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Archivio della Categoria 'storia'

Viaggiare nel tempo e nello spazio, sull’île

lunedì 14 settembre 2009

La storia è troppo carina. L’ho trovata viaggiando in rete sulle tracce dell’île e credo che Jean Yves non se ne avrà a male se ve la racconto. Alcuni anni fa trascorse qualche settimana a Mauritius con la figlia.

Passeggiando nei dintorni di Poudre d’or, verso Cap Malhereux, nel luogo in cui nel 1744 naufragò il famosissimo Saint Géran (si, tutta quella storia di quei due giovinetti pudibondi, Paul e Virginie), trovano frammenti di porcellana bianca e blu con motivi cinesi.
Le ipotesi si moltiplicano: piatti rotti del negozio dietro l’angolo? Resti di un recente naufragio? O addirittura tracce del mitico naufragio ricordato dal monumento qui a Cap Malhereux? St_Geran_Monument-Mauritius

Pochi giorni dopo, in visita al Museo di storia di Mahébourg, nella sala francese scoprono con sorpresa in una teca frammenti di porcellana straordinariamente simili a quelli trovati da loro. La febbre della scoperta sale. Da dove vengono quei cocci? Interrogano il guardiano della sala, tornati in Francia scrivono al museo… niente da fare… Però non demordono. E come nelle migliori tradizioni, la costanza viene premiata.
Per una serie di più o meno fortunate coincidenze, entrano finalmente in contatto con un esperto del Mauritius Museum Council e della Mauritius Marine Conservation Society che svela il mistero.
Va beh… niente Saint Géran, porcellana ottocentesca di fabbricazione inglese assai comune. Va beh… niente naufragio, i pezzi sono stati trovati troppo lontano dal reef.

Però, tutto sommato, che importa? Inseguire pezzetti di storia, conoscere gente nuova, scoprire mille piccole cose, crearsi un percorso tutto proprio nel posto che si sceglie di visitare.
Ecco, viaggiare… c’est ça!

La Baie de Tombeau

mercoledì 8 luglio 2009

Il vento si fa sempre più forte, le onde non smettono di spazzare il ponte. Luna o stelle nemmeno a parlarne. “La bendata” è una nave fortunata, scalcinata e poco appariscente, però robusta e veloce. Sta scricchiolando paurosamente ma insieme ne hanno viste talmente tante… se la caveranno anche stavolta! La terra dovrebbe essere vicina, e Mauritius, come la sua “bendata” non l’ha mai tradito…
Ma la baie de tombeau non perdona. Le scogliere e le rocce che ne segnano l’entrata hanno detto la parola fine alla vicenda di almeno otto navi pirata. Nessuno ha mai trovato i tesori che la leggenda vuole siano sepolti sul fondo di questo mare ma stare sdraiata a guardare nel blu immaginando forzieri pieni di monete d’oro e pietre preziose è il mio passatempo preferito quando mi fermo in una delle spiagge della baia.
Poco frequentata rispetto alla famosa vicina Trou aux biches, è il posto perfetto quando si ha voglia di stare seduti a fantasticare. O dormicchiare. Quando ci vengo, faccio prima un salto al mercato di Port Louis a comprare un bel sacchetto di gateaux piments, frutta e acqua fresca. Niente chioschi e baretti da queste parti. Solo il rumore delle onde e il sogno dei pirati. baie_du_tombeau1

La conchiglia della fortuna

lunedì 15 giugno 2009

Un regalo davvero originale da riportare a casa da Mauritius?
Una conchiglia della fortuna! pbchdar06.jpgGià lasciata libera dal legittimo proprietario, naturalmente…
Nella tradizione mauriziana trovare una di queste conchiglie mentre si passeggia in riva al mare è considerato un segno di buona sorte. Quindi, che c’è di meglio di regalare la buona fortuna a chi vi sta a cuore? E, peraltro, è rimasto a casa mentre voi ve la spassavate sull’île? Il tutto, per di più, a costo zero. Ottima idea, vero?

Infatti non è mia, ringraziamo Christian Lefèvre, manager nel settore turistico, che ci dà anche qualche altra dritta sulla sua isola.
Per gustare la tipica cucina tradizionale mauriziana, due classici: Maison Eurêka e il Domaine Saint Denis. Se volete scoprire le altre due cucine che hanno contribuito alla gastronomia dell’isola il Fu Xiao, cucina cinese, e l’Indra, ristorante indiano del Domaine les Pailles.

Christian ci suggerisce anche un “riassunto” turistico dell’isola: i giardini di Pamplemousses, unici al mondo; il Museo navale di Mahébourg, dove scoprire il passato di Mauritius e l’île aux Aigrettes, successo di un approccio ecologista che ha consentito di ricreare la foresta originaria mauriziana.

Per chiudere in bellezza la giornata, niente di meglio che ammirare il tramonto sull’Oceano indiano sorseggiando un bicchiere di rhum con succo di canna e una spruzzata di limone verde. Chi non ama l’alcool può brillantemente sostituire il drink con un profumatissimo succo fresco di bergamotto o tamarindo. Merci, Christian!

15 uomini e la razione degli angeli

mercoledì 25 marzo 2009

Guildive, taffia, kill-devil, aguardiente, cachaça… una storia lunga quanto la lista dei suoi nomi, quella del rhum. Che si intreccia a quella di pirati, corsari angeli, ammiragli e frati… E a quella dell’ile, ovviamente.thanks_to_giallozafferanoit.jpg (continua…)

Shantaram

martedì 10 marzo 2009

Una mia amica mi ha regalato un libro che da Natale tengo sul comodino attendendo che arrivi il momento propizio per leggerlo. E’ un romanzo di circa 1200 pagine che guardo con aria circospetta: se mi piace sono certa che lo divorerò in qualche giorno; se non mi piace rimarrà lì a mo’ di piedistallo. Prendo coraggio e inizio a leggere Shantaram (Neri Pozza ed). shantaram.jpgUn romanzo che è ambientato in prevalenza a Bombay negli anni 80’ e che ha come protagonista Linbaba, detto anche Shantaram ovvero “uomo della pace di Dio”. Linbaba è Greg – Gregory David Roberts – l’autore del libro che ha scritto questo romanzo in forma autobiografica, australiano fuggiasco che trova in Bombay la sua casa e lì allestirà un ospedale per gli abitanti dello slum, reciterà nei film di Bollywood e stringerà relazioni pericolose con la mafia locale. Un libro avvincente e poetico che rapisce sin dalle prime pagine e che mi ha proiettato in un mondo fulgido di colori, profumi, musiche e atmosfere lontane. Lin nel corso delle sue missioni si ferma anche a Mauritius, all’hotel Mandarin, a Curepipe: trovare anche in questo meraviglioso libro un accenno alla mia amata isola mi ha fatto sussultare. Adoro Melville e la sua capacità di dipingere con stile i Mari del Sud e sono certa che chi apprezza la letteratura di viaggio non potrà farsi sfuggire questo brillante romanzo. I diritti del libro sono stati acquistati da Johnny Depp e  l’autore sta lavorando alla sceneggiatura del film. Per chi proprio non fosse affascinato dal potere evocativo delle parole e non avesse voglia di leggerlo, non resta che attendere di vederlo sul grande schermo!

Bello ed ecologico

mercoledì 4 marzo 2009

La prima impressione è quella del fortissimo calore. E come di uno scintillio diffuso nella stanza. Poi gli occhi restano incantati a guardare gli uomini in maglietta bianca e tutto passa in secondo piano.
Saranno pure cinquemila anni che l’uomo lavora il vetro, a me continua a sembrare una magia!Mauritius Glass Gallery - creazione in esposizione
Ammirare questi artigiani che, con delle specie di lunghissime cannucce, soffiano bolle di vetro e, con l’abilità e la destrezza di chi ha ripetuto lo stesso gesto fino a farlo diventare parte di sé, ne estraggono le forme più varie, è emozionante. A qualsiasi latitudine. Pensare che ogni singolo pezzo è unico e irripetibile, perfetto, trasparente, delicato, pieno di grazia e personalità.
La Mauritius Glass Gallery, all’entrata della città di Phoenix, ha anche, come considerevole valore aggiunto, la grande attenzione al sociale e all’ambiente. All’ingresso sono esposti i calchi in vetro delle mani dei visitatori famosi; oltre ad attrarre i turisti, vengono venduti all’asta, in particolari occasioni, e il ricavato è devoluto in beneficenza.
Per quanto riguarda l’ecologia, invece, qui è tutto riciclato o quasi. Il vetro, in primis, che deriva da bottiglie già utilizzate, e persino l’olio che brucia nei forni (che raggiungono i 1200° C!) che viene recuperato da diversi hotel dell’isola. Buono, bello, unico. Il massimo per un souvenir!

Un incendio al forte

domenica 1 febbraio 2009

E’ la mattina del 18 giugno 1695. Manca poco all’alba. Cinque persone si allontanano rapidamente dalle mura del forte olandese. Per mesi hanno aspettato questo giorno, l’hanno preparato e immaginato in ogni minimo dettaglio.
La zona è ancora immersa in un profondo silenzio quando nel cielo che comincia appena a tingersi di un pallido rosa si stagliano, sempre più alte e minacciose, delle fiamme. In breve tempo divorano le strutture in legno all’interno del forte e si preparano a inghiottirlo. Il governatore della Compagnia olandese delle Indie orientali e i suoi subordinati riescono appena a sfuggire al devastante incendio.ruins.jpg
Così, il luogo che avrebbe dovuto rappresentare la gloria degli olandesi e, poi, dei dominatori francesi, primo edificio in pietra sull’isola di Mauritius, è diventato invece il simbolo dei primi tentativi di ribellione degli schiavi, nella loro lotta per una vita senza padroni, libera e dignitosa.
Il sito, che dal 1997 è sottoposto a campagne di scavo archeologico, è visitabile. Vi è annesso anche un interessante museo, che documenta gli anni del dominio olandese e francese sull’isola, in cui sono raccolti gli oggetti provenienti dagli scavi del forte.
Il museo si trova a Vieux Grand port, royal road, ed è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 16 e la domenica fino alle 12.

Chi l’ha visto?

venerdì 5 dicembre 2008

Blue/Red Penny, thanks to: http://www.famousstamps.org/postofficemauritius.htmE così, risalta fuori anche “the forgotten one”! Vi ricordate la storia della {{post id=”francobolli-balli-e-milioni-di-dollari” text=”testarda lady Gomm e dell’orologiaio sbadato” target=”_blank”}}? Dal loro incontro era nata una vera rarità postale,  un piccolo e fragile tesoro per appassionati, sopravvissuto in pochissimi esemplari, due dei quali sono il fiore all’occhiello del Blue penny museum di Port Louis.
Se la storia vi aveva affascinato e avete qualche milione di euro da spendere, tenete d’occhio il calendario della casa d’aste tedesca Dr. Derichs. Dopo trentacinque anni di latitanza è riemerso dalle tenebre dell’oblio nientepopodimenoché uno dei quattordici esemplari superstiti della prima emissione delle poste mauriziane.
Il misterioso e preziosissimo pezzetto di carta (ma non dite a un filatelico che lo definisco così!) aveva fatto la sua ultima pubblica apparizione all’inizio degli anni settanta, in una fiera di filatelia a Colonia. Poi, più nessuna traccia. Ne era rimasta soltanto una vecchia foto in bianco e nero che aveva finito per alimentare una vera leggenda tra gli appassionati che si riferivano a lui come a “il dimenticato” o “il limbo”.
Adesso questa rarità così piena di storia e di storie sta per riapparire. E per alimentare nuove leggende. Non è difficile immaginare, infatti, che la lotta per possederlo sarà accesa e che verrà aggiudicato soltanto per una cifra davvero alta, gli esperti si attendono il record.
Io mi immagino scene che ho visto solo nei film. L’aria tesa, le mani che si alzano appena, buttando sul piatto con quel gesto da niente cifre da capogiro, gli sguardi nel vuoto che fingono indifferenza mentre la tensione sale di attimo in attimo, il battitore che tiene sospeso il martello fino ai tre colpi fatali. … e uno, e due, e tre.
Aggiudicato al signore in fondo alla sala!

Vecchi e nuovi campioni sui pedali

venerdì 21 novembre 2008

Raphael Geminiani, thanks to: http://www.cyclinghalloffame.com/riders/rider_bio.asp?rider_id=511Raphael Geminiani forse non è un nome che dice molto a chi non è appassionato di ciclismo.
Eppure è una vera leggenda. Vincitore, in più di un’occasione, di Tour de France e Giro d’Italia, pedalatore di sostanza, un gran fisico che faceva la differenza nelle corse particolarmente dure e sulle lunghe distanze. Un lottatore della pista. Ma capace anche di contribuire a distruggere quello stereotipo che vuole il ciclista capace di formulare al massimo un pittoresco “Sono contento di essere arrivato uno”.
Chiusa la carriera sui pedali, infatti, è diventato giornalista sportivo e manager di grandi campioni quali Eddie Merckx e, questo sono sicura che lo conoscete tutti, Fausto Coppi.
Di Coppi, Geminiani era grande amico, al suo fianco persino nella fatale trasferta africana.
Di questo e molto altro ha raccontato “le grand fusil”, come lo hanno soprannominato i suoi compatrioti, durante la sua permanenza al Sugar beach di Mauritius, ospite della Raphael Geminiani al Tour de France del 1951, thanks to: http://www.dailypeloton.com/displayarticle.asp?pk=7274Federation Mauricienne de Cyclisme in occasione del Tour de l’ile 2008.
Sull’isola, Rapahel Geminiani c’è arrivato per la sua passione per il ciclismo, sport che, tra parentesi, sta prendendo sempre più piede da quelle parti, ma anche per il suo “cuore di nonno”.
Tra i partecipanti al tour, infatti, anche suo nipote Frédéric. Staremo a vedere se buon sangue non mente.

Sulla strada

lunedì 3 novembre 2008

Autobus a Mauritius, thanks to: http://musee-photo.voyaz.com/Lungo il bordo della strada, che si stende, fiancheggiata da alti alberi, fino all’orizzonte, solo uomini. Tutti hanno un cappello in testa. Cappelli tipo Borsalino, calottine, fez, turbanti, flosci a coprire un po’ il viso… le tipologie sono diverse ma nessuno sta a testa nuda. Persino i ragazzini sono a capo coperto.
E tutti indossano una camicia bianca. Lunga a coprire ampi pantaloni, infilata dentro i calzoni strizzati da una cintura, coperta da una giacca oppure, col collo alla coreana, usata a mo’ di casacca. Le tipologie sono diverse ma tutti indossano una camicia bianca.
Sono fermi, a braccia conserte, o si muovono lungo la strada, gli occhi fissi sul lato sinistro della carreggiata. Lì, fermo ai margini della strada, un po’ di traverso, un autobus con il frontale sghembo, il parafango di una ruota ammaccato. Guardando dentro i finestrini non si vede nessuno.
C’è stato un incidente? Un guasto, forse. Da dove arrivano tutti questi uomini? Oltre gli alberi non si vede niente, nessun edificio. Solo la strada, gli alberi e il cielo. Possibile che fossero tutti passeggeri dell’autobus? E dove stavano andando? Cosa li ha portati lì, proprio quel giorno?
Quale giorno?
Di preciso non ve lo so dire. So che correva l’anno 1930. E quello era il primo autobus a percorrere le strade di Mauritius.