Archivio della categoria ‘spiagge’

Razza faccia di maiale!

8 novembre 2011 | natura, spiagge | Nessun Commento

La barca solleva spruzzi che mi fanno rabbrividire. Il cielo è coperto e fa freschino, mi infilo la muta. La mèta, stamattina, è Trou aux biches. Qui, a 25 metri, si trova il relitto della Stella maru. Una delle immersioni più famose di Mauritius. Oltrepassiamo la barriera corallina e usciamo in mare aperto. Il mare è del blu più profondo.

Aggirarsi nei dintorni del relitto, incrostato di conchiglie, coralli, alghe dai colori più incredibli, è uno spettacolo! Poco importa che sia un motopeschereccio, io mi immagino alla scoperta del famoso tesoro del pirata Sannaikenez.

Finisce, invece, che mi imbatto faccia a faccia, si fa per dire, con un’aquila di mare dal mantello marezzato. Quel muso tozzo (i maligni dicono che assomiglia a un maiale) su quel corpo sinuoso crea un insieme davvero buffo. Da come mi guarda, però, direi che anche lei pensa la stessa cosa di questa creatura con occhi enormi e una specie di proboscide collegata a una protuberanza sulla schiena. E non so proprio darle torto.

Long Beach: Belle Mare a cinque stelle

28 maggio 2011 | accoglienza, spiagge | Nessun Commento

Mauritius continua a investire nella ricezione di qualità. Di recente è stato inaugurato l’ultimo arrivato tra i cinque stelle dell’île: il Long Beach a Belle Mare. Se ne dice un gran bene.

Di sicuro ha stanze luminose dotate di ogni comfort, cinque ristoranti, bar, spa, kids club, centro sportivo e un altro milione o due di cosucce fantastiche. Alcune, a mio avviso, superflue, tipo la tv satellitare coi canali italiani (anche qui!?) e altre davvero indispensabili, come il fantastico massaggio anti jet-lag che si tiene nella splendida SPA e il buffet della prima colazione più assortito e succulento che io abbia mai provato! :-)

I gioielli di Abdool Mamode

1 marzo 2011 | amici, armonia, spiagge | Nessun Commento

Abdool passeggia lungo la spiaggia di Tamarin, raccoglie spine di ricci, viola, verdi, arancio, malva, conchiglie, frammenti di gusci di cocco e ripone tutto con cura in un cesto. Li userà per produrre collane e bracciali di una bellezza naïf  ed emozionante.

Un’infanzia difficile, Abdool cresce solo, senza andare a scuola, imparando a cavarsela sulla strada. Per ricominciare, per provarci un’altra volta, sceglie Tamarin bay. Per tre anni vive all’aria aperta, coi suoi cani, diventando amico degli abitanti del villaggio, che lo portano a pesca con loro. Sulla spiaggia, durante l’alta marea delle notti di plenilunio, raccoglie i tesori portati dal mare e, ispirato dalla sua musa, Marie-Lou, inizia a produrre semplici gioielli per i suoi nuovi amici.

Il resto sembra una favola. Le sue creazioni piacciono, e il passaparola è la migliore pubblicità. Inizia a vendere le sue splendide collane, gira il mondo con Marie-Lou e viene invitato a organizzare delle mostre dei suoi lavori. I suoi gioielli finiscono persino al Carrousel du Louvre.

Abdool Mamode non è certo tipo da montarsi la testa. Incoraggia i suoi amici a copiare le sue creazioni, “li invito solo a essere più creativi, ad esprimere se stessi”. Non si è arricchito, e probabilmente non lo farà mai. “A me basta poco per vivere”, dice con un sorriso.

Nico Kux: un kitesurf per volare sul mare

6 gennaio 2011 | amici, spiagge, sport | Nessun Commento

“Nel mio sangue c’è il sale del mare”. Nico Kux gestisce l’hotel di famiglia a Cap Malhereux ma la sua vera passione sono i brividi che gli regalano le onde del mare. Soprattutto quando sta in equilibrio sul suo kitesurf.

Il primo se l’è costruito da solo, dopo aver visto su una rivista il campione Manu Bertin con l’aria di spassarsela un sacco su quella specie di tavola volante. Mauritius è perfetta per il kite, le lagune sono fantastiche e, d’inverno, i venti sono garantiti. D’estate, meglio lasciare il compito di affrontarli ai più esperti, anche se un angolino adatto ai principianti lo si trova sempre.

L’attrezzatura oggi ha fatto grandi passi avanti, c’è molto più controllo e anche la sicurezza è maggiore. E’ diventato davvero uno sport per tutti. Sarà per quello che Nico sta costruendo il prototipo di un nuovo attrezzo, una via di mezzo tra un kite e un deltaplano col quale sogna di compiere evoluzioni finora riservate solo agli uccelli.

Rodrigues: giorno 5

10 agosto 2010 | armonia, natura, spiagge | Nessun Commento

Ultimo giorno di libertà a Rodrigues. Mi sveglio con una leggera malinconia all’idea di abbandonare questa vita vagabonda, assecondata dai nuvoloni che coprono il cielo. Mi metto subito in cammino, dopo avere rivestito il mio zaino con un poco elegante sacchetto di plastica, che spero protegga i miei pochi averi nel caso la pioggia si decida a cadere.
Dopo Baie aux Anglais inizia uno dei tratti più belli del percorso. La discesa verso Grand Baie riserva dei panorami suggestivi e inattesi, piccole baie dorate, piroghe bloccate in attesa dell’alta marea, minuscole case dai tetti rossi. Attraverso Baladirou e la sua spiaggia bordata di casuarine arrivo a Rivière Banane. Zona di coltivazioni: peperoncini, melanzane, lattuga, pomodori e “pipengaille”, una specie di zucchine che mangio in una squisita fricassea profumata di timo e zenzero nel ristorantino di madame Vivienne.

Dopo il pranzo e una lunga chiacchierata con madame, seguo un sentiero sulla scogliera fino alla spiaggia di Pointe Coton, dove l’unico suono è quello delle onde che si infrangono sulla barriera corallina.  Costeggiando altre spiagge, una più bella dell’altra, chiudo il cerchio nella favolosa St. Françoise. L’ultima notte la passo qui, in una casa creola a due passi dal mare. Rumore e frenesia sono così lontani che mi pare impossibile che domani mi trascineranno di nuovo nel loro vortice.

Rodrigues: giorno 3

2 agosto 2010 | natura, spiagge | Nessun Commento

Sveglia e colazione in riva al mare. La sensazione della giornata che mi aspetta è inebriante. Oggi il programma è più intenso: seguirò la costa sud dell’isola risalendo, poi, per un tratto, fino a Baie Topaze. La bellezza di questo zona è quel che si dice mozzafiato, un’immagine da cartolina dopo l’altra.

Anse Balene, Anse Rafin con le piroghe dei pescatori allineate una accanto all’altra, poi Anse Grand Var e la sua graziosa penisola. Mi fermo al villaggio di La Ferme per uno snack e per trovare una camera per la notte. Lascio lo zaino e con un bagaglio ancora più leggero, e una buona scorta di acqua, parto verso Pointe Mapou. La strada si fa sempre più stretta e l’asfalto lascia il posto alla terra battuta finché anche i sentieri finiscono nel nulla.

Capisco perché la guida definisce questo paesaggio “sontuoso”. La pianura è coperta da una vegetazione bruciata dal sole, un giallo intenso che si spinge fino alla costa, lacerata dal blu altrettanto intenso del mare che pare voler spingersi sempre più dentro la terra. Il piccolo capanno di un pescatore o i filari di polipi stesi a seccare sono l’unica traccia di vita umana. La sensazione di essermi spinta fino alla fine del mondo è forte e mi fa salire agli occhi lacrime d’emozione e di gratitudine per questa natura che sento selvaggia e amica al tempo stesso.

Toyo e il surf

12 luglio 2010 | amici, spiagge, sport | Nessun Commento

Volare sulle onde sentendo gli spruzzi sul viso. Infilarsi a tutta velocità in un ricciolo d’acqua spumeggiante. Saltare e atterrare sulla cresta dell’onda come in una danza. Il surf è davvero un modo fantastico per vivere il mare…Uno dei surfisti mauriziani più famosi è Toyo, all’anagrafe Stellio Bauda.

Come ogni passione che si rispetti, anche la sua è nata per caso. Un turista italiano riparte abbandonando la sua tavola rotta. Un “rifiuto” che fa la felicità di un ragazzino di dodici anni, figlio di un pescatore di Tamarin, che alla scuola preferisce di gran lunga la spiaggia.

E’ un vero colpo di fulmine. Fa un lavoretto dopo l’altro per raggranellare i soldi per una tavola “seria”. “Mi costò tremila rupie, una fortuna!”, racconta. Del surf, ama l’ebbrezza di ballare insieme alle onde del mare e il clima di amicizia e correttezza che si instaura immediatamente tra surfer. Negli ultimi anni, anche l’île è entrata a far parte dei circuiti professionali. Così, Toyo ha iniziato ad allenare ragazzini più giovani ed è entrato nel Quicksilver team.

Sono passati una ventina d’anni dalla scoperta di quella tavola abbandonata. Sono cambiate molte cose, ma Toyo non trascorre mai più di due giorni lontano dalle onde. “Altrimenti mi manca l’aria…” confessa.