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Archivio della Categoria 'religione'

United colours of Mauritius

venerdì 12 febbraio 2010

Eh, lo so: XL800254rubo il pay-off a una nota casa di abbigliamento ma davvero non mi viene in mente altro guardando i colori di questo tempio hindu che ho immortalato un giorno che ero in giro per Mauritius. E voglio contagiarvi con questa ventata di allegria in queste giornate nevose e tristi, per combattere il freddo e il grigiume che popola le nostre citta’ con i colori di un mio scatto :-)

Chiese e palme

mercoledì 9 settembre 2009

Il campanile in pietra, le finestre ad arco, le lastre traforate a decorare la cima… Un’antica chiesina in un villaggio francese?
Vi do due altri indizi: tetto in lamiera e fianchi ombreggiati dalle palme. Un mix inatteso e suggestivo che è un po’ la firma dell’île. E’ la chiesa di Marie-Reine, a Poudre d’or, fondata nel 1847.poudre d'or surroundings
All’origine, in realtà, la chiesa era stata dedicata a sainte Philomène, che forse non avrà preso tanto bene la sostituzione, anche se tra santi…
Comunque, passeggiare nel giardino curatissimo, utilizzato anche come cimitero, guardare i campi di canna da zucchero poco oltre questa architettura così europea fa un effetto piuttosto curioso. Alcuni turisti si sono lamentati con me perché la chiesa non è ben segnalata. Hanno ragione. Forse. Per me la bellezza di questo villaggio nel nord dell’isola è proprio l’aria autentica che è riuscito a conservare.
Quindi… ssssh, passeggiate un po’ con gli occhi aperti, e attenti alle sorprese!

Dedicato a Lakshmi

sabato 2 maggio 2009

Oggi vi delizio con uno fra i miei scatti preferiti, a corredo del quale non mi servono parole.

L’ho vista, Lakshmi, in un tempietto sulla strada che da Blue Bay porta a Chamarel e mi ha subito attratta. Bella, perfetta, ammaliante nella sua semplicità. Non trovate anche voi che sia davvero stupenda?

lakshmi.JPG

Invito alla meditazione

giovedì 2 aprile 2009

Oggi il tempo concilia la meditazione… a Mauritius se c’è una giornata così faccio un salto al Ganga Talao, il Grand Bassin. Un luogo suggestivo e mistico, raccolto e intimo, dove il tempo sembra fermarsi.

100_3171.JPG

Ve ne ho parlato tante volte: non viene voglia di venire qui anche a voi?

Una reporter davvero speciale all’ile

mercoledì 17 dicembre 2008

Ci sono riuscita. Con metodi subdoli e pazienza [ma nemmeno tanta eh!], tanto ho fatto e tanto ho detto che Sara, secondo me pur di non sentire più le mie storie, si è organizzata ed è partita per Mauritius in occasione del bellissimo festival creolo che si è concluso da pochi giorni. E allora cedo la *penna* a lei e alle sue storie sull’ile a dicembre, sul festival e su molto, molto altro. Buona lettura :)

L’albero di Natale sul Caudan Waterfront, Port LouisNatale. Neve. Regali. Albero. Babbo Natale. Slitta. Mare. Caldo. Sole cocente.
Come dite? Queste ultime immagini non coincidono esattamente con il vostro immaginario dicembrino?
Ebbene, da quest’anno per me invece si! Si perchè sono appena tornata da un viaggio straordinario, nel senso etimologico del termine.
Ho visto Mauritius, l’isola di Disik – che mi predica da n. anni di andare, scoprire, assaggiare la “sua” isola sotto Natale.
E aveva ragione. In questa stagione i colori e i profumi dell’isola esplodono, inizia l’estate australe e si sente. E colpisce – almeno noi europei – come si avvicini il Natale e si cerchino regali, si addobbino abeti, si festeggi con piatti prelibati indipendentemente dalla religione che si professa e dai 35 gradi che ci sono sull’isola di Mauritius!
Prendete questo scatto che ho fatto sul Caudan Waterfront a Port Louis: avessi potuto inserirvi anche il caldo che faceva quel giorno! E i festoni sulle spiagge… fanno un certo effetto! Ma la cosa che più ci ha colpito, me e i miei amici, è stata la voglia di celebrare una festa cristiana anche da parte di hindu, tamil, creoli, cinesi: a Mauritius si festeggia insieme, all’insegna dell’armonia che regna fara le varie razze ed etnie!
Perciò questo Natale ho deciso: sulla mia tavola si farà festa con la rougaille!! ;-)

Sara

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venerdì 7 marzo 2008

Scriverò qualcosa di questo piccolo viaggio concluso da poco, ma intanto una foto.

Istanbul, thanks to: la mia compagna di viaggio!

Dei birichini e salvatori del mondo

martedì 22 gennaio 2008

Raffigurazione di Shiva, thanks to: http://www.bbc.co.ukDèi minori e demoni, si sa, sono irrequieti per natura. Una ne pensano e cento ne fanno. Così, un giorno, tanto tanto tempo fa, cosa facciamo cosa non facciamo, decisero di battere per bene le acque dell’Oceano per cercare di estrarne l’elisir dell’immortalità. E dagli torto…
Comunque, ogni volta che qualche piccoletto cerca di innalzarsi a livelli troppo alti per la sua natura caduca, succedono sempre dei grossi pasticci. Immagino vi ricordiate la storiaccia di quella mela. E così, invece che la miracolosa essenza, dalle acque dell’Oceano sorse un veleno mortale, che riduceva in cenere tutto quello che trovava sul proprio cammino.
I devas, queste divinità impegnate nel campionato cosmico di serie B, si risolsero a chiedere aiuto al più grande di tutti: Shiva. Ottima scelta. Per salvare l’umanità della distruzione, Shiva ingoiò tutto il veleno. Riuscì a restare in vita, con la piccola, e graziosa, conseguenza di diventare blu. I devas intanto, cercando probabilmente di farsi perdonare ilUn momento della festa, thanks to: http://mauritius.voyaz.com guaio, gli versavano acqua fresca sul corpo per alleviarne le sofferenze.
Per gli hindu, ricordare il grandioso gesto di Shiva, che evitò al mondo una prematura scomparsa, è una cerimonia importantissima, forse la principale del loro calendario. E indovinate un po’ dove si svolge il più grande pellegrinaggio in onore di Shiva al di fuori dell’India? Troppo facile, lo so.
Nei tre giorni di festa tra febbraio e marzo, che culminano in una notte senza luna, il Grand Bassin al centro dell’isola diventa il fulcro brulicante della spiritualità hindu mauriziana. Un momento della festa, photo © 2005 Zach Sisisky, http://www.pluralism.orgGuardandolo dall’alto si vedono le sue coste fiorite di bianco, con qualche sari rosso o giallo qua e là. Uomini, donne, bambini, tutti portano abiti candidi per omaggiare Shiva. Poco alla volta, poi, sul lago iniziano a galleggiare foglie e fiori, mentre i bastoncini di incenso profumano l’aria. Su alcune foglie di banano vengono anche accese delle luci che tremolano in mezzo all’acqua.
Guardando più da vicino, si vedono uomini e donne raccogliere con gesti misurati l’acqua del lago in piccoli recipienti di metallo, per poi versarla nuovamente nel bacino, in memoriaun kanwar, photo © 2005 Zach Sisisky, http://www.pluralism.org del gesto dei devas. Alla fine, le ampolle piene di acqua sacra verranno sistemate sui kanwar, coloratissimi tempietti di bambù decorati con fiori, specchietti e statue di cartapesta. Dopo la chiusura delle cerimonie, fedeli in t-shirt e pantaloncini rigorosamente bianchi, concessi uno zainetto blu o uno Shiva multicolore sulla maglietta, si caricheranno i kanwar in spalla e li porteranno fino al tempio del proprio villaggio, dove l’acqua verrà usata per le abluzioni alla statua della divinità.

Turisti e viaggiatori

lunedì 10 dicembre 2007

Mio malgrado sono una persona facilmente impressionabile.
Tanto per dire, non ho mai visto nemmeno una puntata di quei telefilm in cui ci sono ospedali, medici, camici insanguinati, per quanto gaudenti, e quant’altro. Così, quando un amico mauriziano mi ha invitata ad assistere ai grandi festeggiamenti per il Thai Pousam Kavadi, una delle più popolari e importanti feste della comunità hindu, ci ho pensato su parecchio.

Cavadee, thanks to: http://www.mysterra.org/Uno dei momenti clou della cerimonia prevede, infatti, che i fedeli si facciano trapassare la pelle di varie parti del corpo, e alcuni anche la lingua, da grandi spilloni a forma di lancia, a ricordare l’inseparabile arma del dio Mourouga, in onore del quale la festa si svolge.
Alla fine, però, la curiosità ha sempre la meglio, così ho accettato.
Si tratta di una festa di enorme importanza sull’isola, celebrata in modo ancora più grandioso e con partecipazione più sentita di quanto non avvenga nella stessa India.

I preparativi iniziano dieci giorni prima del giorno stabilito, fissato di anno in anno ma sempre tra gennaio e febbraio, i fedeli digiunano e pregano per purificare il proprio spirito. Cavadee, thanks to: http://www.mysterra.org/Ogni giorno si recano al tempio per portare offerte alla divinità: noci di cocco, frutta, legno di canfora, bastoncini di sandalo, acqua profumata o colorata con zafferano, olio e cenere sacra.
Lavano le statue con acqua e latte, le vestono e coprono di gioielli. Il tutto è compiuto nel più profondo silenzio; solo alla fine, i fedeli intonano gli inni sacri, punteggiati dalle grida di Arohara, sia gloria a dio!
La notte prima della festa assisto alla preparazione del kavadi di un cugino di Arumugam. Una struttura di legno e bambù, abilmente decorata con foglie verdi e fiori di ogni colore.Cavadee, thanks to: andrebalza, http://flickr.com/photos/andrebalza/ All’alba del decimo giorno, dopo le abluzioni di purificazione al fiume, cinti i fianchi di una stoffa del colore dello zafferano e con la fronte, le spalle, i polsi e il petto segnati dalla cenere sacra, il cugino del mio amico e gli altri fedeli partono in processione.
Gli aghi infilzati nella loro pelle formano dei motivi elaborati. Il tempo sembra immobile; i passi dei libri sacri letti ad alta voce, le grida di gloria e penitenza, anche il caldo Parure d’aiguilles, thanks to: Caroline Hocquard http://www.flickr.com/photos/hocquard/torrido aiutano a creare un’atmosfera sospesa. Come straniera non posso partecipare alla processione ma anche solo assistere al passaggio delle centinaia di kavadi sulle spalle dei fedeli assorti in preghiera è impressionante.

Mi riunisco a Arumugam e alla sua famiglia alla fine della processione, nel cortile del tempio, dove viene distribuito a tutti un semplice pasto vegetariano, prima della grande cerimonia con cui si chiede a Mourouga di spandere la propria benedizione sul mondo intero e sugli abitanti di Mauritius.
Cavadee, thanks to: http://www.mysterra.org/ Tornando verso casa, parenti e amici aiutano il cugino di Arumugam a portare il suo kavadi e, insieme agli altri fedeli, inscenano una sorta di danza in cui queste specie di tempietti di foglie e fiori vengono fatti ondeggiare per esprimere la gioia e il trionfo sulle proprie paure e sui propri desideri.

Adesso, non vorrei chiudere con la morale, come le favole di una volta, però… prendermi il tempo per seguire tutte le fasi del rito, per cercare di capire, e di “sentire”, ha fatto si che spilloni e scene splatter assumessero un rilievo e un significato diverso. Mi ha aiutato a rompere qualche barriera mentale e culturale, forse. Insomma, avevano decisamente ragione Arumugam e la mia curiosità!

*a very special thanks goes to Caroline Hocquard and Andrea Balzarini, from Flickr community, for their beautiful pictures and for the possibility to publish them on my blog

La luce che mi carezza gli occhi

lunedì 19 novembre 2007

La notte è appena scesa eppure il buio è profondo.
Solo una notte senza luna in un’isola in mezzo all’Oceano può essere così buia. Persino il vento trattiene il suo soffio come in attesa di qualcosa.
Illustrazione delle diyas, thanks to: http://www.bbc.co.uk/E d’improvviso… ecco… dall’altra parte della strada, una piccola lucina brillante. E un’altra immediatamente le si accende accanto. E poi un’altra ancora. In pochi minuti, ovunque mi volti, brillano centinaia di lucine dorate. Nei giardinetti delle case, che i mauriziani tanto amano, sulle verande, alle finestre, lungo i marciapiedi, persino sui tetti.

La preparazione della festa, thanks to: http://news.bbc.co.ukI bambini ridono, un po’ impacciati nei loro abiti nuovi e divertiti dalla polvere vermiglia che le madri hanno posato sulle loro fronti. Anche l’isola stasera sembra vestita di uno scintillante abito nuovo.

La cupa notte del mese di kartika è stata scacciata da migliaia di lucine brillanti, poi arriveranno anche i fuochi d’artificio a colmare il cielo di luci e colori. E’ bellissimo.
Anch’io ho messo delle piccole diyas, graziose lampade a olio di terracotta, davanti alla mia porta ed esco per accenderle. Vaish e suo marito Koumaran mi vengono incontro con in mano un pacchetto di piccanti squisitezze indiane. Vaish sta lavorando da giorni per questa Illustrazione delle diyas, thanks to: http://www.bbc.co.uk/occasione, cucinare per parenti e amici, pulire la casa in modo impeccabile, riempire d’olio e disporre le diyas, decorare l’ingresso di casa con un motivo disegnato con polveri multicolori.

E’ Divali, la festa hindu delle luci. Tutto deve essere pronto perché la bella e ricca dea Una delle rappresentazioni della dea, thanks to: http://indan.150m.com/Gods_Of_IndiaLakshmi, sorta dall’oceano di latte, trovi la strada che stasera la riporterà, per una notte, sulla terra. Volando sulle ali del Cigno celeste, entrerà solo nelle case impeccabilmente pulite, per lasciare in dono gioia e benessere.
La mia stanza, a essere sinceri, proprio proprio impeccabilmente pulita non è, ma le lucine per indicare la strada a Lakshmi le ho messe lo stesso. Speriamo che chiuda un occhio ;-)

Ah, il titolo del post è un verso del grande Tagore.