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Mauritius dream cruise

31 maggio 2011 | armonia, natura | Nessun Commento

Gli amici si scelgono, i parenti no. Eppure, a volte ci va di lusso comunque. Tipo, io ho questo zio che ha il dono magico di fare sempre dei regali strepitosi. Quelli che quando aprite il pacchetto vi rendete conto che era quello che più avreste voluto nella vita e non ve ne eravate nemmeno accorti. Ecco, così.

Quest’anno si è superato. Crociera di otto giorni in catamarano tra le baie e le isolette di Mauritius. La laguna di Mon Choisy con il tramonto sulla catena del Moka. Snorkelling ai piedi della scogliera di Coin de Mire. Kayak nella baia delle tartarughe. In tender alla piccola isola di Benitier e altro tramonto mozzafiato, stavolta con il profilo di Reunion all’orizzonte. Ho visto i delfini a Le Morne e sono risalita, sempre in kayak, lungo un tratto del fiume Rampart.

La sera, si scendeva a terra per un po’ di vita notturna quando si attraccava nei pressi di qualche centro particolarmente vivace. Altrimenti pesce fresco a bordo, con lo sciabordio in sottofondo e un bicchiere di vino bianco ghiacciato in mano.

Io sarò anche fissata con Mauritius e i regali dello zio Mario, ma datemi torto…

Rodrigues: giorno 2

28 luglio 2010 | cucina, natura | Nessun Commento

Stamattina niente sveglia. L’idea è proprio quella di lasciarmi andare al ritmo rilassato di Rodrigues. Mangio un po’ di frutta e mi faccio preparare un sandwich per il pranzo. La pioggia caduta mentre mi preparavo ha lasciato il posto a un sole morbido e a una luce limpida.

In pochi minuti arrivo alla spiaggia di St. François, perfetta: lunga candida e col mare turchese. Non mi stupisce che i progetti di sviluppo turistico di Rodrigues partano proprio da qui. La sensazione di camminare con tutti i miei pochi averi in spalla in questa meraviglia è la cosa che conosco che più si avvicina all’idea di libertà.

Altri pochi minuti e sono all’Anse Philibert. Proseguo per Trou d’Argent. Una piccola insenatura dove l’acqua turchina si incunea tra due pareti rocciose. Qui il primo, lungo bagno della giornata. Dopo essermi asciugata e scaldata al sole mi inoltro in un tratto di foresta che sembra uscito da un libro di favole e, al fresco, mi gusto il panino.

Ancora un tratto per arrivare alla spettacolare Anse Bouteille. Il mare, qui verde di smeraldo, entra fino alla sabbia bianca attraverso un imbocco strettissimo. Aspetto che la marea si alzi un po’ e torno in acqua, con pinne e maschera, per ammirare il reef corallino che qui è particolarmente bello.

Solo la prospettiva di una deliziosa cena creola mi convince a lasciare quell’incanto, mentre già il sole è sceso alle mie spalle. Arrivo al Mourouk Ebony Hotel che le stelle stanno ricominciando a splendere nel cielo.

Toyo e il surf

12 luglio 2010 | amici, spiagge, sport | Nessun Commento

Volare sulle onde sentendo gli spruzzi sul viso. Infilarsi a tutta velocità in un ricciolo d’acqua spumeggiante. Saltare e atterrare sulla cresta dell’onda come in una danza. Il surf è davvero un modo fantastico per vivere il mare…Uno dei surfisti mauriziani più famosi è Toyo, all’anagrafe Stellio Bauda.

Come ogni passione che si rispetti, anche la sua è nata per caso. Un turista italiano riparte abbandonando la sua tavola rotta. Un “rifiuto” che fa la felicità di un ragazzino di dodici anni, figlio di un pescatore di Tamarin, che alla scuola preferisce di gran lunga la spiaggia.

E’ un vero colpo di fulmine. Fa un lavoretto dopo l’altro per raggranellare i soldi per una tavola “seria”. “Mi costò tremila rupie, una fortuna!”, racconta. Del surf, ama l’ebbrezza di ballare insieme alle onde del mare e il clima di amicizia e correttezza che si instaura immediatamente tra surfer. Negli ultimi anni, anche l’île è entrata a far parte dei circuiti professionali. Così, Toyo ha iniziato ad allenare ragazzini più giovani ed è entrato nel Quicksilver team.

Sono passati una ventina d’anni dalla scoperta di quella tavola abbandonata. Sono cambiate molte cose, ma Toyo non trascorre mai più di due giorni lontano dalle onde. “Altrimenti mi manca l’aria…” confessa.

Metti una Lola Ponce a Mauritius

9 aprile 2010 | spiagge | Nessun Commento

Chi abita a Milano avrà notato (e qui mi rivolgo essenzialmente ai signori uomini e a qualche donzella che come me sarà stata rosa dall’invidia), la settimana prima di Pasqua, che in varie fermate della metro campeggiava una splendida immagine di  Lola Ponce su una spiaggia paradisiaca.

Al di là dell’invidia di cui dicevo sopra per la bella Lola che non ha certo problemi di con la prova costume come le comuni mortali, ricordo di aver pensato “Accidenti! che bel mare! “  e di aver provato una fitta di malinconia per l’ile. Potevo sbagliarmi, figurarsi.. fra tanti posti poteva essere proprio Mauritius il set degli scatti di Lola?

Uno sfondo mare, le nuvole, le rocce nere.. ci metto un secondo a googlare Lola Ponce Mauritius e… si, avevo visto giusto!!  Date un’occhiata a questo video: è vero o no che ho un fiuto da investigatore? Da bravo Sherlock Holmes, grazie a questo video ho scoperto che Miss Bikini ha scelto Mauritius come set per la nuova collezione Original di cui Lola è testimonial: che dire, ottima scelta!! :-)

Blu, le mille bolle blu…

11 novembre 2009 | amici, armonia, natura | Nessun Commento

Solo un piccolo scatto inviatomi dal mio amico Benoit, titolare e diver master del Bouba Diving Center di Rodrigues :
pesci multicolori, l’acqua dell’Oceano Indiano, il silenzio degli abissi… !cid_BECC734E-1EB1-4E55-8DEA-2AEA934EC3E8
no, non è un sogno: è Ti Colorado (piccolo Colorado – come sapete Ti in creolo vuol dire piccolo).
Come dite? Perchè Colorado? Perchè questo spot diving a largo di Rodrigues è simile.. al Gran Canyon!!

Non avete già voglia di venire a fare un tuffo in compagnia di Benoit e scoprirlo?

Viaggiare nel tempo e nello spazio, sull’île

14 settembre 2009 | armonia, cultura, curiosita' | Nessun Commento

La storia è troppo carina. L’ho trovata viaggiando in rete sulle tracce dell’île e credo che Jean Yves non se ne avrà a male se ve la racconto. Alcuni anni fa trascorse qualche settimana a Mauritius con la figlia.

Passeggiando nei dintorni di Poudre d’or, verso Cap Malhereux, nel luogo in cui nel 1744 naufragò il famosissimo Saint Géran (si, tutta quella storia di quei due giovinetti pudibondi, Paul e Virginie), trovano frammenti di porcellana bianca e blu con motivi cinesi.
Le ipotesi si moltiplicano: piatti rotti del negozio dietro l’angolo? Resti di un recente naufragio? O addirittura tracce del mitico naufragio ricordato dal monumento qui a Cap Malhereux? St_Geran_Monument-Mauritius

Pochi giorni dopo, in visita al Museo di storia di Mahébourg, nella sala francese scoprono con sorpresa in una teca frammenti di porcellana straordinariamente simili a quelli trovati da loro. La febbre della scoperta sale. Da dove vengono quei cocci? Interrogano il guardiano della sala, tornati in Francia scrivono al museo… niente da fare… Però non demordono. E come nelle migliori tradizioni, la costanza viene premiata.
Per una serie di più o meno fortunate coincidenze, entrano finalmente in contatto con un esperto del Mauritius Museum Council e della Mauritius Marine Conservation Society che svela il mistero.
Va beh… niente Saint Géran, porcellana ottocentesca di fabbricazione inglese assai comune. Va beh… niente naufragio, i pezzi sono stati trovati troppo lontano dal reef.

Però, tutto sommato, che importa? Inseguire pezzetti di storia, conoscere gente nuova, scoprire mille piccole cose, crearsi un percorso tutto proprio nel posto che si sceglie di visitare.
Ecco, viaggiare… c’est ça!

Chiese e palme

9 settembre 2009 | armonia, cultura | Nessun Commento

Il campanile in pietra, le finestre ad arco, le lastre traforate a decorare la cima… Un’antica chiesina in un villaggio francese?
Vi do due altri indizi: tetto in lamiera e fianchi ombreggiati dalle palme. Un mix inatteso e suggestivo che è un po’ la firma dell’île. E’ la chiesa di Marie-Reine, a Poudre d’or, fondata nel 1847.poudre d'or surroundings
All’origine, in realtà, la chiesa era stata dedicata a sainte Philomène, che forse non avrà preso tanto bene la sostituzione, anche se tra santi…
Comunque, passeggiare nel giardino curatissimo, utilizzato anche come cimitero, guardare i campi di canna da zucchero poco oltre questa architettura così europea fa un effetto piuttosto curioso. Alcuni turisti si sono lamentati con me perché la chiesa non è ben segnalata. Hanno ragione. Forse. Per me la bellezza di questo villaggio nel nord dell’isola è proprio l’aria autentica che è riuscito a conservare.
Quindi… ssssh, passeggiate un po’ con gli occhi aperti, e attenti alle sorprese!