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Archivio della Categoria 'musica'

Sognare è roba seria!

domenica 5 luglio 2009

L’unico e vero lusso è la cura dei dettagli. Augh!

Gli hotel e resort mauriziani hanno sicuramente una lunga tradizione in questo senso.
christophe-rey_cover_albumL’ultima prova viene da Beachcomber, che ha sponsorizzato uno dei giovani cantautori più noti di Mauritius, Christophe Rey per produrre un intero album musicale che faccia da accompagnamento perfetto alle perfette giornate sull’île.

Christophe ha mescolato rock, pop, jazz, séga e swing, ha shakerato il tutto per benino, aggiunto testi che magnificano il dolce far nulla in riva all’Oceano Indiano… et voilà! Siore e siori, ecco a voi… Dream is a serious thing!
Lo sentite qui. Ma, chiaramente, vi consiglio di ascoltarlo… là…  ;-)

Linzy: respirare il séga

venerdì 6 febbraio 2009

Sorriso luminoso e una risata che riempie la stanza, Linzy Bacbotte, ma solo Linzy per i fan, è una vera star del séga mauriziano. Scoperta a nove anni grazie a un concorso televisivo – si, lo so, non mi piacciono le frasi fatte ma viene un po’ da dirlo che “tutto il mondo è paese”… – non si è più fermata.
Del resto, è difficile immaginarla “ferma”: Linzy è una vera esplosione di energia!
Lavora alla radio la mattina, cinque sere a settimana fa la chanteuse in un cabaret e, appena possibile, fa la mamma. Ad aumentare tanta vitalità, l’euforia per il recente successo del suo primolinzy_bacbotte.jpg concerto tutta sola sul palco, i preparativi per il prossimo, che si dice sarà pieno di sorprese, al Centro Swami Vivekananda a Les Pailles e l’uscita di un nuovo disco: “Breathe again”, respirare di nuovo.
Se volete capire dove sta andando la musica mauriziana, Linzy è una delle tracce da seguire. E chissà che la cosa non diventi anche più facile in futuro. Il suo sogno, infatti, è un debutto in grande stile a livello internazionale. Un tentativo è stato fatto con la Francia, nel 2002, ma senza successo. Sei anni dopo, anni riempiti da tanto lavoro, una “fuga” in Cina, un matrimonio naufragato, la nascita di una figlia, la giovane mauriziana non ha dubbi sulle ragioni del suo fallimento francese: “non ero io, non mi hanno lasciata fare quello che so”.
L’istinto e la vivacità sono, del resto, le doti principali di questa cantante che non ha mai seguito un corso di canto nella sua vita. E se le si domanda cos’è, allora, lei, cosa sa fare, non ha dubbi: “il séga!”. Direi che le possiamo proprio attribuire la “M” riservata a tutto quello che è proprio Mauritius doc. E credo anche che ci tenga.
Ci ha messo anni, lavoro e fatica per riuscire a tirare fuori quello che è davvero, quindi non glielo dite, come ha fatto un incauto giornalista, che quando canta ricorda Mariah Carey!

Persone speciali

domenica 21 dicembre 2008

Eric Triton e Le Morne sullo sfondoE’ sempre bello incontrare una persona che ti contagia con il suo entusiamo, con il suo sorriso e la sua passione. Poche volte ho avuto la fortuna di incontrare persone così, e Mauritius è stato teatro di uno di questi incontri.
Ho avuto il vero privilegio di fare due chiacchere con Eric Triton, un cantautore e curatore del Festival kreol, la sera del 10 dicembre, sotto il suggestivo scorcio panoramico di Le Morne.
Eric si trovava lì per essere intervistato da una TV mauriziana, e io non ho resistito e l’ho agganciato! Sapeste con quanto amore parla del suo essere creolo, spiega perché canta della libertà, della della fierté del popolo creolo: gli si illuminano gli occhi!
E non cessa di stupirmi anche quando decido di essere polemica e chiedo come sia possibile essere ben disposti e pensare che secoli di avvicendarsi di popoli europei sull’isola portino qualcosa di buono a chi è stato schiavo.
Mi spiega, con quella sua voce calda che tanto mi ricorda Seal (avete presente il compagno di Heidi Klum, che ha scritto e interpretato le canzoni più belle che io conosca??), dicevo… mi spiega che ogni cosa ha il lato cattivo e il lato buono.
Tzé! E invece no, non è come sembra: l’arrivo di olandesi, francesi, inglesi, indiani, africani ha fatto sì che l’isola si arricchisse di culture e che ognuno di loro consentisse di rendere più interessante l’incrocio di culture.
Però… caro Eric, non l’avevo mai vista da questo punto di vista…

Sara

Linguisti e ballerini

mercoledì 10 dicembre 2008

Una sfilata di moda dell’edizione 2007 del festival, thanks to: http://www.festivalkreol.com/Un convegno sulla cultura creola nella diaspora o una sfilata di moda? Una attivissima giornata di immersioni e parasailing o una serata intorno al fuoco, a danzare il séga e ascoltare i racconti dei cantastorie?
Tra i tanti buoni momenti per andare a Mauritius, da un paio di anni a questa parte consiglio volentieri l’inizio di dicembre. Dal 2006, infatti, tra la prima e la seconda settimana del mese si tiene, in varie località dell’isola, il Festival kreol.
Un’ottima occasione, certo, per scoprire l’anima più profonda dell’ile ma soprattutto il luogo in cui cantanti, poeti, intellettuali, artisti e artigiani di tutta l’area di cultura creola si trovano per condividere e intrecciare i propri percorsi. Non tanto un recupero di tradizioni affascinanti ma un po’ polverose quanto piuttosto un vero laboratorio pieno di vita, arte, passione e conoscenza.
Ah, certo, e proprio tanto divertimento! A proposito, il concerto che il 13 dicembre chiuderà la settimana, con tutti i gruppi più popolari della zona, è fissato alle 18. L’ora di chiusura? Il programma dice: “alba”.
E, se le passate edizioni non ingannano, non è un modo di dire.

Note blu targate anche Mauritius

venerdì 14 novembre 2008

Gli IncognitoIo nel mio iPod ho un paio dei loro dischi e, lo giuro, da prima ancora di sapere che il leader, vocalist e chitarrista degli Incognito Jean Paul Maunick, detto “Bluey” , è un inglese originario di Mauritius.
Stasera il Blue Note, a Milano, li ospita per la seconda serata, ieri sera tutto esaurito!
Se passate da via Borsieri fate un salto, io ci sarò! ;-)

Dal sito del Blue Note:
Quasi un ventennio di attività durante il quale gli Incognito hanno mantenuto fede alla loro idea musicale, ovvero quella di un sound non solo da ballare ma anche da ascoltare, che potesse conciliare la raffinatezza del jazz con il calore e la sensualità sonora del soul-funk. Musica coinvolgente, arrangiamenti ineccepibili ricchi di fiati e percussioni e un groove irresistibile sempre più orientato al contemporany R&B.

E qui, uno dei pezzi che amo di più!

[p.s. avrei volentieri embeddato il video, ma su YouTube la casa discografica non lo consente]

L’armonia dalle differenze

martedì 15 aprile 2008

Thanks to: dj Ravin websiteEssere trasportati, come per magia, in uno spazio sospeso, pieno di luce, dove il corpo e la mente si rilassano, si lasciano andare e assorbono soltanto percezioni piacevoli. Solo la musica, e il mare, mi danno questa sensazione.
Ma non tutta la musica. Solo quella che davvero ha un’anima. Perché sul fatto che la musica possa avere un’anima siamo tutti d’accordo, no? Se qualcuno ha dei dubbi, non ha mai avuto la fortuna di ascoltare dal vivo un set di dj Ravin, quello del Buddha bar, per capirci.

Ravin ha un gusto e una sensibilità del tutto speciali, una capacità unica di unire, nella musica che crea, spiritualità e sensualità. Un’abilità straordinaria nel fondere musiche provenienti da ogni parte del mondo come se fossero nate per congiungersi. Possiede il segreto di una magia grazie alla quale immerge i suoi suoni nei ritmi dell’acqua.
L’armonia dalle differenze e la musica dell’Oceano. Non poteva che essere nato a Mauritius!

Thallie e gli UB40

giovedì 27 marzo 2008

Un bel ritratto di Thallie, thanks to: http://thallie.vox.com/La musica, lo sapete, è una mia passione e a Mauritius la musica è nell’aria e nel cuore della gente. Ho scoperto da poco, nelle mie incursioni sul web, una giovanissima cantante mauriziana, Nathalie Seenyen aka Thallie.

Su MySpace e su KotZot ci sono le sue schede e le sue recentissime produzioni.
Io, per il mio blog, ho scelto una cover di un pezzo magnifico degli UB40, Red red wine, arricchito dalla bella voce di Thallie e dai paesaggi dell’Ile.

Buon ascolto!

Otto minuti e diciassette secondi

mercoledì 12 marzo 2008

Li avete?
Se la risposta è sì, utilizzateli bene e date un’occhiata a questo video.
L’incipit recita: Mauritius
More than a holiday… A personal discovery
Buona visione :-)

No Rodrigues, no party!

lunedì 11 febbraio 2008

La pesca a Rodrigues, thanks to: http://www.mysterra.org/Si fa in fretta a farsi viziare. Così, da quando considero Mauritius un pochino casa mia, quando riesco a starci per dei periodi abbastanza lunghi ogni tanto mi sento proprio di passare un week-end lungo “fuori”. E allora… Rodrigues!

Mi ricordo perfettamente la prima volta che ci sono stata. Un amico di Port Louis, la cui famiglia per parte materna è di lì, ci tornava per il matrimonio di una cugina. Qualcuno mi ha vista mai rifiutare di fare le valigie e partire? Non sia mai detto! ;-)
E siccome la fortuna aiuta gli audaci, quella volta atterrai giusto il primo giorno di marzo, giornata gloriosa in cui l’intera isola festeggia la riapertura della pesca. Un’attività che è davvero nella storia e, vorrei quasi dire, nel sangue degli isolani, rimasti tra i pochi pescatori dell’intero pianeta a pescare ancora con le barche a vela.
La pesca a Rodrigues, thanks to: http://www.mysterra.org/ Il rientro dei pescherecci dal largo è sempre emozionante. Bellissimo vedere le reti argentate stese ad asciugare mentre, in riva al mare, si allestiscono enormi griglie da cui in breve tempo sale l’aroma profumato di mare e di legno bruciato. I pescatori e le loro famiglie, gli anziani e i giovani dei villaggi, i bambini… è la festa di tutti. Risa, grida allegre, canti tradizionali e il ritmo trascinante del Segà rodriguennes, una contaminazione difficilmente immaginabile di musica africana e celtica. Si si, avete letto bene, africana eLa pesca a Rodrigues, thanks to: http://www.mysterra.org/ celtica.
Non la farò lunga, anche perché, come per ogni festa che si rispetti, da un certo punto in poi i miei ricordi si fanno meno precisi, ma, dovessi stilare una top ten delle dieci feste migliori della mia vita, la mia prima festa della pesca a Rodrigues ci starebbe di diritto. E sarebbe anche in ottima posizione.

Vengo anch’io! Perché no?

venerdì 21 dicembre 2007

Un momento del festival creolo, thanks to: http://www.festivalkreol.comIn una bella giornata di sole, la lunga striscia di sabbia bianca di Grand Gaube si popola di mauriziani festanti. Beach volley, gare a chi si arrampica più velocemente in cima a una palma di altezza vertiginosa, gare sportive e giochi sulla spiaggia e in mare, e per finire un grande concerto. Dai 2 ai 92 anni, c’erano proprio tutti a divertirsi e guardarsi intorno. Festa popolare doveva essere e davvero festa popolare è stata, alla grande.

Un momento del festival creolo, thanks to: http://www.festivalkreol.comLa sera dopo, tra le antiche pietre piene di storie della citadelle di Port Louis, bellezze creole sfilano indossando originali capi disegnati da stilisti mauriziani. In sottofondo, musica rigorosamente dal vivo. Sabato, invece, la serata è dedicata alla poesia.
Notissimi poeti mauriziani, e non solo, danno una voce, e un emozionante accento, alla ricchezza piena di vita della lingua creola.
Domenica, jazz sotto le stelle. Dopo un’introduzione di alcuni noti jazzisti dell’isola, tocca a Jacques Schwarz Bart coprire con la talentuosa musica del suo gwoka-project lo sciabordio delle onde che si infrangono contro la fortezza.
Lunedì sera ci si rilassa. Un falò sulla spiaggia del villaggio di Morne e, a occhi chiusi, sispettatori, thanks to: http://www.festivalkreol.com resta seduti sulla sabbia, incantati, ad ascoltare i cantastorie di Mauritius e delle Seychelles raccontare favole senza tempo.
Giusto il tempo di riprendere le energie per la seratona finale: gruppi delle Antille, diUn momento del festival creolo, thanks to: http://www.festivalkreol.com Réunion, Rodriguez, Mauritius e delle Seychelles suonano tutta la notte all’aperto nel bellissimo Domaine Les Pailles. All’alba ci sono ancora centomila persone a cantare e ballare aspettando il sorgere del sole.

Ecco, a Mauritius dicembre è iniziato così, col Festival International Kreol.
thanks to: http://www.festivalkreol.com E io a Milano, disposta a cedere un rene per un parcheggio in seconda fila nel consueto delirio delle spese di Natale!