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Archivio della Categoria 'shopping'

Souvenir

sabato 9 gennaio 2010

So che ognuno di noi ama portare a casa souvenir diversi e disparati: chi ama il vestiario, chi voule portar via con sè qualcosa di squisitamente culinario, chi raccoglie la sabbia o si porta via un sasso, chi semplici cartoline, chi tappeti e ogni genere di componenti di arredo..  Personalmente, io amo i dipinti: i colori caldi sono i miei preferiti, lo sapete!

MAURITIUS 2

E in questa grigia, fredda mattinata milanese mi tiro un po’ su  il morale con questa tela, di cui ho acquistato una stampa durante uno dei primi viaggi a Mauritius: la pittrice è Françoise Nozaic.
Non trovate anche voi che sia magnifica?

Un boccale di birra… da mangiare!

venerdì 18 dicembre 2009

Una bella casa coloniale in centro a Port Louis, tutta bianca. Intorno, nel grazioso giardino, alcuni tavoli in legno tra alberi centenari. Sembrerebbe un posto davvero piacevole dove rilassarsi per qualche ora. Ma quanto speciale sia questa villetta bianca nei pressi dell’ambasciata francese lo rivela il suo interno.
Nell’accogliente sala d’ingresso, le pareti sono interamente rivestite di scaffali e gli scaffali sono letteralmente stipati di bottiglie di birra! Bionda, rossa, scura, alla cioccolata, alla ciliegia, al cocco… Con etichette colorate che recitano: Belgio (il paese che produce la birra migliore, giurano Gaël e Oscar), Germania, Gran Bretagna, Olanda, Giappone, Italia, Messico, Irlanda, America, Australia e, naturalmente, Mauritius. lambic2
Questo posticino speciale è il Lambic, il locale di cui da qualche mese parla tutta l’île. Raffinatissimo negozio che vi propone più di 140 etichette di birre provenienti da tutto il mondo, ristorante con un originale menù ispirato alla bevanda che qui regna sovrana e lounge bar per rilassarsi con sottofondo di morbido jazz. Potete gustarvi anche deliziosi e rinfrescanti succhi di frutta fresca ma vi consiglio di approfittare della loro illimitata sapienza nel settore e farvi consigliare la spumeggiante e profumata bevanda che più incontra il vostro gusto, o l’umore della serata.
Un consiglio ve lo do anche io: don’t drink & drive ;-)

Lunedì, giorno di mercato…

lunedì 27 aprile 2009

A voi non capita di fare un giro per il mercato al lunedì?
A me si, giro per i banchi di frutta, gironzolo fra le bancarelle di borse, artigianato, spezie, ninnoli, vaniglia, vestiti e sari colorati, profumate essenze e cibi esotici… ma si, parlo del mercato di Port Louis, mica di quello di Senigallia! colori_di_paglia_port_louis.JPG
Cosa pensavate, che fossi a Milano, come sempre? E invece no… e vi regalo uno scatto dalla mia meravigliosa isola, bella piu’ che mai in lungo questo ponte che mi sono regalata fra il 25 aprile e il 1° maggio! :-)

Il rhum delle terre colorate

giovedì 12 marzo 2009

La strada si snoda fra piantagioni di ananas e altri frutti tropicali e campi di canna da zucchero. Siamo sull’altopiano di Chamarel, a poca distanza dalle famose terre colorate. La striscia d’asfalto finisce davanti a un complesso di edifici curioso e suggestivo, una specie di fabbrica da cartone animato. Si tratta, in effetti, di un laboratorio industriale ma curato in ogni dettaglio, materiali, colori, proporzioni, dall’architetto mauriziano Maurice Giraud per essere accogliente, piacevole, a misura d’uomo.
E’ una delle migliori distillerie dell’isola, la “Rhumerie de Chamarel”. Un’idea originale nata con l’intenzione di coniugare attenzione al gusto e all’ambiente, produzione del rhum e turismo. Qui è possibile assaggiare, e acquistare, un rhum particolare, molto diffuso nelle Antille francesi: il cosiddetto rhum “agricolo”, prodotto direttamente dal succo della canna da zucchero e non dalla melassa.
Se per caso tra i vostri difetti rientra uno scarso apprezzamento per questo profumato liquore, potete sempre venirci per il bel negozio o per il ristorante, “L’alchimista”, che propone piatti elaborati a partire da materie prime locali che più locali non si può. Del resto, anche la canna da zucchero con cui viene prodotto il rhum ci mette meno di quattro ore ad arrivare dai campi al laboratorio! 100_2793.JPG

Bello ed ecologico

mercoledì 4 marzo 2009

La prima impressione è quella del fortissimo calore. E come di uno scintillio diffuso nella stanza. Poi gli occhi restano incantati a guardare gli uomini in maglietta bianca e tutto passa in secondo piano.
Saranno pure cinquemila anni che l’uomo lavora il vetro, a me continua a sembrare una magia!Mauritius Glass Gallery - creazione in esposizione
Ammirare questi artigiani che, con delle specie di lunghissime cannucce, soffiano bolle di vetro e, con l’abilità e la destrezza di chi ha ripetuto lo stesso gesto fino a farlo diventare parte di sé, ne estraggono le forme più varie, è emozionante. A qualsiasi latitudine. Pensare che ogni singolo pezzo è unico e irripetibile, perfetto, trasparente, delicato, pieno di grazia e personalità.
La Mauritius Glass Gallery, all’entrata della città di Phoenix, ha anche, come considerevole valore aggiunto, la grande attenzione al sociale e all’ambiente. All’ingresso sono esposti i calchi in vetro delle mani dei visitatori famosi; oltre ad attrarre i turisti, vengono venduti all’asta, in particolari occasioni, e il ricavato è devoluto in beneficenza.
Per quanto riguarda l’ecologia, invece, qui è tutto riciclato o quasi. Il vetro, in primis, che deriva da bottiglie già utilizzate, e persino l’olio che brucia nei forni (che raggiungono i 1200° C!) che viene recuperato da diversi hotel dell’isola. Buono, bello, unico. Il massimo per un souvenir!

Il fiore del sale

mercoledì 25 febbraio 2009

Guardando nel mio piatto in questo momento, i più sprovveduti tra voi potrebbero vedere un’insalata. Piccoli, cari ingenui…
Si tratta di un piatto davvero speciale, con un tocco à la Fontanesi! Insalata è insalata, a voler proprio vedere, in effetti… Ma, come sanno bene i veri chef, sono proprio quelli che a un profano potrebbero apparire dettagli trascurabili a fare la differenza. E nella mia ciotola ho lasciato cadere dei grani di “fiore di sale”.  fleur_de_sel.jpg
Come mi ha spiegato Stefano, che mi ha regalato una preziosa boccetta di questo specialissimo sale, si tratta della crosticina più superficiale che si forma nelle saline, all’evaporare dei primi strati della turchese acqua mauriziana. E’ la parte più delicata e profumata del sale, raccolta a mano, con degli speciali cucchiai, per preservarne al meglio tutte le caratteristiche.
Se devo dirvi tutta la verità, quando Stefano me ne ha decantato le qualità mi sono sentita un po’ inadeguata… e se poi lo assaggio e a me pare normale sale da cucina? E se le mie papille non sono all’altezza?
Impossibile! Impossibile non sentire la differenza. Una fragranza delicata ma piena di personalità, capace di esaltare il sapore del cibo senza essere troppo invadente… Inutile dirvi che ve lo consiglio assolutamente come souvenir, se andate sull’ile, anche perché le saline mauriziane si stanno purtroppo riducendo sempre di più e questo prezioso sale diventa sempre più raro.
A proposito dell’ormai mitico Fontanesi, invece, quando l’ho di recente rivisto in Bit, oltre a introdurmi nel magico mondo del fiore di sale, mi ha, con il consueto garbo, tirato le orecchie per non avervi mai spiegato il perché e il per come del mio soprannome e ha avuto una splendida idea per questo blog. Ma non vi anticipo troppo, andiamo con ordine…

Breakfast at Poncini’s

lunedì 9 giugno 2008

Mr. Poncini, I suppose.
La catena di gioiellerie più famose di Mauritius porta il suo nome.
In particolare lo strepitoso negozio nella casa coloniale di place du theatre, a Port Louis. Un posto che vi consiglio di vedere assolutamente, anche solo per farvi luccicare gli occhi.
Alla Audrey Hepburn per capirsi.

La boutique a Place du Théatre, thanks to http://www.poncini.com/ Lui si definisce poeta.
Io mi rendo conto che “gioielliere”, “orologiaio”, “storico dell’economia” sono tutti termini che gli stanno stretti ma, avendo una visione meno romantica dell’attività imprenditoriale, credo di fargli un complimento se lo definisco un imprenditore illuminato. Nonché sognatore nel senso migliore del termine, cioè di uno che i suoi sogni li realizza.
E Josè Poncini, di origini svizzere ma mauriziano a tutti gli effetti, di sogni ne ha realizzati parecchi.

Logo Poncini, thanks to: http://www.poncini.com/ E’ stato il primo a Mauritius a credere che fosse possibile, anzi necessario, rovesciare la logica coloniale in cui l’isola era ancora intrappolata negli anni cinquanta. Logica secondo cui alle colonie tocca la produzione di materie prime (per l’île, in particolare, si trattava dello zucchero) e alla “madrepatria” tocca lavorarle e commercializzarle. E quindi arricchircisi.
Con caparbietà ha impiantato una fiorente attività industriale, la Micro jewels, in cui ha fatto lavorare esclusivamente manodopera locale, appositamente e accuratamente formata, ha scommesso sull’innovazione, ha ideato e contribuito a creare la Una delle creazioni di Poncini, thanks to: http://www.poncini.comzona franca di Mauritius. Poi è venuto tutto il resto, console onorario svizzero sull’isola, presidente del National Productivity & Competitiveness Council, direttore del Board of National Investement Trust, membro del comitato direttivo della State bank of Mauritius e chi più ne ha più ne metta…
Secondo me, un aneddoto vale l’uomo.
Quando decide di costruire uno stabilimento per la Micro jewels si reca a chiedere un prestito ad Alan Bates, all’epoca direttore della Banque de Développement, una specie di banchiere all’ennesima potenza insomma. Bates lo ascolta esporre il suo progetto. Si tratta di una novità assoluta per Mauritius, un vero esperimento per cui non esistono paragoni, studi pregressi, cifre da sciorinare, statistiche… un sogno, insomma. Roba che, a occhio e croce, non fa impazzire i banchieri.
Bates lo ascolta in silenzio e poi lo fissa per un tempo interminabile. Alla fine, chiede: “Insomma, lei mi sta chiedendo di firmarle un assegno sulla fiducia?”. Poncini sostiene lo sguardo. E il banchiere prosegue: “E io glielo firmo”.
Ora, concorderete con me, non sarà un poeta, ma farsi staccare un assegno da un banchiere sulla parola è una grande arte anche quella, no?

Prego, desidera?

martedì 5 febbraio 2008

Sono certa che nessuno di voi si lascerà andare a stereotipi commenti di genere se ammetterò che tra le attività che più mi appassionano c’è lo shopping. E, abitando per la gran parte dell’anno a Milano, vi assicuro che so di cosa sto parlando.
Quando sono a Mauritius, manco a dirlo, mi scateno: tempo libero + prodotti esotici + artigianato locale + outlet di griffe europee e americane = carta di credito I love you! Semplice.

Curepipe, thanks to: http://www.kirikou.com/ Quando il demone del Grande Acquirente si impossessa di me la mèta è, spesso, Curepipe.
Mi piace quell’aria quasi da città universitaria inglese con i due prestigiosi college, il giardino botanico, le chiese dall’aspetto europeo. E mi piacciono i suoi negozi.
Tutti. Senza eccezioni.
Una bellissima confezione di spezie proveniente da Mauritius Dalle spezie al cachemire, dagli oggetti in foglie di pandano ai pareo, dai gioielli al rhum… e quei negozi di antiquariato! Mauritius, mi hanno spiegato, è uno snodo privilegiato tra mercati asiatici e africani. Per di più europei e americani ci producono griffatissimi capi d’abbigliamento.
Come se non bastasse, gli artigiani locali sono famosi in tutto il mondo per i loro modellini in legno di navi, che io adoro. L’ultima volta non sono riuscita a separarmi da uno spettacolare modello del Golden Hind, bello da morire. Vi giuro che io ho cercato in ogni modo di andarmene lasciandolo dov’era ma era proprio impossibile riuscire ad allontanarsene. Deve essere stato un campo magnetico o roba del genere…
;-)

p.s. Non sapete cos’è il Golden Hind? Guardate che Francis Drake si arrabbia!

L’anima profumata dell’ylang ylang

sabato 19 gennaio 2008

fiore dell’ylan ylang, thanks to: http://www.azurs.net/E’ mattina. Dopo un acquazzone, il sole è spuntato più lucente che mai e fa brillare le goccioline d’acqua rimaste impigliate tra le foglie e i fiori. I petali riccioli, di un giallo tenero, dell’ylang ylang sembrano fatti apposta per catturare le gocce di pioggia e splendono come fossero cosparsi di minuscoli, scintillanti diamanti. La fragranza che si spande nell’aria, dolce e leggermente speziata, è talmente intensa che fa quasi girare la testa.
Un posto davvero speciale questo Domaine de l’ylang ylang, una gioia per gli occhi, con i fiori multicolori e le improvvise aperture sul meraviglioso panorama del Vieux Grand Port e delle isolette che le contornano, e per l’olfatto.
Il profumo dell’ylang ylang, il “fiore dei fiori”, si mescola, senza perdere d’intensità, a quelliil fiore dell’ylang ylang, thanks to: http://www.yunphoto.net della canfora, della citronella, del vetiver, del pepe rosa. Nella distilleria della tenuta, l’unica ancora esistente a Mauritius, fiori e bacche vengono lavorati, secondo una tradizione immutata da oltre due secoli, per estrarne odorose essenze e oli, utilizzati per raffinati profumi e unguenti.
Trovo affascinante e quasi diabolico questo lungo e delicato procedimento che strappa l’anima profumata di questi preziosi fiori per intrappolarla in una bottiglietta e conservarla perché tutti noi, apprendisti stregoni, possiamo godere del suo potere inebriante.
Rilassante, afrodisiaco, anti-stress, antidepressivo, stimolante della circolazione… le proprietà dell’essenza di ylang ylang sono molteplici. Svitate il tappo o premete il diffusore e voilà! Il genio della lampada è ai vostri ordini.
Oppure, meglio ancora, venite a passeggiare in questo giardino profumato. Chiudete gli occhi, e respirate profondamente.

Vi dò una dritta… se non potete visitare il Domaine ma siete di passaggio a Port Louis, questo è un indirizzo da sfruttare:

Ylang des Iles Limitée
Caudan Waterfront n. 23 – Port Louis
Tel 00230 210 4244
Fax 00230 240 4299
è un negozietto che vende solo oli essenziali naturali per massaggi, profumare l’ambiente o la biancheria a un OTTIMO prezzo! :-)

Conrad e Port Louis

giovedì 18 ottobre 2007

Conrad visse a Port Louis, che è la seconda tappa del nostro tour letterario dell’isola.

Diciamolo subito, non aspettatevi nulla di stupefacente dalla visita alla capitale di Mauritius. Port Louis è una città piuttosto giovane, come tutte le città amministrative e commerciali dell’Africa.

Waterfront. Photo by Jürg http://www.flickr.com/photos/haldj/Meritevoli di nota sono il Waterfront, promenade vicina al porto che dà la possibilità ai turisti di fare shopping in un ambiente gradevole e colorato.
I giardini della Compagnia delle Indie, un tempo sede del quartier generale della Compagnia, e oggi reso luogo di passeggio in pieno centro, con alberi bellissimi a creare un gioco di ombre assai piacevole a queste latitudini.

Central Market, Photo by Ale de Vries, http://www.flickr.com/photos/sdcoolstuff/ Il Central Market, che mette in mostra in maniera forse un po’ folcloristica i colori dei frutti e dei vegetali locali, ma che consente di fare acquisti a prezzi non eccessivi.
Il Blue Penny Museum, dove si possono trovare vecchie mappe d’epoca e la copia della statua di Paul e Virginie (una lunga storia di cui vi dirò in seguito) realizzata nel 1884 da Prosper d’Epinay, e il Natural History Museum, dove si può vedere la ricostruzione dello scheletro del mitico Dodo, ricostruzione in realtà un po’ sgarrupata.
La Cittadella
, fortezza posta in cima a Port Louis che permette una panoramica globale della città. Questo a voler essere didascalici, in verità, la cosa più interessante che ho visto è stato il mercato locale. Non quello aperto ai turisti, ma quello per gli indigeni che si dipana tra le stradine che circondano il palazzo della Air Mauritius (il grattacielo più alto proprio di fronte al porto, non vi potete sbagliare).

Donna al mercato, by Elena e Massimo - thanks to: http://www.mauritiusonline.it/È qui che mi sono perso, finendo in un dedalo di bancarelle coperte da tende, lungo corridoi simili a budelli strozzati, invaso da odori speziati e fortissimi. Qualcosa di simile a una Casbah, vero e proprio bagno nella real life mauriziana. Visto che parliamo di scrittori, per una momento mi sono sentito dentro le pagine di Paul Bowles, autore de Il tè nel deserto, anche se lì di altra Africa si parlava.

Michele

*a very special thanks goes to Jürg and Ale de Vries, from Flickr community, who kindly let me publish their beautiful pictures for this post :-)