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Le magiche tisane del mercato di Port Louis

22 novembre 2011 | curiosita' | Nessun Commento

Segnatevi il nome: Jay Mootoosamy. Banco n. 244 al mercato di Port Louis. Se ve ne dimenticate, chiedete di “quello delle tisane miracolose”, lo conoscono tutti.

Avvicinarsi alla sua bancarella vuol dire essere avvolti nell’abbraccio odoroso di erbe misteriose. Le sue tisane sono tutte naturali al 100%, raccoglie lui stesso le piante sulle montagne di Mauritius. Come ha imparato da suo padre, che accompagnava fin da bambino durante le vacanze scolastiche. E come suo padre ha imparato dal proprio e indietro per qualche generazione.

Fate quattro chiacchiere con lui, sempre incredibilmente disponibile, e chiedetegli la miscela che fa per voi. Dermatosi, gastrite, ernia, asma, colesterolo, stress, cellulite… almeno una di queste ce l’avrete! E Jay ha quello che fa per voi. Anche per gli scettici ;-)

Dolci delizie

11 aprile 2011 | cucina, curiosita', shopping | Nessun Commento

La dolcezza dei Tropici… da secoli lo zucchero è legato alla storia di Mauritius (e vi ho lungamente descritto questo argomento.. appiccisoso! in alcuni miei post tempo fa)… ebbene, ho da poco scoperto che sull’ile c’è un negozio che trasforma questo ingrediente in arte.

Il Poivre D’or è una boutique gastronomica dall’atmosfera un po’ vintage dove è facile farsi tentare da  zucchero in tutte le sue forme: praline, zucchero grezzo, in cristalli su cucchiaini da far sciogliere nel tè, in polvere o a velo, in zollette, liquido, e di tutte le varietà che potete pensare: aromatizzato, scuro, grezzo, raffinato…

Ma non solo: Poivre d’Or annovera fra i suoi scaffali marmellate, miele, gelatine di frutta, spezie, caramelle e mille varietà di tè mauriziano. Tutti prodotti 100% naturali e 100% esotici, prodotti seguendo ricette tradizionali che valorizzano la ricchezza del patrimonio locale e, naturalmente, tutti rigorosametne Made in Mauritius!

Frutti esotici, marlin affumicato e pizza

21 gennaio 2010 | amici, cucina | Nessun Commento

Domanda: esistono più cuochi italiani in Italia o a Mauritius? Ogni volta che torno sull’île, ne scopro uno nuovo!

In realtà Fabio Zanforlini, chef executive allo Shandrani, è a Mauritius già da qualche anno, dopo quindici anni di vagabondaggi culinari e un’esperienza a Ivrea. E si può definire decisamente “arrivato”, considerato che gestisce una cucina di 107 persone per i cinque ristoranti del resort.

La spesa la fa scegliendo personalmente i prodotti più freschi al mercato del mercoledì di Mahébourg. 100_5529
Mi dà anche qualche consiglio. L’ananas qui si trova tutto l’anno, ma il periodo in cui è più dolce è tra dicembre e gennaio, quando arriva dalle piantagioni nella zona di Chamarel. Il litchie è al suo top da dicembre a febbraio e il mango tra ottobre e dicembre. Mi faccio consigliare anche un rum, per il quale confesso un certo debole, e non esita: quello agricolo della Rhumerie di Chamarel!

L’attenzione alla materia prima per lui è fondamentale, tanto che allo Shandrani preparano anche il marlin affumicato in proprio. Faccenda non da poco che implica che il pesce resti in salamoia per ventiquattrore prima di passarne altre sei nella stanza per l’affumicatura a freddo e finire nel vostro piatto leggero, morbido e squisito.
G03Quando Fabio decide che dietro i fornelli vuole vederci qualcun altro, sceglie tra il Domaine d’Anna, un suggestivo ristorante con una raffinata cucina di ispirazione cinese, e il Ristorante Tiziano, dove un veneto prepara da quindici anni una delle migliori pizze dell’isola. Se qualcuno di voi ci capita, mi faccia sapere come si è trovato! :-)

Un nuovo Gusto per Stefano

4 novembre 2009 | amici, cucina, cultura | 1 Commento

Uno dei motivi per cui adoro viaggiare è incontrare nuovi amici. Uno dei motivi per cui adoro viaggiare a Mauritius è rincontrare vecchi amici.
Stefano Fontanesi, ormai, lo conoscete anche voi. Quando l’ho incontrato, questa estate, stava dando gli ultimi tocchi al ristorante Il Gusto in vista della riapertura del Dinarobin dopo i lavori di rinnovamento della struttura. Oltre, naturalmente, a cucinare a destra e a manca: a casa con i figli,26092009298 nel ristorante della sua amica Jessica… un po’ mi stupivo, rientrando la sera, di non trovarlo a spadellare anche nella mia cucina! Del resto, le passioni sono così o non sono, no?
Comunque, Stefano è molto felice di tornare in qualche modo alle origini con questo ristorante italiano con influenze toscane. Niente cucina fusion qui ma il desiderio di ricreare un angolo d’Italia nell’Oceano indiano. Tutto italiano, dunque, dalle ricette, al vino ai bicchieri che lo contengono!
Ma l’instancabile wonder-chef sta già sognando un nuovo progetto, in cui fare incontrare ancora i due paesi che gli sono cari. Vi do solo un indizio, tenete sott’occhio il vostro telecomando…

L’instancabile wonder chef!

1 luglio 2009 | amici, armonia, cucina | 2 Commenti

Datemi tempo che ci arrivo… in fin dei conti la Bit è stata solo… ehm… uno, due… beh, qualche mese fa…
Forse qualcuno di voi si ricorderà che, in quell’occasione, avevo rincontrato un amico, mio e del blog, Stefano Fontanesi, che mi aveva mostrato la classe in un grano di sale. Quello specialissimo sale, il fiore di sale, che consiste nello strato superiore delle saline raccolto rigorosamente a mano. Comunque, nella mattinata eravamo riusciti a fare quattro chiacchiere, gli avevo chiesto di raccontarmi un altro pezzo del suo particolarissimo sguardo da wonder-chef su Mauritius.
Vita impegnata, quella del “nostro” wonder chef! c_0_articolo_440824_immagine
Si comincia prestissimo, con il primo sopralluogo in hotel già intorno alle 7 e mezza, per decidere cosa mettere nella lista della spesa del giorno. Poi una riunione con la direzione per valutare i risultati della giornata appena trascorsa, mettere a punto i progetti per il futuro, essere informato sulla presenza di super vip tra gli ospiti e pianificare il lavoro. Stefano ama offrire ai suoi clienti un servizio tagliato su misura, quindi Natale ortodosso per i russi, cucina vegana o cucina senza glutine per i celiaci e poi la Pasqua ebraica… Per non parlare dei clienti indiani che viaggiano con il cuoco personale al seguito! Verso le dieci e mezza, le informazioni vengono trasferite al suo reparto e può finalmente entrare in cucina, a verificare che tutto proceda per il meglio. Se le cose vanno per il verso giusto, mentre gli altri gustano le sue delizie, lui si dedica alle pubbliche relazioni. Vi sembra abbastanza? Anche a me. Ma a lui no.Nel pomeriggio e in serata: appuntamenti con i clienti, corsi di cucina e altre iniziative dell’hotel. Per cena, assaggia volentieri la cucina degli amici al ristorante del Telfair, alla Rhumerie o da Madame D’Alais. Di notte spero che dorma ma sospetto che l’instancabile wonder chef traduca libri di cucina dall’aramaico al creolo!

Lunedì, giorno di mercato…

27 aprile 2009 | cultura, shopping | 1 Commento

A voi non capita di fare un giro per il mercato al lunedì?
A me si, giro per i banchi di frutta, gironzolo fra le bancarelle di borse, artigianato, spezie, ninnoli, vaniglia, vestiti e sari colorati, profumate essenze e cibi esotici… ma si, parlo del mercato di Port Louis, mica di quello di Senigallia! colori_di_paglia_port_louis.JPG
Cosa pensavate, che fossi a Milano, come sempre? E invece no… e vi regalo uno scatto dalla mia meravigliosa isola, bella piu’ che mai in lungo questo ponte che mi sono regalata fra il 25 aprile e il 1° maggio! :-)

La pozione magica

17 novembre 2008 | cucina, cultura, shopping | Nessun Commento

Port Louis Central Market, thanks to: Ale de VriesMi aggiravo tra le bancarelle del Mercato centrale a Port Louis. Frutta, verdura, carne, magliette, tè, pesce, strani aggeggi di cui faticavo a immaginare l’uso… Il mercato è vivace, pieno di curiosità e colori quanto si può desiderare da un mercato. Quanto agli odori, quel giorno per me restavano insondabili. Mi ero trascinata un brutto raffreddore dall’Italia che il viaggio in aereo non aveva fatto che amplificare e me ne andavo in giro tossicchiando e starnutendo, con gli occhi arrossati e lacrimosi. Insomma, una cosa proprio brutta da vedere.
A un certo punto, da dietro un banco coperto di foglie e tuberi, una signora anziana e magrissima, contorta come una delle radici che vende, pronuncia delle parole misteriose: “Patte poule piquant”. Rivolgo lo sguardo intorno, ma no, ce l’ha proprio con me. La guardo perplessa. Il sorriso è troppo gentile, non sta prendendo in giro la povera turista malconcia, decido. Ricambio il sorriso e inarco quanto possibile le sopracciglia per rendere ben chiaro, ci fosse qualche dubbio, che non ho capito di cosa stiamo parlando.
Lei mi fa cenno col capo di avvicinarmi e mi porge una manciata di foglie. Continuo a guardarla perplessa. Rovista un po’ tra i sacchi di tela e mi ficca in mano altre foglie, citronella, questa è più facile, e un pezzetto di zenzero. A gesti, devo avere l’aria talmente stordita che non le passa nemmeno per la testa che io possa arrangiarmi con il creolo, mi spiega di farne un decotto e berlo.
Sorrido, ringrazio, infilo tutto nella borsa e me ne dimentico.
L’episodio mi torna in mente la notte, mentre mi aggiro per la stanza incapace di prendere sonno a causa della tosse, a cui si sono aggiunte alcune linee di febbre. Sia quel che sia, facciamola finita!, penso.
Toddalia Asiatica, thanks to: http://www.plantzafrica.com/Faccio bollire l’acqua, ci aggiungo le piante della mia signora e, senza pensarci troppo, ingollo la pozione. Mal che vada si rivelerà una pianta velenosissima e morirò tra atroci spasmi.
Invece, a parte il sapore davvero gradevole della tisana, la gola inizia subito a pizzicare di meno. E anche il respiro si fa più facile. Finalmente riesco a prendere sonno.
La mattina dopo, sentendomi un po’, nel mio piccolo, una miracolata, passo a trovare Claude, fa il botanico e l’erborista a tempo perso, proprio qui a Mauritius ed è la persona più adatta a svelarmi il mistero delle foglioline.
“Toddalia asiatica”, mi spiega infatti senza esitazione. E mi snocciola informazioni su informazioni su questa magnifica pianta, che cresce sull’ile, nelle isole dell’Oceano indiano e in altre zone dell’Africa. Si tratta di un rampicante dalle foglie lucide che produce bellissime infiorescenze e delle piccole bacche che, mature, sono di un arancione caldo e hanno il sapore della scorza d’arancia. La lista delle sue virtù non si limita alla banale cura della tosse ma in alcune zone è usata addirittura come anti-malarico. Chi non si fida delle virtù Vendeur de tisanes, thanks to: Patrick Guyennonmedicinali delle piante può sempre impiegarla come siepe, ha un aspetto davvero gradevole ed è fornita di robuste spine che aiutano a tenere lontani i visitatori poco graditi.
Uscita dalla casa di Claude, torno subito al mercato per ringraziare la mia benefattrice. Giro e rigiro per lo spiazzo, le bancarelle di erbe medicinali sono numerose qui, cerco e ricerco, torno più volte sui miei passi, eppure, della mia vecchina, neanche l’ombra. Dopo quel giorno sono tornata spesso in quel mercato, ma non c’è stato niente da fare, non l’ho mai più rivista.

Thanks to Ale de Vries for the first photo of this post, Port Louis Central Market
Thanks to Patrick Guyennon for the third photo of this post, Vendeur de tisanes