Ritmo e danze
18 dicembre 2008 | cultura, eventi, musica | 1 Commento
Un piccolissimo [purtroppo] assaggio delle danze durante il Festival kreol.
E grazie ancora a Sara che ci regala anche il video insieme ai suoi racconti
Un piccolissimo [purtroppo] assaggio delle danze durante il Festival kreol.
E grazie ancora a Sara che ci regala anche il video insieme ai suoi racconti
Dèi minori e demoni, si sa, sono irrequieti per natura. Una ne pensano e cento ne fanno. Così, un giorno, tanto tanto tempo fa, cosa facciamo cosa non facciamo, decisero di battere per bene le acque dell’Oceano per cercare di estrarne l’elisir dell’immortalità. E dagli torto…
Comunque, ogni volta che qualche piccoletto cerca di innalzarsi a livelli troppo alti per la sua natura caduca, succedono sempre dei grossi pasticci. Immagino vi ricordiate la storiaccia di quella mela. E così, invece che la miracolosa essenza, dalle acque dell’Oceano sorse un veleno mortale, che riduceva in cenere tutto quello che trovava sul proprio cammino.
I devas, queste divinità impegnate nel campionato cosmico di serie B, si risolsero a chiedere aiuto al più grande di tutti: Shiva. Ottima scelta. Per salvare l’umanità della distruzione, Shiva ingoiò tutto il veleno. Riuscì a restare in vita, con la piccola, e graziosa, conseguenza di diventare blu. I devas intanto, cercando probabilmente di farsi perdonare il
guaio, gli versavano acqua fresca sul corpo per alleviarne le sofferenze.
Per gli hindu, ricordare il grandioso gesto di Shiva, che evitò al mondo una prematura scomparsa, è una cerimonia importantissima, forse la principale del loro calendario. E indovinate un po’ dove si svolge il più grande pellegrinaggio in onore di Shiva al di fuori dell’India? Troppo facile, lo so.
Nei tre giorni di festa tra febbraio e marzo, che culminano in una notte senza luna, il Grand Bassin al centro dell’isola diventa il fulcro brulicante della spiritualità hindu mauriziana.
Guardandolo dall’alto si vedono le sue coste fiorite di bianco, con qualche sari rosso o giallo qua e là. Uomini, donne, bambini, tutti portano abiti candidi per omaggiare Shiva. Poco alla volta, poi, sul lago iniziano a galleggiare foglie e fiori, mentre i bastoncini di incenso profumano l’aria. Su alcune foglie di banano vengono anche accese delle luci che tremolano in mezzo all’acqua.
Guardando più da vicino, si vedono uomini e donne raccogliere con gesti misurati l’acqua del lago in piccoli recipienti di metallo, per poi versarla nuovamente nel bacino, in memoria
del gesto dei devas. Alla fine, le ampolle piene di acqua sacra verranno sistemate sui kanwar, coloratissimi tempietti di bambù decorati con fiori, specchietti e statue di cartapesta. Dopo la chiusura delle cerimonie, fedeli in t-shirt e pantaloncini rigorosamente bianchi, concessi uno zainetto blu o uno Shiva multicolore sulla maglietta, si caricheranno i kanwar in spalla e li porteranno fino al tempio del proprio villaggio, dove l’acqua verrà usata per le abluzioni alla statua della divinità.
La notte è appena scesa eppure il buio è profondo.
Solo una notte senza luna in un’isola in mezzo all’Oceano può essere così buia. Persino il vento trattiene il suo soffio come in attesa di qualcosa.
E d’improvviso… ecco… dall’altra parte della strada, una piccola lucina brillante. E un’altra immediatamente le si accende accanto. E poi un’altra ancora. In pochi minuti, ovunque mi volti, brillano centinaia di lucine dorate. Nei giardinetti delle case, che i mauriziani tanto amano, sulle verande, alle finestre, lungo i marciapiedi, persino sui tetti.
I bambini ridono, un po’ impacciati nei loro abiti nuovi e divertiti dalla polvere vermiglia che le madri hanno posato sulle loro fronti. Anche l’isola stasera sembra vestita di uno scintillante abito nuovo.
La cupa notte del mese di kartika è stata scacciata da migliaia di lucine brillanti, poi arriveranno anche i fuochi d’artificio a colmare il cielo di luci e colori. E’ bellissimo.
Anch’io ho messo delle piccole diyas, graziose lampade a olio di terracotta, davanti alla mia porta ed esco per accenderle. Vaish e suo marito Koumaran mi vengono incontro con in mano un pacchetto di piccanti squisitezze indiane. Vaish sta lavorando da giorni per questa
occasione, cucinare per parenti e amici, pulire la casa in modo impeccabile, riempire d’olio e disporre le diyas, decorare l’ingresso di casa con un motivo disegnato con polveri multicolori.
E’ Divali, la festa hindu delle luci. Tutto deve essere pronto perché la bella e ricca dea
Lakshmi, sorta dall’oceano di latte, trovi la strada che stasera la riporterà, per una notte, sulla terra. Volando sulle ali del Cigno celeste, entrerà solo nelle case impeccabilmente pulite, per lasciare in dono gioia e benessere.
La mia stanza, a essere sinceri, proprio proprio impeccabilmente pulita non è, ma le lucine per indicare la strada a Lakshmi le ho messe lo stesso. Speriamo che chiuda un occhio
Ah, il titolo del post è un verso del grande Tagore.
Commenti recenti