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Archivio della Categoria 'letteratura'

Università, cascate e prati verdi

giovedì 23 luglio 2009

Ho sempre pensato che non ci fosse posto migliore per ospitare l’università di Mauritius. La zona intorno a Moka è una delle più pittoresche dell’interno dell’isola, ricca di ruscelli, cascate, montagne e verdi valli. Moka ospita l’università di Mauritius e il Mahatma Gandhi Istitute. Nei pressi di Moka si trova Le Réduit, antica dimora del Governatore. Il famoso centro di Domain les Pailles si trova a soli 10 minuti da Port Louis ed è una riserva naturale di 1.500 ettari, ai piedi di una catena montuosa. All’interno diversi ristoranti (compreso l’italiano “La Dolce Vita”), una grande Casino, una pizzeria, una piscina, un mini-golf ed un maneggio. Da visitare un bel mulino d’epoca, inserito in una replica fedele di un zuccherificio e di una distilleria di rhum. moka-220E poi, vallate verdissime in cui passeggiare accompagnati dal rumore dei ruscelli alla scoperta di cascate e altri angolini deliziosi. Il posto ideale, insomma, da prendere come scusa. Si prepara un bel pacchetto dei libri per l’esame, una coperta, un cestino da pic nic, il cervello ha bisogno di zuccheri, si sa, matita rossa e blu e via! L’aria aperta fa tanto bene. E il rumore della città disturba la concentrazione. Poi a casa suona il telefono, gli amici sono sempre pronti a distrarti pur sapendo che per il tuo bene dovresti immergerti nei libri. Vatti a fidare! Anche gli orari fissi del pranzo possono essere di disturbo, mica mi interrompo per il pranzo di famiglia proprio adesso che sono così concentrato nello studio che è un peccato che la gravità, la relatività e tutta quella roba lì siano già state scoperte, che se no ci penserei io!
Vi vedo dubbiosi. Quasi come se ci foste passati anche voi… anche se magari non proprio nei dintorni di Moka!

Il cercatore d’oro

martedì 26 maggio 2009

ilcercatoredoroleclezio.jpgIl profumo del mare portato dal vento che passa attraverso i filaos. I campi di alte canne da zucchero come un labirinto in cui giocare all’infinito. I fiumi che ricamano la costa sfociando nel mare. Una grande tempesta che spazza gli alberi e i campi. Una rivolta in uno zuccherificio alla fine dell’ottocento. E poi Rodrigues Rodrigues Rodrigues.
Tutto questo e molto altro ne Il cercatore d’oro, di Leclézio. Il recente premio Nobel, nato a Nizza da una famiglia emigrata a Mauritius nel Settecento, ricalca in questo suggestivo romanzo i passi del nonno. Che, per risollevare le sorti della famiglia caduta in disgrazia, decide di andare alla caccia del tesoro, nascosto da un corsaro misterioso sull’isola di Rodrigues.
Il protagonista, per realizzare il suo folle sogno, abbandona tutto e si immerge completamente nella natura dell’isola. Sono le pagine più belle, in cui Leclézio racconta da par suo, con un occhio di riguardo per il mare e le stelle, l’incanto di una natura ora idilliaca, ora spaventosa, ora incantevole ma sempre potente e emozionante.
Imperdibile se pensate di fare rotta verso quei mari.

Profumo di tè, di fiori e di alba

martedì 27 gennaio 2009

Sonia ha poco più di quarant’anni, fa la scrittrice, ha una sola figlia, avuta da un amore di gioventù che, nel profondo del suo cuore, non ha mai sostituito. Nel giorno delle nozze della sua adorata Anna, Sonia ripensa alla sua vita, alla sua famiglia, al suo antico amore, agli anni belli e difficili da mamma single, al successo professionale. E ricorda l’isola in cui  è nata e da cui partita nel mondo.
Un’isola su cui si vede il mare da ogni punto, e ci sono sempre almeno 25°. Su cui crescono gli alberi del pane ed è bello appoggiare il naso al loro tronco per annusarne il profumo dolce-amaro finché sembra di averlo aspirato tutto. Un’isola in cui, a scuola, davano ai bambini del latte un po’ annacquato e una pera troppo dura all’ora di merenda. Natacha AppanahDa cui Sonia ha portato un tè nero, con scorze d’arancia, un po’ di cannella e appena un sentore di rosa. Da cui ha portato la nostalgia per il sapore zuccheroso della canna che fa cricchiare i denti e  delle notti con migliaia di stelle così vicine che sembra di allungare una mano e toccarle.
E soprattutto il ricordo dei fiori, che crescono spontaneamente, ovunque, e formano ricami contro il cielo. Gli enormi fiori di ibisco, i delicati frangipane, gli incredibili flamboyant, i fiori della guaiava, cangianti alla luce del primo mattino, e quelli dello zafferano, intrecciati gli uni agli altri. Tutti profumati di alba, di sole e di notte.
Nathacha Appanah, ne Le nozze di Anna, dice tutto questo e altro ancora molto ma molto meglio di così.

Bananè

lunedì 12 gennaio 2009

Eccomi eccomi! In una uggiosa serata di pioggia riprendo a scrivere e mi scuso per la mia latitanza: complice una vantaggiosa offerta lastminute e una disfunzione della rete wireless sono stata costretta ad abbandonare il nostro piccolo cyberspazio di condivisione di esperienze, viaggio, emozioni, ricordi… Cercherò di recuperare nei prossimi giorni, alternandomi ancora per un po’ a Sara che ha ancora tanto da raccontare del suo viaggio e del festival Kreol …ma solo per qualche altro post: non voglio che mi spodesti! ;-)
Poi riprenderò il timone e via! Inizieremo insieme il viaggio sulla scia dell’armonia di Mauritius questo nuovo anno!

Un francese profumato di Mauritius

lunedì 1 dicembre 2008

La copertina del libro, thanks to: http://www.decitre.fr/Vado fuori Milano per qualche giorno. Mentre rovisto nella libreria per cercare il libro da mettere in valigia, cade da un bel volume Gallimard un cartoncino con una graziosa fotografia su uno sfondo rosa antico. E’ un cartoncino di una piccola libreria di Parigi, in una piazzetta in zona Mouffetard, che io adoro: L’arbres à lettres.
Ci sono i suggerimenti dei librai, anzi i loro coup de foudre, i colpi di fulmine come li chiamano. Sono tre libri di donne che raccontano di tre diversi destini femminili, libri che hanno un elemento in comune: un francese davvero speciale, che ha i sapori del mondo. Brina Svit scrive a cavallo tra francese e sloveno, Stella Baruk viene dall’Iran, Nathacha Appanah dà al suo francese i colori caldi e i profumi speziati di Mauritius. Ve la consiglio assolutamente.
Quel giorno, a Parigi, leggendo il cartoncino, mi sono ricordata di un’altra giornata, poche settimane prima, di un’altra libreria, su un’isola al largo delle coste africane, e di quello stesso libro, La noce d’Anna, ancora profumato di stampa, nelle mie mani.

Mauritius e Guccini

giovedì 27 novembre 2008

La copertina del libro Strana accoppiata, penserete voi.
E l’ho pensato anche io, in effetti, leggendo l’intervista a Francesco Guccini in occasione dell’uscita di Icaro avvenuta qualche mese fa.
Io lo conosco come cantautore, molto meno come scrittore, ma in questo caso la curiosità si è fatta più forte perché uno dei sette racconti di Icaro, La scimmia, è ambientato a Mauritius.
Naturalmente, una volta scoperto l’intento dell’autore, si capisce che la scelta di Mauritius è solo un pretesto… un posto esotico nell’immaginario condiviso per poter parlare ironicamente degli italiani in vacanza, o meglio, di alcuni italiani in vacanza che vengono gabbati da uno scaltro isolano.
E nella loro tragicomica e grottesca avventura non è difficile riconoscere alcuni comportamenti che, credo, è capitato a tutti di osservare quando siamo in viaggio :)

Sognando Mauritius, due secoli fa

mercoledì 19 novembre 2008

Paul et Virginie, thanks to: http://en.easyart.com/content/E’ il dicembre del 1799. La Gazzetta ufficiale annuncia l’uscita a Firenze di un nuovo periodico femminile al prezzo di un paolo, 2 paoli con legatura più elegante. Il magazine di fine Settecento si chiama “Almanacco del buon gusto” e si fa pubblicità così: “elegantissimo, con poesie, Figurini di Moda, con la traduzione del più bello e grazioso fra i Romanzi di cui va superba la Lingua Francese intitolato “Paolo, Virginia” distribuito in Sei capitoli a cui corrispondono altrettante figure incise in rame allegoriche alle peripezie de’ due Protagonisti”.
Il romanzo ormai lo conoscerete, è “Paul et Virginie”, dell’allora illustre assai Bernardin de Saint Pierre, e l’isola in cui è ambientato pure.
Riuscite a immaginarla anche voi la dama in crinoline che, più di due secoli fa, nel suo salotto fiorentino sfoglia l’Almanacco sospirando sulle avventure dei due giovani innamorati e sognando Mauritius?

Un mare di papaveri

mercoledì 22 ottobre 2008

La copertina del romanzo, thanks  to: http://www.neripozza.it/La goletta si avvicina alla costa. Le vele, sugli alberi alti fino al sole, schioccano al vento. Il veliero ha lasciato l’India da giorni. A bordo non ci sono solo i lavoratori indiani che vengono a rovinarsi la salute sgobbando nelle piantagioni di canna da zucchero di Mauritius, nuovi schiavi dopo l’abolizione della schiavitù, ma inglesi, francesi, marinai dalle nazionalità improbabili. E mille sono le lingue che si sentono: hindi, urdu, inglese, francese e, soprattutto, nei richiami e nelle grida dell’equipaggio, il lascari, la lingua franca dei marinai che solcavano le acque dell’Oceano indiano.
Un ritratto di Amitav Ghosh, thanks to: http://www.maltap.com/anglo/Per tutti la stessa meta, l’ile, in cerca di fortuna. O almeno per non morire di fame.
Amitav Ghosh, nel suo nuovo romanzo, Mare di papaveri, per raccontare la nascita dell’India moderna, parla anche di Mauritius. E di Trinidad, e della Cina… Ci ricorda, con la sua affascinante prosa, che vivevamo in un mondo globale anche prima di essercelo detto. Piantagione di papaveri da oppio, thanks to: http://current.com/Che anche prima che ce lo dicessimo le persone lasciavano la sicurezza delle proprie case per un lavoro purchessia. E la Cina era la potenza economica che riversava sul mondo i suoi prodotti senza consentire in cambio che la merce europea entrasse nei propri porti. Finché Warren Hastings, governatore delle Indie britanniche, trovò un prodotto davvero speciale, che creò, nelle tasche di chi non si faceva grossi scrupoli, fortune enormi. Tanto grandi che, secondo alcuni, permisero addirittura l’industrializzazione del nostro continente. Questo incredibile prodotto, tanto ambito da costringere i cinesi alla capitolazione, era l’oppio.
Un libro prezioso, per scoprire qualcosa di più su Mauritius tra sette e ottocento e, soprattutto, sul mondo nel 2008.

Un bel pezzetto di Nobel!

lunedì 13 ottobre 2008

Jean-Marie Auguste Le Clézio, photo © Aurélie Raynal Toulouse, mai 2005E adesso sull’isola arriva anche un Nobel! Almeno un pezzetto…
Complimenti a Jean-Marie Auguste Le Clézio, fresco di nomina dall’Accademia delle scienze di Stoccolma, dalla doppia nazionalità francese e mauriziana. Un legame con Mauritius che non si riduce alla sola intestazione di un passaporto ma è, al contrario, un vincolo fortissimo, che ha lasciato intense tracce nella sua vita e nella sua opera.
Un legame, peraltro, di vecchissima data: Pierre Le Clézio, trisavolo del nostro, di antica famiglia bretone, arriva a Mauritius già nel Settecento.
I Le Clézio non se ne andranno più, alcuni di loro faranno fortuna, altri torneranno in Francia, ma la famosa maison Eureka appartiene ancora a loro. Tra chi lascia l’isola, i genitori di Jean-Marie, che nasce, infatti, a Nizza, prima di trasferirsi in Nigeria, dove il padre ha nel frattempo trovato lavoro.
Copertina di Diego e Frida, thanks to: unilibro.itJean-Marie resterà per sempre un grande viaggiatore ma Mauritius è per lui la terra dell’infanzia, dei primi, fondamentali, ricordi e del nonno Eugene, su cui tanto ha lavorato e scritto il neo-laureato romanziere.
Io sono arrivata a lui grazie a un’altra mia passione, la pittrice messicana Frida Kahlo, della quale Le Clézio ha firmato una biografia. Poi, scoperte le sue origini, sono passata ai libri più mauriziani, come “Le Chercheur d’or”, “Voyage à Rodrigues” e la deliziosa raccolta di indovinelli “Sirandanes”, con un prezioso glossario creolo. Ve ne volevo parlare da tanto, anzi, a essere onesti… ehm… ero convinta di averlo già fatto, per fortuna che è arrivato il comitato dei diciassette a tirarmi le orecchie.
Per farmi perdonare, ci tornerò su.
Chiudo citando un pezzetto della motivazione che accompagna il conferimento del titolo più prestigioso del mondo, perché è semplicemente troppo bella: autore “di rottura, avventura poetica e dell’estasi sensuale, esploratore di un’umanità che va oltre e nel profondo della civiltà dominante”.
Chapeau!

p.s. Però Philip Roth e Vargas Llosa non ce li dimentichiamo nei prossimi due anni, d’accordo?

In viaggio nella rete

mercoledì 1 ottobre 2008

Villa Celimontana, thanks to: http://www.beatrome.com/Una villa cinquecentesca, le pareti dei saloni coperte di scaffali in legno alti fino al soffitto. Negli scaffali centinaia di migliaia di volumi, in tutte le lingue, provenienti da tutto il mondo. Dalle finestre entra una luce calda, gli alberi del parco creano un morbido filtro ai raggi del sole e aiutano a riposare lo sguardo e la mente.
Villa Celimontana, a Roma, a due passi dal Colosseo. Sede della Società geografica italiana e,  sabato scorso, location perfetta per una mattinata davvero speciale. Ve l’avevo accennato, nell’ambito del Festival della letteratura di viaggio, {{post id=”scambi-e-incroci” text=”Marina” target=”_blank”}}, amica di blog della quale avete già sentito parlare, ha invitato le “sue” donne con la valigia (e anche qualche uomo) a raccontare di come si scrive di viaggi in rete.
Il logo del FestivalLaValen, Helga, Caterina, Anna e le altre hanno parlato di Argentina, Cina, Giappone, India, deserti, mari, moleskine e collegamenti gps. Ma anche di valigie e di fogli excel per tenere sotto controllo le proprie scarpe.
Non ditemi che voi le lasciate così, allo stato brado nella scarpiera! ;-)
Hanno fatto la loro apparizione anche guest star come Syusy Blady, invidiabilissima viaggiatrice per lavoro e per diletto, e l’antropologa e scrittrice Silvia Codecasa (se amate i viaggi, avrete senz’altro letto il suo resoconto del viaggio davvero speciale che l’ha portata, sola soletta, trentacinque anni or sono, fino all’Iran e all’Afghanistan).
Insomma, un vero evento per il mondo delle donne in cammino nella rete e nel mondo.
Peccato non avere potuto esserci.
Se qualcuna è stata più fortuna di me, attendo commenti e altri racconti. ;-)