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Una lotta impari

17 febbraio 2009 | natura | Nessun Commento

Gli alberi sono creature intelligenti. A Mauritius, per esempio, come in gran parte della regione dell’Oceano Indiano, la stessa pianta produce foglie con forme diverse, a seconda dell’età. Le foglioline più giovani e tenere sono lunghe e sottili, quasi invisibili. Quando diventano “adulte”, invece, si fanno tonde e lucide, in modo da attirare tutte le attenzioni di tartarughe e altri erbivori; contemporaneamente, però, sviluppano una sostanza tossica che finisce per tenere lontani questi pericolosi nemici.
L’isolamento di Mauritius, unito alla ricchezza delle potenti correnti marine e degli alisei che nutrono dalla notte dei tempi la natura dell’isola, le ha consentito di trasformarsi in una specie di scrigno dei tesori, in cui specie vegetali di ogni genere hanno prosperato. Portati dai venti e dagli uccelli migratori, gettati a riva dalla corrente, milioni di semi hanno trovato un habitat ideale nel fertile suolo di rocce vulcaniche. Col tempo, si sono adattate perfettamente al nuovo territorio, ricoprendo il profilo dell’isola di un magnifico manto verde smeraldo e di una quantità straordinaria di specie diverse.I Giardini Botanici di Pamplemousse - i fior di loto
Fino al 1502. Quando Mauritius diventa una tappa fondamentale sulla via delle spezie e i tronchi neri dell’ebano e di altre specie pregiate finiscono a rifornire liutai, ebanisti e carpentieri olandesi. Poi, nell’Ottocento, è la volta dell’assalto delle piantagioni di canna da zucchero. Sempre più rapidamente la superficie coperta dal meraviglioso manto verdeggiante si riduce.
Gli alberi sono creature intelligenti. E almeno finché gli è toccato difendersi dagli erbivori se la sono cavata egregiamente. Gli esseri umani, ahimé, gli stanno dando da secoli più filo da torcere…

Viva l’inverno!

1 luglio 2008 | natura, spiagge | Nessun Commento

Parlare del tempo è un po’ lo stereotipo dell’ultima spiaggia nella conversazione da ascensore. Però so che mi potete capire, almeno se vivete a Milano o nei dintorni.
Piove e piove e piove letteralmente per mesi. Il cielo resta grigio per giorni che sembrano interminabili. I vestiti estivi se ne rimangono tristi nell’armadio e sembrano grigi anche loro. Le scarpe non parliamone. Mi rifiutavo di mettere le polacchine invernali a giugno, ma saltare sui marciapiedi con i sandali ai piedi per evitare le pozzanghere non mi faceva proprio sentire particolarmente astuta.
L’umore si adeguava, poveretto anche lui.
Poi… un due tre! finalmente esce il sole. E brucia tutto.
Uscire per scaldare sotto i 35° non si spreca, quindi, quando si decide a comparire, bolle l’asfalto, bolle il cervello e la pressione precipita.
L’umore continua ad adeguarsi.
Lo splendido mare di Mauritius, thanks to: http://magazine.voiaganto.itE mi metto a rimpiangere l’inverno. Non quello milanese, chiaro. C’è un limite a tutto! L’inverno mauriziano, ça va sans dire, che è giusto appena iniziato.
In cui le temperature scendono un po’, con le massime intorno ai 28° e le notti con quel clima perfetto che richiede un lenzuolo o una copertina leggera per dormire come angioletti. Di giorno si fa il bagno e di sera, in riva al mare, ci si infila un maglioncino di cotone per coprire le spalle. Le piogge sono rare, soprattutto sulla costa. Le piantagioni di canna da zucchero sono fiorite, i campi coperti di ciuffi bianchi che sembrano sospesi nel vuoto. E gli alisei portano il profumo dell’oceano e dei fiori.
Si, sto proprio sospirando…