Una lotta impari
17 febbraio 2009 | natura | Nessun Commento
Gli alberi sono creature intelligenti. A Mauritius, per esempio, come in gran parte della regione dell’Oceano Indiano, la stessa pianta produce foglie con forme diverse, a seconda dell’età. Le foglioline più giovani e tenere sono lunghe e sottili, quasi invisibili. Quando diventano “adulte”, invece, si fanno tonde e lucide, in modo da attirare tutte le attenzioni di tartarughe e altri erbivori; contemporaneamente, però, sviluppano una sostanza tossica che finisce per tenere lontani questi pericolosi nemici.
L’isolamento di Mauritius, unito alla ricchezza delle potenti correnti marine e degli alisei che nutrono dalla notte dei tempi la natura dell’isola, le ha consentito di trasformarsi in una specie di scrigno dei tesori, in cui specie vegetali di ogni genere hanno prosperato. Portati dai venti e dagli uccelli migratori, gettati a riva dalla corrente, milioni di semi hanno trovato un habitat ideale nel fertile suolo di rocce vulcaniche. Col tempo, si sono adattate perfettamente al nuovo territorio, ricoprendo il profilo dell’isola di un magnifico manto verde smeraldo e di una quantità straordinaria di specie diverse.
Fino al 1502. Quando Mauritius diventa una tappa fondamentale sulla via delle spezie e i tronchi neri dell’ebano e di altre specie pregiate finiscono a rifornire liutai, ebanisti e carpentieri olandesi. Poi, nell’Ottocento, è la volta dell’assalto delle piantagioni di canna da zucchero. Sempre più rapidamente la superficie coperta dal meraviglioso manto verdeggiante si riduce.
Gli alberi sono creature intelligenti. E almeno finché gli è toccato difendersi dagli erbivori se la sono cavata egregiamente. Gli esseri umani, ahimé, gli stanno dando da secoli più filo da torcere…


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