tutto è stato plasmato da questa pianta. Dal 1639, quando gli olandesi la portarono sull’isola, la coltivazione della saccharum officinarum, a voler fare i sapienti il nome sarebbe questo, non ha mai conosciuto un calo. Così come la produzione di zucchero.
Che poi, si fa presto a dire zucchero: a Mauritius se ne producono più di quindici varietà diverse, dal bianco al marrone scuro, quasi nero, passando per tutta una tavolozza di bruni dorati. Cambiano anche la granulosità e persino il sapore! E guai a sbagliare zucchero: ce ne
sono di perfetti per il tè e il caffé, altri utilizzati nella preparazione di salse agrodolci o torte e budini o esclusivamente nell’alta pasticceria per la confezione di fantasiose decorazioni. A Port Louis c’è un piccolo negozietto delizioso da cui esco sempre carica di sacchettini di diversi tipi di zucchero… salvo poi dimenticare a cosa serviva ognuno di essi e fare dei gran pasticci!
Ma canna da zucchero vuol dire anche prodotti chimici come l’etanolo (da cui si ricava, tra l’altro, l’acetone), vuol dire sapone e soprattutto vuol dire rum. Il distillato principe di Mauritius. Nonché il mio preferito, tra parentesi.
E soprattutto, la canna da zucchero è un’ottima fonte di energia pulita e rinnovabile. Pensate che grazie a delle speciali centrali termiche ad alta pressione le industrie zuccheriere forniscono il 45% totale dell’energia elettrica dell’isola, metà della quale prodotta a partire dalle bagasse, residuo della lavorazione della canna. E si stanno sperimentando addirittura carburanti per le nostre auto prodotti a partire dalla canna da zucchero. Una biomassa interamente rinnovabile e che addirittura brucia anidride carbonica. Sorprendente!
Il Festival della canna da zucchero, che si terrà a Mauritius per il terzo anno consecutivo, dal 2 al 5 agosto è la migliore occasione per scoprire tutti gli aspetti di questo vero e proprio universo, dalla coltivazione e lavorazione della canna e dello zucchero fino al suo utilizzo in pasticceria, dove artigiani provetti danno vita a delle splendide sculture e a vere e proprie opere d’arte in zucchero soffiato. Ci vediamo lì?